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Merkel di nuovo alla prova delle urne

Merkel di nuovo alla prova delle urne

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A sentire i sondaggi, le elezioni che oggi si svolgono in Assia non daranno risultati graditi alla cancelliera Angela Merkel, sempre più in difficoltà. La Cdu di Volker Bouffier, che governa dal 2013 in coalizione con i Verdi, crollerebbe dal 38,3% dei consensi al 26% e la destra populista di Afd salirebbe al 12%, facendo il suo ingresso nel Landtag di Wiesbaden, ultimo parlamento regionale ancora non conquistato dal movimento anti-immigrati. Gli stessi sondaggi premiano i Verdi – reduci dal successo di due settimane fa in Baviera, dove sono diventati secondo partito – che dovrebbero conquistare anche qui senza fatica il secondo posto.

Il primo nodo da sciogliere sarà, a livello regionale, quello del governo: la Cdu potrebbe dover dare vita ad una scomoda coalizione a tre con i Verdi e con i Liberali della Fdp, riavviando sul piano regionale il tentativo negoziale promosso da Merkel a Berlino dopo le elezioni federali del settembre 2017 e bruscamente interrotto dalla decisione del leader Fdp Christian Lindner di lasciare il tavolo delle trattative. Ma Bouffier – preconizzano gli analisti – potrebbe anche rischiare di più, ed essere costretto a rinunciare al governo cedendo il posto ad una coalizione rosso-rosso-verde, Spd, Linke, ambientalisti.

Un rischio che sia la cancelliera sia il governatore hanno ben presente: a Kassel, nei giorni scorsi, hanno lanciato entrambi un appello agli elettori, esortandoli a votare Cdu come “segnale contro gli esperimenti di sinistra”, come ha detto la cancelliera. “L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno in questo stato è una maggioranza di sinistra”, le ha fatto eco il premier.

Gli altri nodi dovranno essere sciolti a Berlino, se il voto di oggi confermerà le previsioni della vigilia: un altro duro colpo ai partiti conservatori dell’Unione, Cdu e Csu, dopo quello subito in Baviera dagli alleati cristianosociali di Merkel, contribuirà ad indebolire ulteriormente la cancelliera a livello politico interno. “La guerra nella Cdu è destinata a proseguire”, commenta l’analista Wolfgang Schroeder, alludendo allo scontro di potere in atto tra corrente moderata e ala destra del partito in previsione di un dopo-Merkel. Difficilmente dopo un insuccesso in Assia la leader cristianodemocratica potrebbe ricandidarsi alla guida della Cdu (che dirige da 18 anni, 13 dei quali da cancelliere) al congresso del partito a dicembre.

Pil e debito, gli spettri dell’Italia

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Crescita inferiore alle attese, deficit oltre le previsioni e fuga degli investitori dal debito. Sono questi gli spettri che aleggiano sull’Italia secondo lo studio ’The Italian Budget: A Case of Contractionary Fiscal Expansion?’ degli economisti Olivier Blanchard e Jeromin Zettelmeyer e pubblicato sul sito del Peterson Institute for International Economics.

“L’espansione fiscale annunciata molto probabilmente non riuscirà ad aumentare la crescita –scrivono – e potrebbe persino ridurla. Il disavanzo diventerebbe ancora più grande del previsto. I sostenitori del governo rimarrebbero insoddisfatti. Il governo potrebbe tenere il punto, e gli investitori fuggirebbero, causando una seria crisi”. Inoltre, osservano “è anche possibile che ci sia una fuga dal debito italiano ancor prima dell’effettiva implementazione della manovra” a gennaio. “Mentre – proseguono – se gli spread restassero elevati ma stabili nei prossimi mesi, ci sarebbe una nuova sfida in attesa: la sfida a superare il rallentamento della crescita i cui semi sarebbero stati piantati dalla manovra espansiva di quest’anno. Questa, più della prospettiva di uno stallo perpetuo con la Commissione Europea, è la reale minaccia per l’Italia nei prossimi due anni”.

Secondo i due economisti, “gli effetti generalmente espansivi della manovra bocciata dalla Ue verrebbero prevedibilmente annullati dall’impennata nei tassi di interesse. Anche ipotizzando un moltiplicatore particolarmente generoso”. Esperti e mercati sono ora attenti a come questo confronto potrebbe evolversi. Il punto ad ogni modo è “se la proposta di bilancio possa davvero supportare l’economia italiana, come sperato e sostenuto dal governo. Noi temiamo di no. Anzi, è molto più probabile che le politiche proposte abbiano l’effetto contrario”, affermano.

E questo per l’impatto dello spread. A partire da metà aprile, i rendimenti dei titoli italiani sono cresciuti di circa 160 punti base. Ciò si è verificato in due fasi: in maggio, quando la squadra e il programma della coalizione di governo si stavano delineando, e a fine luglio, quando hanno iniziato a diffondersi le notizie sui contenuti della manovra.

