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Merkel verso la riconferma con l’incognita coalizione

cms_7167/merkel.jpgUn voto senza grandi sorprese. Così si presenta, stando alle previsioni della vigilia, l’appuntamento del 24 settembre, quando gli elettori tedeschi saranno chiamati a rinnovare il Bundestag. Occasione in cui – suggeriscono i sondaggi – è previsto che i votanti ribadiscano la loro fiducia nei partiti dell’Unione – Cdu e Csu – affidando così ad Angela Merkel un nuovo mandato di 4 anni, il quarto, alla cancelleria. Anche l’ultimo dibattito tra la stessa Merkel e Martin Schulz, per la Spd, ha confermato l’orientamento degli elettori: interpellati, quelli che hanno assistito al dibattito hanno detto che si sono fatti convincere più dalla cancelliera che dal suo sfidante.

I prossimi anni sembrano dunque disegnarsi all’insegna della continuità, anche, osservano gli analisti, nel caso di una vittoria della Spd, che ha condiviso nell’ultimo mandato le scelte della Cdu e Csu, con cui ha governato nella Grande Coalizione.

Però, fanno notare gli osservatori, bisognerà aspettare la formazione del nuovo governo, la scelta del o degli eventuali partiti partner di coalizione – dipendenti dai risultati – per avere un quadro definitivo e sapere con quale passo la Germania si muoverà, ad esempio in Europa, se starà al passo che si annuncia più deciso del presidente francese Emmanuel Macron.

Per Mustafa Rahman, analista del gruppo Eurasia, la scelta del partito partner di coalizione determinerà la velocità e la scelta delle riforme, soprattutto nel caso in cui la poltrona di ministro delle Finanze venisse ceduta ad un altro partito. Se Merkel decidesse di fare di più in Europa, “una grande coalizione con la Spd le consentirebbe di far leva sul centro con una maggioranza confortevole”. Certo, resistere ad una coalizione con “maggiore coerenza ideologica” – come sarebbe quella con i liberali la Fdp – potrebbe risultarle difficile, aggiunge.

Per Rahman un “riorientamento” del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), il fondo di salvataggio dell’Unione europea, ad esempio non è da escludere. Non sono invece da attendere cambiamenti sulle richieste di Stati Uniti, Francia e Commissione Ue perché la Germania affronti il problema del suo surplus commerciale potenziando la spesa di investimento anche per sostenere la ripresa nella zona euro, anticipa il direttore del think tank Bruegel Guntram Wolff. “L’esperienza degli ultimi anni dimostra che la Germania è stata molto cauta rispetto ad una modifica dello statu quo”.

“Si tratta di un istinto naturale e andare oltre quella logica sarà difficile, anche se Merkel si impegnasse ad andare nella direzione di Macron”. E se Schulz ha cercato di seguire lo slancio di Macron impegnandosi ad aumentare la spesa pubblica, a ben guardare – sottolinea Wolff – gli aumenti proposti non si discostano in modo significativo da quanto proposto dai cristianodemocratici.

Altro tema destinato a tornare a galla è quello del taglio del debito greco, cui si oppone con forza il ministro delle Finanze Wolfgang Schaueble: “Finora, il taglio del debito greco era un tabù, ma dopo il giorno delle elezioni e se Merkel avrà una nuova maggioranza, ci sarà una nuova discussione”, afferma Hans Stein, della Friedrich Naumann Foundation for Freedom, legata alla Fdp.

Ma la riforma determinante – anche all’interno dell’Unione – sarà quella relativa ai migranti: “Qualunque governo salirà al potere dopo il voto dovrà affrontare questa questione, trovare una linea su migranti, asilo, protezione dei confini esterni, strategia nei confronti del Nord Africa – sostiene – Se non si ha coraggio nell’affrontare questi temi, questi problemi non andranno via, qualunque siano le altre riforme promosse. Se il pubblico non vede soluzioni, assisteremo ad una nuova ripresa della destra e del populismo, malgrado le sconfitte subite in Olanda e Francia”.

Le coalizioni teoricamente possibili sono:

Grande Coalizione (nero-rossa) formata da CDU e SPD, attualmente al governo a livello federale e a livello regionale nel Saarland.

