Traduci

“MEDAGLIA AL MERITO CIVILE” PER NORMA (LT)

L’Associazione culturale I Ciclopi, ormai da alcuni anni ha dedicato un ampio spazio alla ricerca storica sugli accadimenti della fine della Seconda guerra mondiale e il successivo ritorno alla democrazia.

Ha svolto anche un’intensa attività di divulgazione sulla Costituzione e sulla ricorrenza dei suoi 70 anni in alcune scuole medie della provincia di Latina.

cms_21018/Foto_1_001.jpg

All’interno di queste attività, è stato condotto uno studio approfondito sullo sbarco americano ad Anzio (RM) del 22 gennaio del 1944 e sulle successive fasi dello scontro tra le forze alleate e quelle tedesche. In tale ambito è stata analizzata in maniera più puntuale la situazione che si era venuta a creare in quel tempo a Norma, un ridente paesino sui Monti Lepini che affaccia sulla pianura pontina.

cms_21018/Foto_2_001.jpg

Il centro divenne, a seguito dello sbarco amaricano, una delle mete di approdo delle popolazioni che vennero fatte sfollare. La popolazione di Norma, sebbene vivesse in condizioni economiche molto modeste, essendo composta prevalentemente da pastori e contadini, accolse con grande generosità le genti sfollate.

cms_21018/Foto_3__001.jpg

Quel poco che c’era lo dividevano con quei poveri disgraziati che avevano dovuto abbandonare le loro case, ormai assediate dai bombardamenti e che successivamente furono rase al suolo; basti pensare a Cisterna di Latina, che venne totalmente distrutta.

cms_21018/Foto_4_001.jpg

Le persone sfollate cercarono riparo in ogni dove: in case abbandonate, cantine, stalle, baracche, dentro le grotte tra le montagne e l’antica città di Norba (la Civitas, distrutta dagli antichi romani nel V secolo a.C.), da cui l’odierna Norma discende. La cittadina di Norma, fortunatamente per chi ci viveva e per gli sfollati, non fu mai oggetto di bombardamenti né di combattimenti di alcun genere. Proprio questa fortunosa condizione consentì ai cittadini Normesi di accogliere gli sfollati e offrire loro un rifugio.

cms_21018/Foto_5_001.jpg

Fu un periodo contraddistinto da esperienze di grande umanità, solidarietà e fratellanza, di cui oggi ad esempio, spesso non se ne riesce a cogliere il bisogno e l’importanza, indipendentemente da chi ne sia il destinatario.

cms_21018/Foto_6_001.jpg

E’ stata proprio l’attenta analisi dei fatti accaduti in quei mesi, fino alla liberazione, che hanno indotto l’associazione i Ciclopi, insieme al Professor Adolfo Gente, e l’Amministrazione Comunale di Norma ad avviare l’iter per la richiesta di una “Medaglia al merito civile” da assegnare alla Popolazione di Norma non per il numero di vite umane sacrificate per la guerra ma per il numero di vite umane salvate e accolte.

cms_21018/Foto_7_001.jpg

A tal fine giova ricordare, quanto riportato in un “documento dei Carabinieri Regi del Gruppo di Littoria, del 12 gennaio 1945, a firma del Maggiore Comandante Francesco Paone, che riferisce sugli accertamenti eseguiti dalla Tenenza di Sabaudia sulla situazione di Norma, nel quale si dice che i residenti, compresi gli sfollati, ammontano a circa 25.000.” (Documento conservato presso l’Archivio di Stato di Latina). Da questo e altri documenti consultati presso il medesimo Archivio di Stato, si può desumere che gli sfollati che vennero accolti furono almeno 22.000 rispetto ad una popolazione residente di circa 3.000 abitanti.

Come si può immaginare la condizione delle persone che in quel momento vivevano a Norma era per certi versi simile, se non addirittura peggiore, almeno per gli aspetti legati alle scarsissime possibilità di cibo e alle drammatiche condizioni igienico-sanitarie, ad un campo di concentramento. Furono solo il grande senso di umanità di quei cittadini Normesi che rese possibile un piccolo miracolo: dare conforto e soccorso ai loro poveri conterranei dell’Agro Pontino (Anzio, Nettuno, Cisterna, Cori, ecc.) che avevano perduto praticamente tutto.

Per queste ragioni auspichiamo che tale riconoscimento venga assegnato alla Popolazione di Norma affinché serva anche come insegnamento e esempio ai cittadini tutti che non hanno fortunatamente conosciuto i drammi terribili della guerra.

Ci par di capire, infatti, scorrendo l’elenco dei comuni meritatamente decorati, che il requisito fondamentale e la motivazione dirimente per il conferimento dei diversi livelli di riconoscimento siano stati individuati nel numero dei morti civili e militari, e delle distruzioni di abitazioni, strade, opifici, impianti per servizi di pubblica utilità ecc., avvenuti a causa, durante e dopo degli scontri a fuoco, delle imboscate, dei bombardamenti aerei, navali e terrestri che interessarono e sconvolsero quasi tutto il territorio della nostra provincia.

Autore:

Data:

19 Febbraio 2021