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Mattarella, monito all’Ue sui rifugiati

Mattarella, monito all’Ue sui rifugiati

cms_9499/mattarella_bandiere_afp.jpg“La comunità internazionale deve operare con scelte politiche condivise e lungimiranti per gestire un fenomeno che interessa il globo intero. L’Unione Europea, in particolare, deve saper intervenire nel suo insieme, non delegando solamente ai Paesi di primo ingresso l’onere di affrontare le emergenze. La gestione attuale dei fenomeni migratori deve lasciare il posto a interventi strutturali che rimuovano le cause politiche, climatiche, economiche e sociali che alimentano tante tristi vicende”. Questo quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato.

“Da tempo, l’Italia – afferma il presidente Mattarella -, contribuisce al dovere di solidarietà, assistenza e accoglienza nei confronti di quanti, costretti a fuggire dalle proprie terre, inseguono la speranza di un futuro migliore per sé e per i propri figli. Obbedisce a sentimento di responsabilità l’impegno dei moltissimi concittadini che, sul suolo nazionale, nel mediterraneo e in altre più lontane aree di crisi del pianeta, tengono vivo lo spirito di umanità che – profondamente radicato nella nostra Costituzione – contraddistingue il popolo italiano”.

“Per governare i grandi spostamenti di esseri umani – continua il Colle –occorre prevenire i conflitti e mettere fine a quelli in corso, sostenere i Paesi di origine dei flussi aiutandoli a combattere carestie e malnutrizione, fornire adeguato sostegno ai Paesi limitrofi e alle aree soggette a ostilità”.

“Consapevole della natura globale di questa sfida, l’Italia – spiega ancora Mattarella – promuove da tempo, nei consessi europei ed internazionali, una politica che si ispira ai principi della responsabilità, della solidarietà e della condivisione dei doveri e dei compiti tra tutti i Paesi interessati. Anche in seno alle Nazioni Unite, l’Italia è fortemente impegnata nei negoziati in vista dell’adozione di un patto mondiale sui rifugiati, che rappresenta lo strumento per offrire risposte concrete e universalmente accettate.”

Nel sollecitare la comunità internazionale e l’Unione Europea a compiere passi crescenti su questo terreno, la Repubblica Italiana si conforma alle norme sancite dal diritto internazionale relative all’accoglienza di coloro che hanno diritto a protezione”, conclude Mattarella.

Migranti, Italia pronta a braccio di ferro

cms_9499/Migranti18_Afp.jpgAl vertice di domenica a Bruxelles sull’immigrazione, il premier Giuseppe Conte è pronto a puntare i piedi: no a soluzioni già scritte e l’Italia costretta a doverle sottoscrivere con una stretta di mano e la rassicurazione che accetteranno, più avanti, di metter mano al Regolamento di Dublino. Questo, stando a quanto filtra da Palazzo Chigi, il contenuto dell’incontro di oggi tra lo stesso Conte e i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, a cui si è aggiunto poi anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Il presidente del Consiglio potrebbe adirittura non andare a Bruxelles nel caso in cui la bozza sui migranti dovesse essere giudicata insoddisfacente dal governo italiano. “Se andiamo a Bruxelles per avere il compitino già scritto da Francia e Germania, se pensano di mandarci altri migranti allora non andiamo nemmeno, risparmiamo i soldi del viaggio“, ha detto in serata a ’Porta a Porta’ Salvini. Il leader della Lega ha aggiunto: “Conte ha il pieno mandato di tenere alto l’orgoglio del popolo italiano. Spero vada a far valere le nostre ragioni ma l’Italia non è più scontata, il popolo italiano non è più in vendita”.

Saranno i capi di governo di Spagna, Germania, Austria, Italia, Francia, Grecia e Bulgaria a riunirsi in un vertice informale per discutere il futuro delle politiche dell’Ue in materia di immigrazione, come riferisce la Dpa citando fonti diplomatiche.

Tra Conte, Di Maio e Salvini, sul tema, la sintonia sarebbe totale. In particolare, a fare alzare il livello di guardia le voci che circolano su una bozza già scritta e che punterebbe gran parte del suo contenuto sui cosiddetti movimenti secondari, ovvero la possibilità di ricollocare i migranti richiedenti asilo – e la cui pratica non è stata espletata – nel primo Paese dove sono sbarcati. E che metterebbe l’Italia in evidente difficoltà. Conte oggi ha detto chiaro al presidente del Consiglio europeo Donald Tusk che l’Italia non ci sta, e sarebbe pronto a ribadirlo con forza al tavolo di domenica a Bruxelles, non escludendo addirittura di abbandonare l’incontro se le cose dovessero mettersi male. “Oggi ho avuto con il Presidente Tusk un incontro molto utile – ha scritto su Twitter Conte – Gli ho anticipato che al pre vertice di Bruxelles non sono disponibile a discutere dei ’secondary movements’ senza prima aver affrontato l’emergenza dei ’primary movements’ che l’Italia si ritrova ad affrontare da sola”.