CDU-FDP: cristianodocratici e liberali. Helmut Kohl ha guidato cinque coalizioni tra i due partiti e l’ultima coalizione nero-gialla è stata guidata a livello federale da Merkel dal 2009 al 2013. Attualmente la Fdp è data intorno al 6-7%. Non ci sono attualmente coalizioni nero-gialle a livello regionale.

Rosso-verde, SPD- Ecologisti sul modello di quella guidata dall’allora cancelliere Gerhard Schroeder tra il 1998 e il 2005. Ma i numeri dei sondaggi non lasciano prevedere la possibilità di formare questa squadra di governo.

Rosso-rosso-verde: SPD- VERDI-DIE LINKE. Potrebbe essere l’unica opzione per Schulz nel caso puntasse alla poltrona di cancelliere, anche se considerata improbabile a livello federale (governa a Berlino e Turingia).

“Giamaica” nero-giallo-verde: CDU-FDP-Ecologisti. Coalizione che non ha mai governato a livello federale ma ha guidato la Saar tra il 2009 e il 2012 e attualmente governa lo Schleswig-Holstein.

“Semaforo”: rosso-giallo-verde, SPD-FDP-Ecologisti, al governo in Renania-Palatinato.

“Kenya” Rosso-nero-verde: SPD-CDU-Ecologisti. Rara, si è formata nella Sassonia-Anhalt dopo il collasso del voto della Spd e l’avanzata massiccia di Afd, Alternativa per la Germania, il partito populista.

Irma travolge la Florida, blackout e venti a 200 km orari

cms_7167/irma_florida1.jpg“C’è un aumento delle precipitazioni rispetto alle previsioni, si stanno formando tornado e questo potrebbe minacciare la vostra vita. Le autorità vi faranno sapere quando potrete uscire, ora dovete ripararvi in un posto sicuro. Siamo di fronte a una tempesta mortale“. Sono le parole del Governatore della Florida Rick Scott, dopo l’arrivo dell’uragano Irma sullo Stato che in serata, riferisce il centro nazionale uragani, è stato declassato a categoria 3. Sono comunque 500mila le abitazioni rimaste senza energia elettrica. A renderlo noto è stata l’azienda elettrica dello stato, la Fpl. Il black out potrebbe estendersi a diversi milioni di case nelle prossime ore. Irma corre a una velocità che sfiora i 215 chilometri orari.

Ieri sono stati aperti altri 70 rifugi pubblici per chi non ha la possibilità di lasciare lo stato, per un totale di 260, in cui sono state accolte decine di migliaia di persone. Ma non sono sufficienti, come ammettono fonti del governo locale.

L’uragano proseguirà quindi sulla costa occidentale, per arrivare su parte della Georgia, dove 540mila persone hanno già ricevuto l’ordine di evacuazione, domani pomeriggio. Irma ha già arrecato danni in diverse isole caraibiche, provocando la morte di almeno 22 persone.

Il secondo uragano in movimento nella regione, Jose, sembra aver risparmiato ulteriori danni ale Antille francesi. Le raffiche di vento si sono fermate a 60 chilometri l’ora e le onde non hanno superato i tre metri di altezza

TRUMP – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato a lasciare i luoghi lungo i quali è previsto il passaggio della perturbazione, senza preoccuparsi delle cose materiali. Gli oggetti si possono rimpiazzare ma le vite no, ha insistito Trump intervenendo sull’argomento a Camp David dove è riunito con i membri del suo governo.

“La Guardia Costiera americana e tutte le persone coraggiose federali e statali sono pronte. Irma sta arrivando. Dio benedica tutti”. Questo il messaggio su Twitter del presidente Trump a poche ore dall’impatto dell’uragano sulle coste della Florida.

Kim festeggia test nucleare con sontuoso banchetto

cms_7167/Kim_battelemani_fi.jpgIl leader nordcoreano ha presieduto un banchetto con scienziati e tecnici del programma nucleare per festeggiare il test della scorsa settimana. Il leader nordcoreano si è rivolto ai partecipanti, in abito scuro, e il banchetto “si è svolto in una atmosfera piena del massimo entusiasmo rivoluzionario”, ha reso noto la Kcna che ha diffuso anche le foto dell’evento.

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11 Settembre 2017