Traduci

Mattarella difende l’Ue

Mattarella difende l’Ue

cms_10187/rit_mattarella_bandiere_afp.jpg

’’Una casa comune solida e ben gestita costituisce il più efficace antidoto contro antistoriche spinte dissociative’’. Così il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che torna oggi a parlare in difesa dell’Europa e del futuro dell’Unione europea in un messaggio di saluto al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Europa, quindi, come una “casa comune”, che per il presidente della Repubblica è ’’quanto chiede la società civile dei Paesi europei: più sicurezza, in un contesto internazionale così profondamente perturbato, più equità, più condivisione delle responsabilità’’.

Per questo, continua Mattarella, “i governi hanno l’onere di contribuire con atteggiamenti e proposte costruttive a garantire il miglior funzionamento dell’Ue, aggiornandone le priorità. La posta in gioco è molto elevata: un’Europa all’altezza delle sfide che i popoli hanno dinnanzi è la soluzione adeguata per evitare ai singoli paesi di scivolare nell’irrilevanza e per consentire loro, invece, di partecipare autorevolmente alla stesura di nuove e più appropriate regole internazionali’’.

’’Le istituzioni europee e nazionali – avverte ancora il presidente della Repubblica – debbono lavorare insieme per rispondere alle esigenze di cittadini e soggetti economici e sociali, garantendo libertà in un mondo aperto e, allo stesso tempo, coesione e solidarietà, presupposti per proseguire il cammino di pace, democrazia e sviluppo assicurato dall’integrazione del continente in questi 60 anni, estendendolo, auspicabilmente, oltre i suoi confini’’, spiega ancora Mattarella.

Per custodire il futuro dei nostri popoli, dice il Presidente, è quindi “indispensabile riaffermare i valori fondamentali alla base delle libere scelte che hanno portato all’Unione europea: libertà, stato di diritto, democrazia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità umana’’. Questi, infatti, “principi sulla base dei quali si è costruita la civiltà occidentale in una società in cui inclusione, tolleranza e giustizia sono stati gli obiettivi perseguiti in tutti questi decenni. E’ questa la prospettiva in cui è saldamente collocata l’Italia’’.

Rendere attuali questi valori costitutivi – sottolinea – declinarli in iniziative concrete per rispondere tempestivamente alle aspettative dei cittadini, richiede un coerente sforzo e concorso collettivi, che sappia durevolmente legittimare la ragion d’essere profonda dell’appartenenza all’Ue, che va ben oltre la semplice partita del dare/avere’’.

E per quanto riguarda la questione migratoria, ’’occorrono ambizioni all’altezza dei tempi e delle sfide a partire dal rafforzamento di progetti fondamentali dell’integrazione, come l’Eurozona, alle questioni della politica estera e di difesa, al potenziamento delle politiche di coesione e crescita, con strumenti che consentano di gestire con efficace solidarietà le trasformazioni produttive e le sofferenze sociali, alla predisposizione di regole che sappiano affrontare in modo adeguato la questione migratoria’’. Per il resto, spiega ancora il capo dello Stato, “dobbiamo compiere scelte fondamentali su politiche e istituzioni: dal bilancio comune alla governance economica dell’area Euro’’.

Vitalizi, Fico: “Ricorsi legittimi ma si va avanti”

cms_10187/Fico_FTG.jpg

“I ricorsi sapevo che sarebbero arrivati, farli è un diritto ma resto ovviamente convinto della delibera approvata dall’ufficio di presidenza della Camera perché è un provvedimento che ricuce una ferita. Non l’abbiamo fatta contro qualcuno ma per qualcuno, nell’interesse del popolo italiano”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico commentando, in una dichiarazione su ’RaiNews 24’ da Halifax (Canada) – dove si è svolta l’assemblea dei presidenti dei Parlamenti del G7 – i centinaia di ricorsi presentati da ex deputati sulla delibera che abroga i vitalizi.

