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May annuncia l’ora della Brexit

cms_7682/londra_big_ben_3_afp.jpgIl Regno Unito uscirà dall’Unione Europea alle 23 (ora di Greenwich) del 29 marzo 2019. A scriverlo, “nero su bianco”, è la premier britannica Theresa May, che in un intervento sul Telegraph annuncia la presentazione di un emendamento alla proposta di legge per l’Uscita dalla Ue (EU Withdrawal Bill), che stabilisce l’ora e la data esatta della Brexit.

La decisione di indicare sulla “prima pagina” della proposta di legge l’ora specifica dell’uscita dalla Ue, afferma la May, indica la determinazione del governo. “Che nessuno dubiti della nostra determinazione o metta in dubbio la nostra convinzione, la Brexit ci sarà”, scrive la premier.

La proposta di legge è già stata approvata in seconda lettura e ora, nel prosieguo del suo iter parlamentare, le forze politiche porranno presentare i vari emendamenti. Il governo, sottolinea la May, “non tollererà” alcun tentativo di bloccare l’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, come indicato dalla volontà popolare scaturita dal referendum del 2016.

Il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier, in conferenza stampa a Bruxelles, ha spiegato: “Servono progressi sinceri e reali” sulle tre priorità dell’accordo di ritiro del Regno Unito dall’Ue (diritti dei cittadini, questione irlandese e accordo finanziario), per poter passare alla seconda fase dei negoziati. “Se non riusciremo” a raggiungerli entro il Consiglio Europeo di metà dicembre, “allora continueremo e ritarderemo la soluzione sul futuro, che riguarda l’accordo di transizione e la relazione futura” tra il Regno Unito e l’Unione, ha detto Barnier.
Cinque donne in camera: così la Russia provò a corrompere Trump
cms_7682/trump_maniunite_afp.jpgCinque donne da inviare nella camera d’albergo di Donald Trump. Era il 2013 quando il tycoon ricevette questa offerta dal governo russo. Non era ancora il Presidente degli Stati Uniti, ma un imprenditore e personaggio televisivo che in quel momento si trovava a Mosca per il concorso di Miss Universo. A raccontare la vicenda – riportata dalla Nbc – è l’ex assistente personale e bodyguard di Donald Trump, Keith Schiller, che alla commissione intelligence della Camera ha testimoniato di aver rifiutato l’offerta russa. “Non facciamo quel genere di cose” avrebbe risposto Schiller, prendendo la proposta come uno scherzo.

La testimonianza di Schiller si inserisce nel contesto delle accuse contenute nel dossier costruito dall’ex-agente dello spionaggio britannico Christopher Steele, su Donald Trump e i suoi presunti incontri con prostitute russe. La conversazione tra Schiller e i russi riguardo la proposta delle 5 donne da inviare a Donald Trump, si svolse a seguito di una riunione sul concorso di bellezza di Mosca. Quella notte Schiller discusse con Trump dell’offerta russa e, secondo quanto testimonia l’ex guardia del corpo, i due sarebbero scoppiati a ridere, dopo di che Trump sarebbe andato a letto da solo. A quel punto Schiller rimase fuori dalla camera del tycoon per un po’ di tempo, poi andò a dormire. Quindi, secondo alcune fonti riportate dalla Nbc, Schiller non saprebbe dire con certezza che cosa accadde nella camera di Trump per il resto della notte, mentre secondo altre, l’ex bodyguard avrebbe detto di essere sicuro che non accadde nulla, nemmeno dopo che lui si allontanò.

L’offerta arrivò – secondo fonti riportate dalla Cnn – da un uomo che si accompagnava con Emin Agalarov, nota pop star figlio di un miliardario oligarca di origini azere molto vicino al leader del Cremlino Vladimir Putin e con cui Trump lavorò per portare la manifestazione di Miss Universo a Mosca. Ma Schiller lo nega e aggiunge che Trump era ben consapevole del rischio che nelle camere d’albergo di Mosca potessero essere state piazzate delle telecamere. Trump, dal canto suo, ha sempre smentito apertamente le accuse contenute nel dossier di Steele, reso pubblico nel gennaio scorso. Ad una conferenza stampa tenutasi qualche settimana prima di diventare Presidente, disse di aver raccomandato il suo staff di “stare molto attento” duranti i viaggi all’estero, inclusi quelli in Russia, dato il rischio delle telecamere posizionate nelle loro stanze.

Maschio, femmina e altro’: corte tedesca dice sì al terzo sesso

cms_7682/gender_sex_afp.jpgLa Corte Costituzionale tedesca ha chiesto ai legislatori di riconoscere per legge l’esistenza del terzo sesso, consentendo così ai singoli individui di registrarsi diversamente da ’maschi’ o ’femmine’.

Una decisione che i giudici di Karlsruhe hanno preso nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone e che va a difendere anche l’identità sessuale di coloro che si identificano nei generi maschile o femminile, hanno sottolineato.

A rivolgersi alla Corte era stata una donna che chiedeva di poter essere identificata nel registro delle nascite come “Intersessuale/Altro”.

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11 Novembre 2017