Traduci

Mattarella concede grazia a Bossi

Mattarella concede grazia a Bossi

cms_15172/Mattarella_primo_piano_Fg_Ipa_3-5-3674657883.jpg

“Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato – ai sensi di quanto previsto dall’art. 87 comma 11 della Costituzione – un Decreto di concessione della grazia in favore di Umberto Bossi. L’atto di clemenza individuale ha riguardato la pena detentiva ancora da espiare (un anno di reclusione) inflitta per il delitto di offesa all’onore e al prestigio del Presidente della Repubblica (c.d. vilipendio: art. 278 c.p.), in riferimento a fatti commessi nel 2011. A seguito di provvedimento della Magistratura di sorveglianza Bossi è stato affidato in prova al servizio sociale”. E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale.

“Nel valutare la domanda di grazia -prosegue la nota- in ordine alla quale il Ministro della Giustizia a conclusione della prevista istruttoria ha formulato un avviso non ostativo, il Presidente della Repubblica ha tenuto conto del parere favorevole espresso dal Procuratore generale, delle condizioni di salute del condannato, nonché della circostanza che in relazione alle espressioni per le quali è intervenuta la condanna il Presidente emerito Giorgio Napolitano ha dichiarato di non avere nei confronti del condannato ’alcun motivo di risentimento’”.

“Sono molto contento, ringrazio sia il presidente della Repubblica Mattarella, che il presidente Napolitano”, è stato il commento di Umberto Bossi che ha aggiunto: ’’Ringrazio inoltre la Magistratura di sorveglianza di Brescia che nelle more del provvedimento di grazia mi aveva autorizzato a svolgere le mie funzioni di parlamentare’’’.

L’ex leader e fondatore della Lega si scagliò contro l’allora presidente Napolitano: “Napolitano, Napolitano, nomen omen, non sapevo fosse un terun”, disse Bossi mimando il gesto delle corna con la mano.

Istat, rischio povertà per oltre 12 mln di persone

cms_15172/mendicante_poveri_fg.jpg

Nel 2018, il 20,3% delle persone residenti in Italia (circa 12 milioni e 230 mila individui), risulta a rischio di povertà, cioè hanno un reddito netto equivalente all’anno precedente, senza componenti figurative e in natura, inferiore a 10.106 euro (842 euro al mese). Lo indica l’Istat spiegando che il valore resta stabile rispetto al 2017. L’8,5% (in diminuzione rispetto al 10,1% dell’anno precedente) si trova in condizioni di grave deprivazione materiale, mostra cioè almeno quattro dei nove segnali di deprivazione previsti.

L’11,3% (in lieve diminuzione rispetto all’11,8% del 2017) vive in famiglie a bassa intensità di lavoro, ossia in famiglie con componenti tra i 18 e i 59 anni che nell’anno di riferimento del reddito hanno lavorato meno di un quinto del tempo. Complessivamente la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale che include coloro che si trovano in almeno una delle suddette tre condizioni, è pari al 27,3% (in diminuzione rispetto al 28,9% del 2017).

Pacco bomba al Viminale, polizia indaga a 360 gradi

cms_15172/viminale_adn.jpg

Non era un ordigno rudimentale e poteva esplodere il pacco bomba indirizzato al Viminale e intercettato alle poste di via Ostiense a Roma. La polizia, che al momento tende a escludere la pista anarco-insurrezionalista, indaga comunque a 360 gradi per rintracciare gli autori. L’ordigno, che non aveva un timer, era costituito da un innesco collegato a delle batterie e conteneva ritagli di giornale pro Salvini. Il pacco era inoltre genericamente indirizzato al ministero dell’Interno e non riportava il nome di nessun particolare destinatario.

Autore:

Data:

6 Dicembre 2019