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MELONI SU TERZO MANDATO – NORDIO SU MORTI BIANCHE

Terzo mandato, Meloni: “Visioni diverse ma nessun problema per governo”

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Il terzo mandato “non era inserito nel nostro programma, ci sono state visioni diverse ma in massima serenità ne abbiamo ampiamente discusso”. Così la premier Giorgia Meloni, ospite di Cinque Minuti su Rai Uno dopo che questa mattina in commissione Affari costituzionali del Senato è stato bocciato l’emendamento per il terzo mandato ai governatori proposto dalla Lega.

Sono stati 16 i voti contrari (Fdi-Fi-Pd-M5S e Avs), 4 i favorevoli (Lega e Italia Viva), un astenuto (Autonomie), mentre Azione non ha partecipato al voto. Ma la premier ha assicurato: “Non è una materia che crea problemi al governo o alla maggioranza”. Per Meloni “la speranza che la maggioranza crolli è della nostra opposizione: una speranza legittima ma faremo del nostro meglio per non realizzarla”.

L’Italia in Europa “è percepita come governo più stabile perché ha il governo più stabile. Il metro più facile per giudicare la compattezza di una maggioranza è la velocità con cui riesce a lavorare”, ha detto Meloni.

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Morti bianche, Nordio: “Contrario a introdurre reato omicidio sul lavoro”

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Il Guardasigilli Carlo Nordio si è detto contrario oggi all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro. “Proprio stamattina nel Consiglio dei ministri questo argomento è stato ancora trattato anche con la prospettazione di introdurre eventuali sanzioni penali personali” ha detto il ministro della Giustizia alla Question Time alla Camera. “Non è stato trattato il principio, al quale sarei anche abbastanza contrario, all’introduzione di un reato di omicidio sul lavoro, perché abbiamo l’esperienza dell’omicidio stradale: è stata aumentata a dismisura la pena gli incidenti stradali, ma non sono affatto diminuiti, anzi sono aumentati” aggiunge rispondendo a un’interrogazione sull’istituzione di una procura nazionale per le indagini relative alle morti sul lavoro. “Non ci sarebbe un effetto deterrente” spiega.

“Procura nazionale ad hoc non sarebbe efficace”

“Non credo che la creazione di una procura nazionale con compiti universali, con compiti nazionali possa essere più efficace ammetto però che la frammentazione soprattutto nelle procure più piccole, dove non esistono questi gruppi specializzati possa sembrare insufficiente”. “Il nostro orientamento è quello intermedio, è quello di devolvere alle procure distrettuali questa competenza in modo da dare un indirizzo omogeneo”, ha spiegato.

“E’ tutto oggetto di discussione ma anche secondo quanto vediamo l’esperienza ci insegna che una procura distrettuale centrale non centrerebbe il problema, mentre mi rendo conto che la frammentazione di competenza nelle procure più piccole può confliggere con il principio di specializzazione che invece dovrebbe essere tipico di ogni ufficio inquirente proprio perché si tratta di materie che presuppongono una particolare preparazione da parte dei singoli magistrati”, ha concluso Nordio.

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23 Febbraio 2024