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Mattarella vede Conte: “Vertice decisivo”(Altre News)

Consiglio Ue, Mattarella vede Conte: “Vertice decisivo”

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Nel corso della tradizionale colazione al Quirinale tra il Capo dello Stato Sergio Mattarella, il premier Giuseppe Conte e vari ministri, in vista del Consiglio europeo si è fatta un ricognizione delle questioni aperte e degli atteggiamenti e degli schieramenti dei diversi paesi Ue. Il Presidente della Repubblica ha parlato di consiglio “decisivo” e della necessità che il passo deciso in avanti in direzione europeista e comunitaria mostrato in questi ultimi mesi non conosca battute d’arresto o addirittura retromarce. Il Capo dello Stato ha rivolto gli auguri al governo, con la speranza di una soluzione positiva per l’Italia.

Ue, ok Senato a risoluzione maggioranza

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Con 157 sì l’Aula del Senato ha approvato la risoluzione della maggioranza giallorossa presentata sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo. I no sono stati 130, un astenuto. Respinte le risoluzioni del centrodestra, quella unitaria, e quella a firma Roberto Calderoli. Bocciato anche il testo Bonino.

Dl rilancio, governo pone questione di fiducia al Senato

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Il governo ha posto la fiducia sul dl rilancio nell’Aula del Senato. Lo ha annunciato il ministro dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà.

Oggi alle 9.30 ci sarà il dibattito generale sul decreto e la chiama per il voto di fiducia inizierà alle 13. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo.

Aspi, Conte: “Negoziato durissimo, estromessa famiglia Benetton”

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“Nei giorni scorsi è successo qualcosa di assolutamente inedito nella storia politica italiana. Il Governo ha affermato un principio, in passato calpestato: le infrastrutture pubbliche sono un bene pubblico prezioso, che deve essere gestito in modo responsabile, garantendo la piena sicurezza dei cittadini e un servizio efficiente”. Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte, all’indomani di un Cdm decisivo per il futuro di Autostrade per l’Italia.

“Non spetta al Governo accertare le responsabilità penali per il crollo del Ponte Morandi. Questo è compito della magistratura e confidiamo che presto si completino questi accertamenti in modo da rendere giustizia a tutte le vittime di questa tragedia. Il compito del Governo è contestare le gravi violazioni contrattuali e la cattiva gestione di cui si è resa responsabile Aspi e impedire che i privati possano continuare ad avvantaggiarsi di una concessione totalmente squilibrata a loro favore sia dal punto di vista giuridico sia dal punto di vista economico”, scrive ancora Conte.

“Dopo un negoziato durissimo, il risultato è – snocciola il presidente del Consiglio:

A) L’estromissione della famiglia Benetton. I Benetton hanno accettato di cedere la loro partecipazione in Aspi e quindi la gestione della infrastruttura (attraverso due percorsi societari alternativi);

B) Autostrade per l’Italia (Aspi) diventa una public company. E comunque avrà un socio pubblico di riferimento e sarà aperta a nuovi investitori istituzionali;

C) Risarcimento Danni. Hanno accettato di corrispondere un cospicuo risarcimento danni (3,4 miliardi)”.

D) Disciplina dell’inadempimento – elenca ancora Conte – Hanno rinunciato alla clausola di assoluto privilegio che gli attribuiva il diritto di ottenere i mancati guadagni per tutta la durata della concessione (circa 23 miliardi) pur in caso di scioglimento del contratto per gravissimo inadempimento (come nel caso del crollo del Ponte Morandi);

E) Nessun spazio a negligenza, incuria e manutenzione approssimativa. Anzi, maggiori investimenti in manutenzione e sicurezza. La sicurezza dei cittadini non è revocabile. Puntiamo ad un rafforzamento del sistema dei controlli e all’aumento delle sanzioni anche in caso di lievi violazioni. Nessuno resterà impunito”; Conte elenca altri risultati;

