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METAFONIA E PSICOFONIA – 2 parte

Nell’articolo precedente abbiamo visto come Psicofonia e Metafonia siano fenomeni paranormali 

riconducibili alla manifestazione di voci o suoni non umani, provenienti da un’altra dimensione. 

Secondo le testimonianze, tali suoni possono essere afoni o più intelligibili, spesso simili a voci umane maschili o femminili. Le registrazioni mostrano che, in alcuni casi, le parole vengono pronunciate molto velocemente, tanto da rendere necessario un rallentamento della velocità di riascolto. In altri casi, risulterebbero perfettamente udibili, escludendo la necessità di interpretazione.

Se è possibile comunicare con altre dimensioni, bisogna tuttavia ricordare che non si tratta di un gioco. Come per ogni realtà in cui si è poco esperti, è fondamentale approcciarvisi in modo consapevole e rispettoso.

La prima cosa da chiedersi é: cosa mi spinge a fare Metafonia? Bisogna anche sapere che, per esercitare tale pratica, sono richieste un minimo di attrezzature e tanta, tantissima pazienza e dedizione. Le entità di altre dimensioni comunicano attraverso l’incisione sul supporto digitale o magnetico oppure mediante una radio sincronizzata su onde corte. Non aspettatevi di captare subito messaggi intelligibili; potrebbe passare molto tempo prima di riuscire ad ascoltare qualcosa. È molto importante lasciarsi guidare dall’intuito ed avere un orecchio ben allenato. Chi medita regolarmente e conduce una vita spirituale intensa, è sicuramente avvantaggiato rispetto a chi si approccia a questa tecnica per curiosità, senza alcuna preparazione.

Per chi sceglie di utilizzare la radio, le “voci” possono essere ascoltate nel momento stesso della loro emissione poiché le entità parlano mediante il cosiddetto “rumore bianco”, quando la radio capta una sovrapposizione di frequenze. Negli altri casi – cioè quando si registra – le voci possono essere udite solo in fase di riascolto.

Praticare la Metafonia può essere senz’altro un’esperienza commovente, nel momento in cui il processo va a buon fine. Ma può rivelarsi frustrante, in caso contrario. Non bisogna scoraggiarsi ma, se si è davvero motivati, è utile fissare un appuntamento quotidiano per esercitarsi nella percezione.

Va detto, per onor di cronaca, che molti considerano questa pratica “farlocca”: per utilizzare dei termini più scientifici, si parla di apofonia (significati in dati casuali o senza alcun senso) o pareidolia (interpretare dei suoni casuali come emessi da una voce che parla la nostra lingua). 

Naturalmente possono essere veri l’uno e l’altro, cioè si può realmente entrare in contatto con entità che desiderano comunicare con noi, così come si possono interpretare come “voci” dei semplici suoni. Per questo è importante essere consapevoli e preparati, per non confondere la realtà oggettiva con un semplice artefatto della percezione umana.

Vanno valutati anche i segnali di interferenza da comunicazioni umane (es. ripetitori radio, apparecchi telefonici). In questo caso si rende necessario effettuare gli esperimenti all’interno di una gabbia di Faraday, la quale è in grado di isolare l’ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico presente al suo esterno.

Quanto alla Psicofonia, le voci o i suoni vengono “uditi” nella propria mente, senza che siano udibili fisicamente dall’ambiente circostante. Ciò significa che vengono percepiti internamente, come se provenissero direttamente dalla mente della persona, e non uditi dalle orecchie.

Anche in questo caso, si tratta di comunicazioni da parte di entità spirituali, o multidimensionali.

La Psicofonia è spesso associata a pratiche spirituali e alla mediumnità.

In sintesi, mentre la Metafonia si occupa delle “comunicazioni paranormali” tramite apparecchiature elettroniche, la Psicofonia riguarda la percezione di voci direttamente nella mente, senza un’origine fisica udibile. 

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Data:

6 Aprile 2024