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Mattarella: “Esame severo delle cause”

Mattarella: “Esame severo delle cause”

cms_9977/mattarella_serio_Fg.jpgQuesto è il momento dell’impegno comune, per affrontare l’emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto. Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale”. Ad affermarlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a proposito del crollo del ponte Morandi a Genova.

“Gli italiani -aggiunge il capo dello Stato- hanno diritto a infrastrutture moderne ed efficienti che accompagnino con sicurezza la vita di tutti i giorni. I controlli, la cultura della prevenzione e l’intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell’azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli”.

È una catastrofe -afferma ancora Mattarella- quella che ha colpito Genova e l’Italia intera. Su persone e famiglie inermi si è abbattuta una disgrazia spaventosa e assurda”. “Il primo pensiero -mio come di tutti gli italiani- va alle vittime, ai feriti, alle sofferenze e alle angosce dei loro familiari. A quanti oggi piangono per i loro cari, desidero esprimere il più sentito cordoglio, la mia vicinanza e, insieme, la solidarietà della Repubblica”. “Un caloroso ringraziamento -conclude il Capo dello Stato- rivolgo a coloro che -sulle strade, tra le macerie, negli ospedali- si sono immediatamente prodigati e tuttora continuano a lavorare in condizioni di difficoltà, per salvare vite e per recuperare i corpi di chi è stato travolto”.

“Lo dicevo dal 2013”, la rabbia dell’ex senatore

cms_9977/Genova_Ponte_Morandi_Afp.jpgE’ dal 2013 che parlo di quel ponte con preoccupazione. Ma i ministri competenti non mi hanno mai degnato di una risposta. Perché? Ero uno del Misto, evidentemente non meritavo attenzione…“. A dirlo, all’Adnkronos, è Maurizio Rossi, ex senatore ligure di Scelta Civica, che nel corso della passata legislatura in varie interrogazioni ha più volte sollevato il tema del ponte Morandi, lanciando l’allarme sulla stabilità del viadotto tragicamente crollato stamattina a Genova.

Che quel ponte avesse problematiche strutturali – prosegue – si sapeva. Chi vive a Genova sa benissimo che anni fa non c’era traffico su quel ponte, ma con l’aumento del traffico del porto di Genova abbiamo iniziato a vedere centinaia di tir fermi in coda. E poi i lavori su quel ponte ci son sempre stati. Ora la città rischia il blocco totale”.

n una interrogazione del 28 aprile 2016 rivolta all’allora ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, Rossi infatti scrive: “Se non si predispone immediatamente una nuova strategia stradale di più ampio respiro del capoluogo ligure, i mancati lavori di realizzazione della Gronda sommati alla possibile futura chiusura totale o parziale del ponte Morandi determinerebbero inevitabilmente il collasso dell’intero sistema viario genovese”.

Nell’atto di sindacato ispettivo Rossi chiede di sapere “se società Autostrade ritenga di mettere a norma di sicurezza, secondo gli standard europei, la rete autostradale ligure, con particolare riguardo proprio al tratto tra Voltri e Genova che comprende l’uscita per l’aeroporto e il ponte Morandi, ad oggi fuori dalle normative comunitarie così come altre parti delle autostrade liguri; quale sia in dettaglio l’attuale situazione dei lavori di messa in sicurezza del ponte Morandi, quali siano gli interventi che ancora devono essere realizzati e se gli interventi saranno tali da comportare gravi disagi alla circolazione della città e quale sia la tempistica di fine lavori”.

Nell’interrogazione viene inoltre chiesto “se corrisponda al vero che il ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso almeno al traffico pesante, entro pochi anni, gettando la città nel totale caos”. “Ma quella non è mica l’unica interrogazione”, rimarca Rossi, editore dell’emittente tv Primocanale. “Il 20 ottobre 2015 – spiega all’Adnkronos – avevo presentato un’altra interrogazione sulle code chilometriche che bloccano l’area intorno a Genova sottolineando il ’grave problema’ rappresentato dal ponte Morandi, del quale ’non si conosce la sicurezza nel tempo’”.

E non è tutto. “Parlai di questo tema al ministro Lupi già nel maggio 2013 in Commissione. Si parlava della Gronda di Genova, dissi che il ponte Morandi non avrebbe avuto vita breve. Ma evidentemente per i ministri non meritavo attenzione: non ho mai ricevuto risposte a quelle interrogazioni”, conclude Rossi.

Manovra, vertice a quattro

cms_9977/palazzo_chigi_ftg.jpgUn vertice telefonico a quattro tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i due vicepresidenti, Matteo Salvini e Luigi Di Maio e il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria. E’ quello che si è svolto ieri per definire alcuni dettagli della manovra. Durante il vertice, si legge in una nota di Palazzo Chigi, i quattro “hanno esaminato il quadro macroeconomico e hanno condiviso il lavoro in corso per la definizione dei dettagli del quadro programmatico che verrà presentato a settembre e già deciso nel precedente incontro nelle sue linee generali”.

“Quadro programmatico che – specifica la nota – come è noto, concilia il perseguimento degli obiettivi programmatici del governo con la stabilità delle finanze pubbliche ed in particolare la continuazione del percorso di riduzione del rapporto debito/Pil”.

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15 Agosto 2018