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In queste ore sono in corso contatti con altri governi, in particolare quelli tedesco e francese. L’obiettivo a cui si punta è quello di fare in modo che la discussione di domenica prossima sia “reale e non solo di facciata” per giungere a una soluzione che tenga conto delle esigenze di tutti i paesi riuniti, innanzitutto di quelli, come l’Italia, in prima linea nel fronteggiare l’emergenza sbarchi. E che non possono essere sacrificati sull’altare delle difficoltà interne al governo tedesco e che vedono la cancelliera Angela Merkel in affanno.

A chiedere l’incontro sono state Francia e Germania, non l’Italia, a quanto spiegano fonti Ue. In merito all’idea di creare delle piattaforme regionali di sbarco, contenuta nella bozza della conclusioni del Consiglio Europeo di settimana prossima, si tratterebbe ancora di un’idea. In ogni caso, per convincere i Paesi del Nordafrica (si parla della Tunisia e forse dell’Egitto) ad ospitarle, verrebbe accompagnata da programmi di rimpatrio, da supporto finanziario e da altri incentivi. E’ chiaro che queste piattaforme non potranno essere create in Libia, vista la situazione sul terreno. Per ora, comunque, si tratta di una possibilità, che va esplorata, sondando anche i Paesi interessati.

Domenica si parlerà anche della riforma del sistema di Dublino e della prevenzione dei movimenti secondari nell’Ue, che sarà un elemento importante della riunione. L’importanza della prevenzione dei movimenti secondari viene sottolineata anche nella dichiarazione franco-tedesca diffusa ieri al termine del bilaterale di Meseberg tra Merkel e Macron.

Finché non ci sarà un nuovo sistema di Dublino, per prevenire i movimenti secondari (cioè il trasferimento di una persona che ha richiesto asilo in uno Stato Ue in un altro Stato dell’Ue, esattamente quello che il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer vuole impedire) è probabile che la Germania e la Francia domenica spingano sul pedale delle intese bilaterali tra Stati, volte ad accelerare le procedure per i trasferimenti dei richiedenti asilo verso il Paese in cui hanno fatto richiesta di asilo.

Prima legge su rider nel Lazio, Zingaretti ’brucia’ Di Maio

cms_9499/foodora_rider_fg.jpgPiù diritti, più tutele, più innovazione in materia di salute e sicurezza ai lavoratori della gig economy. È questa in sintesi la proposta di legge, ‘Norme per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali’, approvata ieri in giunta e presentata oggi nella sede della Regione Lazio, dal presidente Nicola Zingaretti accanto al l’assessore al Lavoro Claudio di Bernardino.

I lavoratori digitali sono dunque i protagonisti della proposta di legge approvata dalla Giunta Zingaretti per colmare un vuoto normativo e rispondere alle nuove esigenze emerse nel mercato del lavoro con la nascita dell’industria 4.0’. Si tratta di una ‘proposta’ frutto di un percorso partecipato avviato dalla Giunta attraverso una consultazione pubblica sulla piattaforma on line del sito della Regione Lazio e di una serie di incontri dedicati a tutti gli attori protagonisti. Non solo i lavoratori, ma anche le aziende, le organizzazioni sindacali e datoriali.

’’La nostra non vuol essere una provocazione ma un contributo che noi diamo alla legislazione nazionale. E’ la prima legge che si fa su questo tema. Noi ci auguriamo che il governo non solo non la impugni, anzi speriamo possa aiutare uno sviluppo positivo della legislazione nazionale’’, ha dichiarato Zingaretti presentando la proposta di legge. ’’Abbiamo ovviamente inviato questa legge al ministro del Lavoro Di Maio in uno spirito di piena collaborazione – ha detto – Non è una legge contro qualcuno. È una legge che vuole sostenere questo settore economico a svilupparsi all’interno di una rete di tutele che vanno comunque sancite e garantite. Si farà allora un buon lavoro per la nostra economia regionale e per l’Italia’’. ’’Noi ci auguriamo che il testo venga approvato il più presto possibile, speriamo entro l’anno”, ha auspicato Zingaretti, aggiungendo: “Abbiamo lanciato l’idea il 5 maggio, la memoria di Giunta è del 15 maggio, mentre il presidente Conte e il ministro Di Maio hanno giurato dal Presidente della Repubblica il primo giugno. Lo dico per sgomberare il campo da polemiche o equivoci, che non ci sono tra l’altro, di una rincorsa o peggio di una iniziativa polemica rispetto, invece, ad un importante confronto sugli sviluppi legislativi legati ad un tema così delicato’’.

Stadio Roma, Di Maio: “Raggi resta”

cms_9499/StadioRoma_immaginesito_us.jpg“Non ho notizie di crisi di maggioranza” in Campidoglio, “né tantomeno il Movimento chiederà alla sindaca di farsi da parte”. Lo dice Luigi Di Maio, ospite di ’Coffee Break’ su La7, riferendosi al caso del progetto dello stadio giallorosso.

“Se sul caso Roma abbiamo una colpa è di esserci fidati dell’avvocato sbagliato, quanti italiani siano in compagnia nostra non lo so. Però una cosa c’è da dire sul caso Roma – prosegue Di Maio -: noi siamo stati gli unici a non prendere un euro, tutte le altre forze politiche hanno preso soldi da Parnasi e noi veniamo trattati come criminali e gli altri sono quelli che ci accusano?”.

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21 Giugno 2018