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MATTARELLA ATTENDE FICO…NON ESCLUSI TEMPI SUPPLEMENTARI

cms_20835/mattarella_autonomia_regioni.jpgConto alla rovescia per l’esplorazione del presidente della Camera, Roberto Fico, per verificare la possibilità di una maggioranza politica composta a partire dai Gruppi che sostenevano il governo precedente, ora in crisi. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli ha dato tempo fino a oggi per completare il suo tentativo e riferirne gli esiti e al Quirinale tutto è pronto per ascoltare quello che avrà da dire il numero uno di Montecitorio. Molto probabile che Fico abbia ancora a disposizione buona parte della giornata di oggi. In mattinata, alle 11, il Capo dello Stato sarà infatti alla Cerimonia di presentazione della Relazione sull’attività svolta dal Consiglio di Stato e dai Tribunali amministrativi regionali nell’anno 2020, quindi un’udienza al Colle sarebbe possibile non prima dell’ora di pranzo.

Più plausibile quindi che Fico salga nel pomeriggio, magari anche verso sera, ma non si esclude che Mattarella possa concedergli di giocare i tempi supplementari, con una brevissima proroga del suo mandato. Se infatti si trattasse di sistemare ancora qualche dettaglio e il presidente della Camera avesse ancora bisogno di compiere il fatidico ultimo miglio per incasellare le tessere del mosaico ancora mancanti per far nascere il nuovo governo, non è escluso che possa riferire mercoledì.

cms_20835/matteo-renzi-prescrizione-1.jpgRenzi: “su programma e squadra gelo Iv. Da M5S solo no”

L’accusa rivolta ai grillini è quella di un arroccamento nella difesa dello status quo ovvero delle postazioni di governo del Conte 2. “Noi non siamo ostili al Conte ter -si dice in Iv- ma i 5 Stelle non possono pensare di lasciare tutto com’era. Serve discontinuità”. E le condizioni poste da M5S sono giudicate irricevibili. A partire da quella di tenere Alfonso Bonafede alla Giustizia per finire con la Catalfo al Lavoro pure considerata intoccabile.

Un irrigidimento che ci sarebbe stato anche al tavolo del programma a Montecitorio. “Abbiamo sentito solo no. No al Mes, no alla Tav… solo no”. Un muro. “Tatticismi? Forse, ma occhio che così si va a sbattere e stavolta non possono dire che siamo stati noi a far saltare il tavolo. Non abbiamo messo mezzo veto. Chiediamo però una discontinuità. Ma tra cento e zero, non può non esserci una via di mezzo”. Oggi, a quanto si apprende, al termine del tavolo programmatico, Matteo Renzi riunirà i gruppi di Italia viva per fare il punto della situazione.

cms_20835/M5S_anti_Renzi.jpgM5S anti Renzi: ’la resistenza’

La crisi di governo innescata da Matteo Renzi compatta la ’fronda’, di cui fanno parte persone storicamente vicine ad Alessandro Di Battista.La storia parlamentare del Movimento 5 Stelle è costellata di ’fronde’ ribelli e scissioni sempre minacciate ma mai concretizzate. Un dissenso a ’geometria variabile’ che spesso riesce a compattare intorno a un tema (o contro un tema) persone anche ideologicamente distanti tra loro.

L’anti-renzismo, storico cavallo di battaglia grillino, è il fuoco che in questo momento anima quella fetta di deputati e senatori malpancisti, poco più di una ventina, che si candida a diventare la spina nel fianco del prossimo esecutivo. Questa volta però, i ribelli si sarebbero dati anche un nome di battaglia: “la resistenza”.

cms_20835/salvini.jpgSalvini, appello a Mattarella: “O si chiude oggi o voto”

Dopo la chiusura della prima giornata del tavolo sul programma di governo in crisi nato in seguito alle consultazioni e alle dimissioni di Conte, Matteo Salvini fa “appello al presidente Mattarella, che è il garante dell’unità di questo Paese: non permetta che passino altri giorni, altre ore perse. Perché ogni giornata persa è un’azienda che chiude. Se hanno i numeri domani, vengano in Parlamento e lavoriamo, altrimenti a casa, basta ed entro Pasqua c’è un nuovo Parlamento”, spiega il leader della Lega a Quarta Repubblica su Rete 4. Per il Carroccio in ogni caso “la via maestra, naturale, dignitosa, è impegnare due mesi per il voto per non rompere le scatole agli italiani nei prossimi cinque anni”. E comunque, “se trovano i numeri, Conte e Renzi perdono la faccia evidentemente…”, commenta ancora.

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2 Febbraio 2021