Conte: “Reddito cittadinanza e fisco pilastri della manovra”

cms_10187/contedito_afp.jpg

Sulla prima manovra del governo giallo-verde “la curiosità sarà appagata a breve” ma già si può assicurare che sarà “una manovra seria e credibile: terremo conti in ordine ma saremo anche coraggiosi”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che nel suo intervento di apertura alla Fiera del Levante di Bari assicura: “Reddito di cittadinanza e la riforma fiscale sono due pilastri su cui lavoreremo per realizzare una manovra economia che contenga misure di equità sociale’’. Per Conte, intervistato stamane sul tema dalla ’Gazzetta del Mezzogiorno’, reddito di cittadinanza e flat tax sono prioritari: “Si partirà da entrambe le misure con meccanismi graduali nella fase di attuazione. Sono riforme di ampio respiro e segneranno una svolta nella vita degli italiani’’.

IMPRESE – “Fin dall’inizio il faro che ha mosso nostra azione è stato quello della massima attenzione agli interessi cittadini” che però non significa una “diminuita attenzione al mondo delle imprese”, ha poi sottolineato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel suo intervento di apertura.

“La volontà questo governo è di sostenere chi intraprende per creare ricchezza vera per se stessi e per gli altri”, ha aggiunto, sottolineando come “la forza delle nostre imprese potrà aiutarci a produrre quelle risorse di cui abbiamo bisogno per un paese più giusto, più forte, più inclusivo”. Con un riferimento all’8 settembre 1943, il premier ha sottolineato come “oggi come 75 anni fa la vocazione commerciale del paese ci sta aiutando”. “La lenta ripresa – ha aggiunto – è frutto prima di tutto della capacità del nostro paese di connettersi ai grandi flussi commerciali che non hanno mai cessato di crescere, a eccezione dell’annus horribilis 2009”.

CONCESSIONI – Con la “revisione delle concessioni – ha spiegato – otterremo la valorizzazione del patrimonio pubblico: favoriamo il partenariato pubblico – privato e invitiamo i privati a inserirsi in una logica del bene comune. Ma una cosa è la remunerazione degli investimenti, altra è lucrare”. Conte ha quindi confermato l’intenzione del governo di andare avanti “sull’ammodernamento delle infrastrutture”.

COMMERCIO – Il governo italiano dice no “alle pratiche ricattatorie” messe in campo da alcuni paesi “per il diritto a operare su alcuni mercati”. Parole, quelle di Conte, che sembrano un evidente riferimento all’atteggiamento mantenuto per anni dalle autorità cinesi, ma anche alle crescenti minacce protezionistiche.

“Sul commercio in questa fase ci sono tensioni incredibili, dobbiamo stare attenti” ammonisce il premier che segnala come “alcuni paesi hanno beneficiato da interpretazioni disinvolte: non tollereremo più ’disattenzioni’ su proprietà intellettuale e brevetti, che sono costati cari” agli imprenditori italiani. “Il commercio deve essere equo, solo così sarà sostenibile nel lungo periodo”.

CORRUZIONE – La lotta alla corruzione, che il governo ha inteso rafforzare con il ddl Bonafede, “è una riforma strutturale, che aiuterà a depurare l’ambiente economico da comportamenti illeciti e dalla corruzione che sono distorsivi rispetto alla leale competizione tra gli operatori economici”. Incrementare la lotta ai comportamenti illeciti, per il presidente del Consiglio “renderà più appetibile la nostra realtà sociale e economica agli occhi degli operatori stranieri”.

GOVERNO – “Abbiamo affrontato uniti e compatti terribili tragedie come il crollo del Ponte Morandi, i fatti di Bologna, l’incidente di Foggia. Emergenze che ci hanno visto sempre dalla parte dei cittadini. E’ partito davvero il governo del cambiamento, che – assicura il presidente alla Gazzetta del Mezzogiorno – durerà 5 anni’’.

Salvini: “Nessun golpe giudiziario”

cms_10187/Salvini_FTG_IPA.jpg

“Non c’è nessun golpe giudiziario, ci sono delle inchieste. Spero che facciano bene e facciano in fretta”. Matteo Salvini torna sull’indagine aperta dalla Procura di Palermo a suo carico e decide di stemperare i toni. L’occasione arriva dal Forum Ambrosetti dove oggi il ministro dell’Interno si trova e a margine del quale ha assicurato di rispettare “il lavoro di tutti”. “Non mi tolgono il sonno – ha aggiunto -, vado avanti a lavorare per fare quello che gli italiani mi chiedono di fare”. “Non ce l’ho con nessuno, ma sono amico di tutti, anche dei magistrati che mi hanno indagato”, ha detto.