F) Tutela del lavoro. La partita su Aspi non poteva essere giocata sulla pelle di famiglie. L’intervento dello Stato tutela i posti di lavoro e in una prospettiva di lungo periodo offre anzi una visione occupazionale di ampia portata;

G) Moderazione del sistema tariffario. Nostri i pedaggi, loro i profitti? Non più. Hanno accettato di riformulare il piano tariffario secondo le nuove indicazioni dell’autorità regolatoria (ART) e hanno accettato di riportare in equilibrio economico e giuridico la convenzione che appariva totalmente squilibrata a favore di Aspi, cosa questa che è all’origine delle difficoltà di questo negoziato;

H) Hanno accettato di rinunciare e abbandonare tutte le cause contro il concedente. Tutto questo andrà tradotto nei prossimi giorni in un accordo chiaro e trasparente. Questa è l’unica strada che potrà impedire la revoca della concessione”.

“Nel Cdm di ieri è stata scritta una pagina inedita della nostra storia – conclude Conte – L’interesse pubblico ha avuto il sopravvento rispetto a un grumo ben consolidato di interessi privati. È successo qualcosa di straordinario che dovrebbe essere semplicemente ordinario. Ha vinto lo Stato. Hanno vinto i cittadini. Avremo tariffe più eque e trasparenti, più efficienza, più controlli, più sicurezza. Ha vinto, infine, il rispetto della memoria delle 43 vittime del crollo del Ponte Morandi”.

Aspi, stoccata Di Battista a Draghi

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Una stoccata contro Mario Draghi, proprio nei giorni in cui fa discutere l’incontro dell’ex numero uno della Bce con Luigi Di Maio. In un passaggio del video in cui commenta l’intesa su Aspi che sembra aver evitato la revoca, Alessandro Di Battista riserva una stilettata anche a Draghi. Su Aspi, dice, “ho apprezzato molto le parole di Conte molto nette. Sono contento, attendo di vedere concretizzato l’accordo su Autostrade. Sono contento del ritorno di questo bene allo Stato, un controllo saltato con la falsa sinistra di Prodi e dei D’Alema, con Draghi direttore generale del Tesoro”.

Aspi, Berlusconi: “No a nazionalizzazione”

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Non si può pensare nel 2020 di poter nazionalizzare di fatto Autostrade… Si tratterebbe di una scelta antistorica e antieconomica. Silvio Berlusconi segue dalla Sardegna gli ultimi sviluppi della vicenda Aspi con la proposta del governo Conte di far entrare in Autostrade lo Stato attraverso la Cassa depositi e prestiti. A tenerlo informato ci ha pensato Antonio Tajani, numero due di Forza Italia.

L’ex premier non condivide, raccontano fonti azzurre all’Adnkronos, l’idea di uno Stato imprenditore. Un concetto già ribadito nei giorni scorsi per criticare le misure adottate dall’esecutivo per fronteggiare l’emergenza economica legata al Covid: lo Stato non deve immettere liquidità per far piacere alle imprese, ma per far piacere all’Italia. Di tutto abbiamo bisogno, meno di nazionalizzazione. E ancora: lo Stato imprenditore è fallito nel secolo scorso.

Tajani a fine serata verga una lunga nota, d’intesa con il Cav, dove si usano toni duri nei confronti dell’operazione avallata dalla maggioranza giallorossa: ’’E’ del resto emblematico dello stato confusionale con cui procede il governo il fatto che questa operazione di ’giustizia sommaria’ avvenga non nell’immediatezza, ma dopo due anni dalla tragedia del Ponte Morandi”.

Tajani non usa mezzi termini (“Le vittime del Ponte Morandi meritano ben altra giustizia, questa è un’operazione di pura propaganda a spese degli italiani”) e avverte Cdp: ’’Il risparmio postale convogliato in Cassa Depositi e Prestiti non è un bancomat per le voglie stataliste e giustizialiste dei grillini. Confidiamo nella professionalità dei vertici e del management di CDP, il cui primo obbiettivo dev’essere la tutela del risparmio e non assecondare i calcoli politici del governo”.

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16 Luglio 2020