“La proposta di bilancio dell’esecutivo riconosce questo aumento, ma lo tratta come esogeno, sottintendendo che l’Italia avrebbe fatto fronte a dei tassi di interesse più elevati anche se il governo si fosse attenuto al percorso di consolidamento fiscale annunciato dai suoi predecessori. Ciò non ha senso: l’aumento dei tassi di interesse – concludono – è una reazione derivante dalle politiche descritte nella proposta di bilancio. A essere onesti, la crescita dei rendimenti riflette un insieme più vasto di preoccupazioni, tra cui le i dubbi sulla volontà del governo di restare all’interno dell’Eurozona”. Da qui i rischi che la crescita disattenda le attese, basandosi su una previsione di spread che potrebbe essere diversa dalla realtà.

Sky si prende Mediaset Premium

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Mediaset è pronta a esercitare l’opzione put per la cessione della piattaforma Premium a Sky come previsto dagli accordi del 30 marzo. A giorni, e cioè giovedì primo novembre, si apre la finestra per l’esercizio dell’opzione a vendere che sarà esercitata rapidamente, secondo quanto confermano all’Adnkronos fonti vicine al dossier, anche se per il closing potrebbe passare qualche settimana. Entro la fine dell’anno, salvo imprevisti, l’operazione dovrebbe essere conclusa visto che serve anche il via libera delle autorità competenti.

La put riguarda il veicolo societario già costituito ad hoc, R2. In esso è confluita la piattaforma tecnologica di Premium (area operation pay) e la parte tecnico-amministrativa che comprende anche i lavoratori interessati dal trasferimento, circa 150.

Di fatto Mediaset seguirebbe il modello di Infinity in cui la parte tecnologica e di gestione è stata già affidata a una società terza. Un modello utilizzato da altri editori di tv a pagamento e che in piu’ consente al gruppo di Cologno di alleggerire i costi del mantenimento della pay tv dei cui canali rimarrà editore.

Con l’esercizio della put l’operazione dovrà essere notificata all’Antitrust che, sentita l’Agcom, dovrà dare il proprio via libera incondizionato. Senza di esso Sky potrebbe anche recedere dall’accordo che comporta un impatto positivo sul bilancio di Mediaset non indifferente. L’accordo commerciale siglato a marzo fra Mediaset e Sky Italia genererà infatti effetti positivi sull’Ebit fra 60 e 70 milioni l’anno. Per il 2018, come indicato in occasione della presentazione dei risultati 2017 di Mediaset, l’effetto positivo sarà intorno ai 30-35 milioni.

Quello della cessione di R2 a Sky è quindi una mossa di una certa rilevanza per il Biscione che con la ’pax tv’ siglata prima della Pasqua scorsa ha cambiato la fisionomia del sistema. Sky si è presentata sul mercato sulla tv digitale terrestre con i nove canali di cinema e di fiction di Mediaset Premium, visibili anche sul satellite. Mediaset ha incassato i soldi del noleggio delle frequenze e delle tecnologie terrestri preparando l’uscita dalla tv a pagamento, già ipotizzata con la cessione dell’asset ai francesi di Vivendi.

Il voltafaccia nel luglio del 2016 della società presieduta da Vincent Bollorè sull’acquisto ha determinato una lunga querelle legale, finita davanti al Tribunale di Milano e che rispetto all’udienza da ultimo fissata per il 23 ottobre ha visto un nuovo rinvio al 4 dicembre prossimo.

Dramma Leicester, cade elicottero del patron

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L’elicottero sul quale viaggiava il proprietario del Leicester, Vichai Srivaddhanaprabha, si è schiantato nel parcheggio dello stadio. Era da poco finita la partita contro il West Ham, quando il velivolo che si era appena alzato in volo, si è schiantato a terra ed è stato avvolto dalle fiamme. Immediati i soccorsi: “Sono arrivati sulla scena molto, molto velocemente e hanno spento il fuoco dopo circa 25 minuti”. Oltre a Srivaddhanaprabha, a bordo dell’elicottero c’era anche la figlia. Lo scrivono diversi media britannici, precisando che a bordo erano salite 5 persone, tra cui due piloti. Non si conosce l’identità del quinto passeggero.

I testimoni, che parlano di “una palla di fuoco”, hanno detto a Sky di aver sentito un forte suono meccanico prima che l’elicottero cadesse nel parcheggio del King Power Stadium. Secondo un altro testimone il motore si sarebbe fermato diventando silenzioso e poi ci sarebbe stato un grande botto.

Srivaddhanaprabha aveva acquistato Leicester nel 2010, e sotto la sua presidenza il club ha vinto contro ogni pronostico la Premier League. Ha sempre partecipato a tutte le partite in casa della sua squadra e lasciava regolarmente lo stadio con il suo elicottero.

Il ’Mirror’ racconta delle lacrime del portiere del Leicester, Kasper Schmeichel, mentre Jamie Vardy ha twittato una serie di manine giunte in preghiera. Mani in preghiera sono state twittate anche da Harry Maguire, difensore del Leicester, Ndidi Wilfred e Pablo Zabaleta. Il West Ham, contro il quale ieri sera il Leicester ha giocato poco prima della tragedia, ha twittato: “I pensieri di tutti noi del West Ham United sono con il Leicester City in questo momento”.

Su twitter anche l’abbraccio del Milan: “Dopo la tragedia che ha colpito il Leicester Football Club, i pensieri più profondi vanno alla città, alla squadra ed ai fan”.

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28 Ottobre 2018