Traduci

Mattarella firma, il Rosatellum è legge

cms_7625/seggio_elezioni_ftg.jpgIl Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato e promulgato la nuova legge elettorale, il cosiddetto ’Rosatellum’. Il provvedimento entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

“Se gli italiani vogliono mandare a casa quelli che si sono votati il Rosatellum e farlo nascere già morto, chiedano ai siciliani di votare per noi domenica e vedrete come la legge che favorisce le ammucchiate sarà uccisa nella culla”, ha detto Luigi Di Maio, a Palermo, rispondendo alle domande dei cronisti sulla promulgazione della legge.

“Di Maio, Di Battista e anche il sottoscritto sono stati eletti da una legge elettorale che non conteneva il nome dei candidati, non aveva colleggi, era un simbolo con dietro l’ignoto. Facciamo un discreto salto di qualità, riportando chiunque voglia entrare in parlamento con nome e cognome e dando all’elettore la possibilità di essere consapevole di chi vota. Ritengo questa modifica sufficiente per dire che questa legge elettorale migliora le condizioni delle istituzioni del Paese”, ha replicato Matteo Richetti, portavoce del Pd.

“Penso che avremo un esame preciso della Corte costituzionale, non sono un costituzionalista ma mi sembra abbastanza strano che uno metta il segno su una persona e il voto vada a finire su un listino bloccato. Come si può spiegare una cosa così? Non è palesemente incostituzionale e quindi il presidente Mattarella ha firmato e ha fatto il suo mestiere”, ha osservato invece leader di Mdp, Pierluigi Bersani.

“Il Rosatellum è ora definitivamente legge. Rimane una brutta e pessima legge elettorale fatta per favorire alcuni partiti, non è stata scelta certo per i cittadini e nell’interesse di tutti”, ha scritto su Twitter il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile, Giulio Marcon.

Berlusconi, Salvini e Meloni siglano il patto dell’arancino

cms_7625/Berlusconi_catania_Fg.jpg“Quella di ieri sera a Catania è stata una cena come molte altre che ci sono state in passato, con un clima di grandissima, più che cordialità, affettuosità, alla quale è stato dato il nome della ’cena dell’arancino’, che è una squisitezza siciliana e che quindi è un nome che possiamo tranquillamente approvare”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, prima di lasciare Villa del Bosco a Catania, commentando l’incontro di ieri sera tra i leader del centrodestra alla Trattoria del Cavaliere.

“Il centrodestra è sempre stato in corsa, anche se c’è chi specula su eventuali divisioni che non ci sono mai state – ha sottolineato il Cavaliere – Abbiamo un programma su cui mettere una parola definitiva, ma è praticamente accettato da tutti. Dopo le elezioni in Sicilia abbiamo già previsto un appuntamento con i leader del centrodestra per scriverne la versione definitiva, che è pragmatica e prevede una realizzazione immediata”.

Berlusconi ha spiegato: “Ci sono 14 piccole formazioni che per la prima volta sono venute nel centrodestra e si stanno aggregando in due poli: uno laico e l’altro cattolico. Quindi ci sarà un centrodestra molto forte che sono sicuro non soltanto vincerà le elezioni di domenica in Sicilia, ma anche le prossime politiche“.

“Alla Regione e alla guida del Paese – ha aggiunto Berlusconi – ci vogliono uomini che vengono dall’impresa, dalle professioni, dalla cultura, dal volontariato che nella vita abbiamo avuto successo nel loro lavoro e che per tanto siano apprezzati e stimati da tutti, naturalmente con nel Consiglio dei ministri rappresentanti anche delle nostre forze politiche”.

MELONI – “L’intesa non è stata raggiunta perché intese così complesse sui destini degli italiani non si raggiungono in un’ora e mezza a cena” ha detto la leader di Fdi, Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti dell’incontro di ieri sera con Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. “Abbiamo convenuto sul contorno di questa alleanza fondata su ’gli italiani prima di tutto’, su una coerenza che dobbiamo dare agli italiani sulle scelte future. Poi bisognerà vedersi per parlare concretamente di come realizzare quel programma” ha spiegato.

“Non abbiamo parlato di ministeri, ministri o spartizioni reali o presunte – ha precisato Meloni – I nomi su queste cose arrivano alla fine, prima si parla di idee, di proposte e di come rilanciare l’Italia. La cena di ieri è un ottimo punto di partenza e credo che la vittoria del centrodestra a Ostia e in Sicilia ci daranno l’ulteriore responsabilità di lavorare in questo senso”.

Arriva in Italia la ’droga dell’Isis’

cms_7625/droga-24397-k5YD-U1101836998726BeB-1024x576@LaStampa.jpgSequestrate 24 milioni di pillole della ’droga del combattente’ per un valore di 50 milioni di euro. E’ il colpo messo a segno dalla sezione Antiterrorismo della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, in seguito a indagini svolte dai finanzieri del comando provinciale reggino in collaborazione con l’Ufficio antifrode della Dogana di Gioia Tauro.

Il carico di tramadolo – che è una sostanza oppiacea sintetica usata negli scenari di guerra mediorientali e usata come eccitante e per aumentare le capacità di resistenza allo sforzo fisico – era sbarcato al porto gioiese: era proveniente dall’India e diretto in Libia.

L’input investigativo, spiega una nota della procura di Reggio Calabria della Direzione distrettuale antimafia-Sezione antiterrorismo, è partito dal II gruppo della Guardia di Finanza di Genova che nell’ambito di una operazione dello scorso maggio aveva proceduto ad un analogo sequestro nel porto del capoluogo ligure.

50 MLN EURO – La vendita al dettaglio del farmaco sequestrato avrebbe fruttato circa 50 milioni di euro, in quanto ciascuna pastiglia, sul mercato nero nord africano e mediorientale, viene venduta a circa 2 euro.

ISIS – Come spiega il procuratore Federico Cafiero De Raho, secondo le informazioni condivise con fonti investigative estere, il traffico di tramadolo sarebbe gestito direttamente dall’Isis al fine di finanziare le attività terroristiche che l’organizzazione pianifica e realizza in ogni parte del mondo e parte dei proventi illeciti derivanti dalla vendita della sostanza sarebbero destinati a sovvenzionare gruppi di eversione e di estremisti operanti in Libia, in Siria e in Iraq.

LA DEA – L’operazione si è avvalsa infatti anche della preziosa collaborazione della Dea americana e della Direzione centrale dei servizi antidroga presso il ministero dell’Interno e del supporto del Comando Generale della Guardia di Finanza.

Autore:

Data:

4 Novembre 2017