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Mattarella: “Politica sia responsabile”

Mattarella: “Politica sia responsabile”

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La politica deve essere responsabile. E’ il monito che arriva dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un saluto indirizzato alla Assemblea generale 2018 di Assolombarda. “E’ indispensabile uno sforzo condiviso per dimostrare la capacità del nostro Paese di affrontare le sfide”, sottolinea. “Servono un dialogo costruttivo e un alto senso di responsabilità – evidenzia il capo dello Stato – da parte della politica, delle istituzioni e delle imprese, delle associazioni e della società civile per scelte consapevoli con una visione di lungo termine nell’interesse collettivo”.

“La qualità delle aziende italiane e la loro abilità ad affermarsi sui mercati internazionali, inserendosi nelle catene del valore globale, prospera – fa notare – solo in un mondo aperto e integrato. Il rallentamento del ciclo del commercio internazionale, i segnali di ulteriori tensioni e misure protezionistiche – avverte Mattarella – rischiano di pesare sulla fiducia“.

Intervenendo poi a Pontedera alla cerimonia commemorativa per il quarantesimo anniversario della morte di Giovanni Gronchi, il capo dello Stato sottolinea: “Il Presidente della Repubblica pro-tempore è portatore dell’indirizzo di attuazione e di rispetto della Costituzione“. In Giovanni Gronchi fu “ferma” la “distinzione tra significato e insopprimibilità dei valori patriottici e – conclude – le infatuazioni di vuoti rigurgiti nazionalistici“.

Caos condono, cosa c’è nel testo ’manipolato’

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Tetto dell’imponibile più alto, sanatoria dell’Iva e colpo di spugna su reati tributari e penali. Sono alcuni dei punti che sarebbero stati inseriti nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, finito al centro delle polemiche dopo le accuse di manipolazione da parte di Luigi Di Maio. Un testo ritoccato da una ’manina’, stando alle dichiarazioni del vicepremier, dove il condono si allarga fino a diventare ’tombale’. Non solo Irpef, Irap e contributi previdenziali, ma anche Iva e attività detenute all’estero. Il tetto di 100 mila dell’imponibile, da complessivo, si sposta su ogni singola imposta, mentre spunta uno scudo penale relativo a dichiarazione fraudolenta e riciclaggio di denaro.

TETTO IMPONIBILE – Nella bozza del dl fiscale, che secondo il vicepremier sarebbe stata ’manomessa’, il tetto massimo di 100 mila euro dell’imponibile viene alzato in quanto non riferito all’intera somma delle imposte condonate ma alla singola imposta con conseguente effetto moltiplicativo. Nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra, infatti, si legge che ’’l’integrazione degli imponibili è ammessa nel limite massimo di 100.000 euro per singola imposta e per periodo d’imposta’’. In questo modo, ovvero applicando il tetto di 100mila euro per ogni singola imposta, cioè 5, e per ogni anno d’imposta, per un totale di 5 anni, si arriverebbe ad un totale di 2,5 milioni di euro.

SANATORIA ESTESA – La bozza del decreto prevede una sanatoria estesa ai contributi previdenziali, alle imposte sostitutive e anche all’Iva. In particolare, sul massimo imponibile ’’si applica, senza sanzioni, interessi o altri oneri accessori un’imposta sostitutiva del 20% ai fini delle imposte sui redditi e relative addizionali, delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dei contributi previdenziali, dell’imposta sul valore degli immobili all’estero, dell’imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero e dell’imposta regionale sulle attività produttive”.

Per quanto riguarda l’Iva la sanatoria è possibile pagando un’aliquota media, altrimenti quella ordinaria del 22%. In un paragrafo del dl infatti si spiega che sull’Iva sarà applicata ’’l’aliquota media per l’imposta sul valore aggiunto, risultante dal rapporto tra l’imposta relativa alle operazioni imponibili, diminuita di quella relativa alle cessioni di beni ammortizzabili, e il volume d’affari dichiarato, tenendo conto dell’esistenza di operazioni non soggette ad imposta ovvero soggette a regimi speciali. Nei casi in cui non è possibile determinare l’aliquota media, si applica l’aliquota ordinaria’’, ovvero il 22%.