“Conto di fare per almeno cinque anni il ministro dell’Interno – ha sottolineato – senza essere considerato un sequestratore, un assassino, un delinquente”. “Aspetto con curiosità le sentenze che mi riguardano – ha continuato -, sono disponibile ad andare a Palermo a piedi per spiegare. Che io sia un sequestratore fa sorridere molti ma non sono al di sopra della legge e se lo sono ne trarrò le conseguenze”. Il vicepremier si è poi detto “disponibile a spiegare i magistrati che bloccare il traffico essere umani è mio dovere, che commetterei omissione di atti di ufficio se facessi finta di niente e facendo sbarcare altri presunti profughi”.

“Io – ha poi aggiunto, parlando della fuga di alcuni migranti della nave Diciotti – avrei sequestrato centinaio di persone in fuga dalla guerra che nei tre quarti dei casi sono già sparite. Erano così sotto sequestro e bisognosi di aiuto che hanno pensato bene di far perdere le loro tracce“. “Non occupo il mio tempo seguendo le sentenze, questo vale per Genova e per Palermo”, ha sottolineato ancora.

Per Salvini le priorità sembrano infatti essere altre: “Stiamo lavorando per essere il primo gruppo del parlamento europeo. E dimenticare – spiega – la triste parabola socialista. La Lega continuerà il suo servizio di cambiamento del Paese. Penso che l’occasione delle elezioni europee dell’anno prossimo sarà l’ultima occasione di salvare l’Europa. L’Europa – attacca – la stanno affossando i suoi paladini a parole”.

Lasciando il Forum Ambrosetti, Salvini trova anche il tempo di scherzare sull’indagine: “Ci rivediamo l’anno prossimo e – dice – se sarò a piede libero sarò ancora qua in veste di ministro dell’Interno”.

Passo indietro, quindi, dopo i toni durissimi utilizzati ieri durante la diretta Facebook nella quale il ministro aveva aperto la lettera della Procura con l’avviso d’indagine per sequestro di persona aggravato nel caso ’Diciotti’. “Io pieno di limiti e difetti, sono stato eletto dai cittadini – aveva detto commentando l’iniziativa dei magistrati -; altri non sono stati eletti da nessuno e non rispondono a nessuno”.Parole che avevano fatto infuriare i compagni pentastellati di governo Di Maio e Bonafede, che in serata avevano chiesto a Salvini di non scatenare una “guerra con la magistratura” mentre ne criticavano toni e contenuti da “seconda repubblica”.

Il cambio di rotta viene accolto con favore dal Guardasigilli Bonafede: “Mi fa piacere – ha commentato il ministro, intervistato da Maria Latella – che Salvini abbia ulteriormente specificato che c’è il massimo rispetto per la magistratura”.

“Non ho avuto modo di parlare con Salvini, tra l’altro conosciamo benissimo il pensiero l’uno dell’altro. Il mio, ci tengo a dire, non era un attacco a Salvini ma una precisazione che ritengo fondamentale“, ha aggiunto il ministro della Giustizia, che ha poi spiegato la sua posizione.

“Un ministro – ha detto – ha tutto il diritto di dire che un magistrato sbaglia o che un provvedimento emesso nei suoi confronti possa essere sbagliato. Io però voglio lavorare sulla giustizia, che per 20 anni è stata imbrigliata nei dibattito toghe di destra o di sinistra. A me va bene dire che un magistrato sta sbagliando ma è sbagliato dire che lo fa perché è di destra o di sinistra. Questo riporterebbe l’Italia, e ho specificato che non credo che Salvini voglia questo, indietro di 20 anni”.

Positiva anche la reazione di Di Maio, che della questione ha parlato in diretta su Facebook: “Quando siamo contrari, noi alla Lega lo diciamo. Io ieri a Salvini gliel’ho detto che non deve attaccare i magistrati, perché sono gli stessi magistrati che arrestato i corrotti, i mafiosi e gli scafisti. E di questo siamo contenti. Allo stesso modo, si rispettano quando ci indagano, anche perché la scelta politica sulla nave Diciotti l’abbiamo presa tutti insieme’’.

Autore:

Data:

9 Settembre 2018