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Medicine a confronto

Negli ultimi tempi c’è la diffusione di una diffidenza morbosa nei confronti della medicina in generale. L’ultima vicenda riguarda la morte di un bambino di sette anni a causa di una otite curata con l’omeopatia. La tendenza che si prospetta è decisamente posizionata agli estremi. La medicina non più vista come opportunità di guarigione bensì come male che deteriora il corpo. Quindi è cosa da evitare il più possibile. Si tratta di una strada pericolosa, intrapresa anche dagli antivaccinisti.

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Il punto è che l’omeopatia non si pone al posto della scienza medica ma giunge in suo supporto. Il presupposto è che ad ognuno spetta il proprio lavoro. La medicina non è compito di tutti. Non ci si può proclamare padri della scienza senza il possesso di una conoscenza approfondita. Questo è evidente. Tuttavia non sono pochi quelli che intendono la scienza medica e, in particolare i vaccini, come il capro espiatorio verso cui scaricare ogni problema. Qui la questione da affrontare è un’altra. Qualcuno dice che le malattie dipendono dalla testa. Se è vero che corpo e psiche sono strettamente collegate, certamente si può dire che dalla mancanza di uno dipende quella dell’altra. Il corpo risente dell’influenza della mente e viceversa. Il cervello però, da solo non può risanare un corpo ammalato. Di sicuro una mente combattiva aumenta le probabilità di guarigione.

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Tuttavia il corpo non guarisce con il semplice pensiero positivo e due gocce di erbe. Ci vuole altro, in molti casi l’omeopatia non è sufficiente. Il che non significa condannare a priori le cure omeopatiche. Al solito la soluzione risiede nel mezzo. C’è chi ne ha fatto uso riscontrando dei giovamenti. La sua utilizzazione non è messa in discussione. La superficialità con cui viene adoperata in certi casi, sì. Qualcuno pensa che la scienza medica persegua interessi esclusivamente economici ignorando la salute dei pazienti. Dietro ad ogni costruzione umana esistono degli interessi, è normale. L’ingiustizia accade solo quando il sentimento economico vince il desiderio di salute. Visto che la medicina lavora al nostro cospetto da anni e di persone ne guarisce ogni giorno parecchie, non è il caso di demonizzarla. I dati parlano chiaro, la medicina non si diverte ad ammazzare persone. Mentre sui social troppi continuano a condannare vaccini, medicine e quant’altro, ad Ancona avviene l’autopsia di questo bambino morto di sofferenza. Finito in coma tra un pianto di disperazione e l’altro. Forse è l’ora di cominciare a riflettere sull’importanza dell’uso della ragione.

Data:

30 Maggio 2017