SCUDO PENALE – Nella bozza del decreto è inoltre stato inserito uno scudo penale. Nel testo infatti si specifica che non sono puniti i reati relativi alle: dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti; dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici; dichiarazione infedele; omesso versamento di ritenute dovute o certificate; omesso versamento di Iva. Per questi casi viene esclusa anche la punibilità delle condotte relative al riciclaggio e dell’impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita se riferite ai reati precedenti.

Blocco scatto pensione già da 2.500 euro

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La rivalutazione o meglio conosciuta come perequazione delle pensioni è quel meccanismo con cui l’importo dell’assegno previdenziale viene adeguato all’inflazione, così, da proteggere il potere d’acquisto della pensione. A tal proposito da 1° gennaio 2019 ci potrebbe essere una novità molto importante sul fronte della rivalutazione delle pensioni. Il prossimo anno, infatti, terminerà la fase transitoria prevista dalla riforma Fornero – con cui sono state introdotte delle regole più penalizzanti per il meccanismo della perequazione e di conseguenza ci dovrebbe essere il ripristino delle precedenti percentuali, contenute nella legge 388/2000 che porterà a un piccolo aumento delle pensioni.

Nel dettaglio, per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo la perequazione sarà del 100% per poi scendere al 90% per chi ha un assegno di valore compreso tra 3 e 5 volte il trattamento minimo. Per le pensioni che superano di 5 volte questo importo, invece, la rivalutazione sarà del 75%.

Con il ripristino delle precedenti percentuali ci sarebbero dei maggiori vantaggi specialmente per coloro che percepiscono un assegno di importo elevato, visto che questi sono stati tra i più penalizzati della Legge Fornero, con un conseguente aumento della spesa a cui dovrà far fronte lo Stato.

Il condizionale in questo caso è d’obbligo. Sembra, infatti, che per limitare i costi della riforma il governo intenda bloccare la rivalutazione delle pensioni per gli assegni superiori ai 2.500 euro.

Una decisione che, se confermata, si aggiungerà al taglio delle pensioni d’oro che ricordiamo dovrebbe prevedere una riduzione dell’assegno del 2% per ogni anno di anticipo dell’uscita dal lavoro rispetto ad un’età pensionabile convenzionale. Si prenderanno come riferimento i 67 anni richiesti per la pensione di vecchiaia nel 2019 per poi proporzionarla in base agli andamenti demografici.

Tagliando la rivalutazione delle pensioni, già per gli importi superiori ai 2.500 euro, e riducendo gli assegni d’oro superiori ai 4.500 euro il governo conta di recuperare circa un miliardo di euro in tre anni, risorse destinate a finanziare l’onerosa riforma delle pensioni che verrà avviata dal prossimo anno.

Posto fisso, assunzioni in crescita

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Tornano a crescere ad agosto rispetto all’andamento dello stesso mese dell’anno precedente le assunzioni a tempo indeterminato: la variazione tendenziale registra infatti un +21mila trascinati essenzialmente dal buon andamento delle trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato. Restano però “ancora significativamente positivi, seppur in riduzione”, i saldi annualizzati dei rapporti a tempo determinato, stagionali, in somministrazione e di quelli intermittenti così come è positiva la variazione dello stock di rapporti di apprendistato. E’ questa la fotografia scattata dall’Inps sull’andamento tendenziale del saldo registrato ad agosto tra assunzioni e cessazioni sul mercato del lavoro. Complessivamente il saldo annualizzato risulta positivo: +400mila nuovi posti di lavoro rispetto all’agosto 2017, in leggera flessione rispetto a quello registrato a luglio (+420.000).

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19 Ottobre 2018