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Migliaia in piazza contro Macron

Migliaia in piazza contro Macron

cms_9135/macron_corteo_afp.jpgSarebbero circa 40mila le persone che si sono riunite in piazza a Parigi questo pomeriggio per prendere parte alla manifestazione anti-Macron, alla vigilia, lunedì, del primo anniversario del suo insediamento all’Eliseo. La cifra è stata fornita da un gruppo di media tra cui Le Figaro e l’organizzazione Occurence e coincide con quella data dalla prefettura. Secondo La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon i manifestanti sarebbero 160mila.

Le forze dell’ordine hanno annunciato che otto persone sono state fermate nel corso della giornata, in parte in occasione dei controlli effettuati prima dell’inizio della protesta. La giornata è trascorsa sostanzialmente nella calma, hanno aggiunto le autorità francesi, tranne che per un episodio in cui alcuni individui hanno attaccato un veicolo della stampa. In quell’occasione un poliziotto è rimasto ferito in modo non grave.

Imponente il dispositivo di sicurezza, con duemila tra poliziotti e gendarmi mobilitati, 500 in più rispetto a quelli in servizio il primo maggio.

Stop Macron” su molti cartelli dei manifestanti presenti alla dimostrazione. La protesta è stata voluta per contestare il presidente visto come “il simbolo della finanza, dei banchieri, di una politica che favorisce i ricchi”, come hanno sottolineato gli organizzatori della marcia, il deputato de La France Insoumise François Ruffin, l’economista Frédéric Lordon ed ex partecipanti al movimento ’Nuit Debout’.

Con il corteo hanno sfilato quattro carri, tre dei quali con l’effigie del presidente Macron, una volta in veste di Dracula, le altre di Napoleone e Giove, mentre sul quarto il comitato organizzatore ha raccolto lamentele e contestazioni.

Alla manifestazione è intervenuto Jean-Luc Mélenchon. “Siamo un raduno gioioso e sorridente ad immagine del mondo che vogliamo fondare”, ha dichiarato, per poi prendersela con Macron “che si allinea dietro al signor Trump”. Mélenchon ha quindi invitato tutti i presenti a partecipare a un nuovo raduno che si svolgerà in tutte le città della Francia il prossimo 26 maggio.

Oltre al corteo di Parigi, manifestazioni si sono svolte anche in altre zone della Francia, Lione, Bordeaux e Tolosa.

Lodi a Emmanuel Macron sono arrivate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, che nel suo videomessaggio del sabato si è espressa a favore di un’Europa più forte ed ha avuto parole di apprezzamento per le iniziative promosse a favore dell’Europa dal presidente francese. “Da quando si è insediato – ha dichiarato Merkel – Macron ha dato un impulso importante all’Europa con molto slancio e molta speranza”.

Il mistero della principessa Latifa

cms_9135/latifa_youtube_escape_from_dubai.jpgCrescono i timori sulle sorti della principessa Latifa, figlia dell’emiro di Dubai nonché vice presidente e primo ministro degli Emirati, Sheikh Mohammad bin Rashid Al Maktoum. Human Rights Watch (Hrw), organizzazione che si batte per i diritti umani con sede a New York, ha invitato le autorità emiratine a rivelare “immediatamente” dove si trovi, ipotizzando che il suo possa essere un caso di “sparizione forzata“.

I fari sulla vicenda della principessa di Dubai si sono accesi a marzo, quando in un video pubblicato su YouTube denunciava di essere tenuta prigioniera dalla sua famiglia e di essere vittima di abusi. Latifa annunciava quindi la sua fuga da Dubai, accusando il padre di maltrattarla.

La causa della principessa, 32 anni, era stata seguita da un gruppo con sede nel Regno Unito, ’Detenuti a Dubai’, che sostiene di aiutare le persone che sono state vittime di ingiustizie negli Emirati.

Il gruppo aveva lanciato una campagna mediatica dopo aver denunciato il “fermo” della principessa all’inizio di marzo su una barca al largo della costa indiana a bordo della quale c’erano Latifa e diversi stranieri, tra cui un’amica finlandese, Tiina Jauhiainen e un cittadino franco-americano, Herve Jaubert, con precedenti negli Emirati per “frodi commerciali”.

Il 17 aprile, il governo di Dubai ha rotto il silenzio sulla vicenda, tirando in ballo un altro francese, Christian Elombo, accusato di aver aiutato la principessa a fuggire e ora detenuto in Lussemburgo.

Senza entrare nei dettagli, una fonte vicina al governo di Dubai aveva detto che la principessa Latifa era stata “riportata” alla sua famiglia e che stava “bene”. Secondo la fonte, il destino della principessa era un “affare privato” e la donna era stata “sfruttata” da una “banda di truffatori”.

Hrw, tuttavia, non sembra credere alla versione ’ufficiale’. Le autorità di Dubai “devono permettere (alla principessa, ndr) di mettersi in contatto con il mondo esterno” e chiarire il suo “status legale”, ha detto Sarah Leah Whitson, direttrice di Hrw per il Medio Oriente. “Se è tenute prigioniera, deve avere i diritti di tutti i detenuti, incluso quello di essere giudicata da un giudice indipendente”, ha affermato in una nota.

Proteste anti-Putin, arrestato Navalny

cms_9135/navalny_arresto05052018_afp.jpgAleksei Navalny è stato arrestato a Mosca durante una manifestazione contro Vladimir Putin, che lunedì si insedierà ufficialmente come presidente dopo la rielezione. Navalny, leader del Partito del Progresso e presidente della Coalizione Democratica, ha esortato i suoi sostenitori a scendere in piazza per protestare contro la permanenza di Putin al potere, contro la corruzione e contro la censura sul web.

Oltre a Navalny, altre 1600 persone sono state fermate nelle dimostrazioni che si sono svolte in 90 città. Solo a Mosca sarebbero stati fermati 600 manifestanti. Anche prima delle manifestazioni sono stati compiuti arresti e sono state effettuate perquisizioni in uffici riconducibili a Navalny.

Una condanna della “brutalità della polizia e degli arresti di massa” compiuti in Russia è arrivata oggi dall’Ue. “Il fermo di oltre un migliaio di manifestanti e la violenza usata contro di loro dalle autorità russe nel paese oggi minaccia le libertà fondamentali di espressione, associazione ed assemblea nella Federazione russa”, ha riferito un portavoce di Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue. “Anche se alcune manifestazioni non erano autorizzate nel luogo in cui si sono svolte questo non può giustificare la brutalità della polizia e gli arresti di massa”.

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5 Maggio 2018