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METAFONIA E PSICOFONIA – I^ parte

Psicofonia e Metafonia sono entrambi fenomeni paranormali riconducibili alla manifestazione di voci o suoni non umani, provenienti da un’altra dimensione. Sono conosciuti anche con l’acronimo EVP, Electronic Voices Phenomena (fenomeno delle voci elettroniche). In effetti, tali suoni vengono raccolti tramite dispositivi elettronici come radio, televisori, computer, telefoni e altri strumenti audio.

Questo fenomeno può essere considerato una sorta di “ponte” tra la nostra dimensione e l’aldilà, permettendo il dialogo – tramite l’ascolto dei messaggi o una vera e propria interazione fatta di domande e risposte – con entità di altre dimensioni. Generalmente si tratta di defunti che desiderano mettersi in contatto con i propri cari per consolarli o per far loro conoscere la loro nuova condizione di felicità. Naturalmente, tale fenomeno ricade nell’ambito delle cosiddette pseudoscienze, in quanto la comunità scientifica, non avendo la strumentazione per misurarlo e riprodurlo, non gli dà credito.

La volontà di rimanere in contatto con i propri defunti è antica quanto l’uomo. Lo Spiritismo, dottrina apparsa in Francia nel 1875 ed esposta pubblicamente attraverso i libri di Allan Kardec, ha contribuito in maniera esponenziale a questo desiderio innato. L’avvento della tecnologia, poi, ha offerto ulteriori strumenti atti a captare segnali distorti, che potevano assomigliare a voci.

Attila von Szalay fu tra i primi a registrare quelle che riteneva essere le voci di defunti; lo fece essenzialmente per avere una conferma che le sue fotografie riproducessero reali figure ectoplasmatiche. Iniziò nel 1941 con un disco a 78 giri ma ebbe successo solo nel 1956 quando utilizzò un registratore a bobine. Tra i primi messaggi nitidamente udibili, c’era anche questo: “Buon Natale e felice anno nuovo a tutti”!

Attila von Szalay (foto dal web)

Nel 1980 William O’Neil – ingegnere elettronico e sensitivo – progettò un dispositivo audio elettronico chiamato “Spiricom” (abbreviazione di Spirit Communication), costruito sulla base di canalizzazioni ricevute psichicamente da George Mueller, uno scienziato morto sei anni prima. O’Neil affermava di poter avere conversazioni bidirezionali con gli spiriti e si offrì di condividere gratuitamente le specifiche del progetto. Non si sa quali siano stati i risultati dei ricercatori; ciò che è certo è che, oltre alla strumentazione, sono le capacità medianiche di O’Neil a far funzionare il sistema.

Un altro dispositivo costruito “ad hoc” per tentare di catturare le voci dell’aldilà, fu la “Ghost Box”, creata nel 2002 da Frank Sumption (+ 2014) sulla base di istruzioni ricevute dal mondo degli spiriti.

Il tentativo di comunicare con l’aldilà, benché sia – a mio avviso – un’aspirazione assolutamente naturale, è visto con sospetto dalla Religione. Tolta la mistica e la preghiera, qualunque altro sistema per mettersi in contatto con gli spiriti – compreso quello delle voci elettroniche – non è in alcun modo riconosciuto dalla Chiesa Cattolica. Salvo qualche raro caso dove, alcuni ecclesiastici hanno espresso, a titolo personale, un qualche interesse nei confronti di questa possibilità.

François Brune e padre Agostino Gemelli

François Brune (+ 2019), scrittore e religioso francese, si occupò a lungo dei fenomeni paranormali in relazione alla teologia e alla spiritualità tanto che, nel 1987, scrisse un libro sull’argomento intitolato: “I morti ci parlano”. Tradotto in sette lingue, divenne il punto di riferimento per gli studiosi del fenomeno.

Nel 2002, ne “Il nuovo mistero del Vaticano”, porta allo scoperto una sua indagine su un’invenzione rivelatagli da Padre Pellegrino Ernetti (+1994). Quest’ultimo – monaco benedettino, esorcista ed appassionato di fisica ed elettronica – per vent’anni investigò sulla possibilità di ottenere immagini e suoni del passato finché, negli anni Settanta dichiarò di aver inventato una macchina a cui diede il nome di “cronovisore”. Tale congegno fu costruito in gran segreto insieme a un gruppo di scienziati – tra cui Enrico Fermi – ma non fu mai mostrata al pubblico. Tale congegno funzionerebbe sul principio di “conservazione dell’energia”, secondo cui: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”. Grazie a questo dispositivo, padre Ernetti ed altri scienziati avrebbero indagato sulla vita di grandi personaggi storici, tra cui Napoleone e lo stesso Gesù di Nazaret.

Papa Pio XII

Il primo a sperimentare l’efficacia di questa macchina fu Padre Agostino Gemelli, francescano, medico e psicologo che, il 17 settembre del 1952, mentre si registravano canti gregoriani su nastro, udì distintamente la voce del padre, morto da diversi anni. Lo riconobbe perché lo chiamò con il soprannome datogli da bambino: «Zucchini, non sai che sono io!».

Naturalmente, il religioso rimase molto turbato, soprattutto perché non sapeva come conciliare ciò che aveva sentito con quanto gli era stato insegnato in seno alla Chiesa. Recatosi a Roma da Papa Pio XII, ne parlò con il Pontefice, che gli disse: «Caro Padre Gemelli non c’è nessun motivo di preoccuparsi. L’esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico e non ha nulla da vedere con lo spiritismo. Il registratore è totalmente obiettivo. Riceve e registra solo le onde sonore da qualunque posto esse provengano. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici, che rafforzerebbero la fede delle persone nell’Aldilà».

Lo stesso superiore della Società di San Paolo, padre Carlo Giuseppe Pistone, disse: «Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c’è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo».

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Data:

23 Marzo 2024