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Migranti, accordo Italia-Libia con sostegno a rimpatri volontari

(AdnKronos) – “C’è tutto l’impegno possibile dell’Italia a sostengo della Libia nel contrasto al traffico di essere umani, di cui entrambi i nostri Paesi sono vittime”. Lo ha detto Paolo Gentiloni, in occasione della firma a palazzo Chigi del memorandum sui migranti con il presidente libico Sarraj.

cms_5459/2.jpg“L’Italia ha lavorato per contribuire alla stabilità e alla rinascita della Libia -ha spiegato il premier-. Lo ha fatto con impegni concreti anche negli ultimi mesi, come la presenza di un nostro ospedale militare nella zona di Misurata e la recente riapertura della nostra ambasciata a Tripoli”. Gentiloni ha sottolineato: “E’ un nostro dovere, dovere di un Paese vicino, e come Paese enormemente interessato allo sviluppo e alla stabilità della Libia”. “Serve l’impegno economico dell’Italia ma anche quello dell’Unione europea, perché il rilancio e la rinascita della Libia devono andare di pari passo con il contrasto al traffico di esseri umani”.

cms_5459/3.jpgIl memorandum tra Italia e Libia sul contrasto all’immigrazione clandestina firmato a Roma “consente di proteggere i nostri confini meridionali, che sono permeabili“. Lo ha precisato il premier libico Fayez al-Serraj, durante una conferenza stampa a Roma con il primo ministro Paolo Gentiloni, dopo la firma del memorandum. Dai confini meridionali della Libia “passano grandi numeri di immigrati clandestini”, ha detto Serraj, spiegando inoltre che “questo memorandum insiste sugli aiuti alla guardia costiera” e sugli “aiuti umanitari agli immigrati, perché possano essere rimpatriati in modo umanitario. Abbiamo un dovere etico nei confronti di queste vittime, ma abbiamo anche punti saldi per il bene dei nostri cittadini libici”. Definendo “molto fruttuoso” l’incontro con Gentiloni, Serraj ha aggiunto che il memorandum “traccia programmi e modalità per la lotta” ai traffici di esseri umani, che sono “un crimine contro l’umanità“, e “mira a proteggere la vita degli immigrati e a rimpatriarli secondo le norme internazionali”. Il premier, rivolgendosi ai suoi concittadini, ha poi precisato che “mai e poi mai faremo un accordo che possa intaccare la sovranità della Libia o che crei il presupposto per una stabilizzazione degli immigrati in Libia, che è un paese di transito, non di origine”.

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“Sostegno alle organizzazioni internazionali presenti e che operano in Libia nel campo delle migrazioni a proseguire gli sforzi mirati anche al rientro dei migranti nei propri paesi d’origine, compreso il rientro volontario”. E’ uno dei punti, contenuti dell’art.2 del Memorandum italo-libico, firmato oggi tra il governo italiano e quello libico, firmato dal premier Paolo Gentiloni e dal presidente del Consiglio libico, Fayez Mustafà Serraj. All’art.1 si precisa che la parte italiana fornisce sostegno e finanziamento a programmi di crescita nelle regioni colpite dal fenomeno del l’immigrazione illegale, in settori diversi , quali le energie rinnovabili, le infrastrutture, la sanità, i trasporti, lo sviluppo delle risorse umane, l’insegnamento, la formazione del personale e la ricerca scientifica. Inoltre, la parte italiana si impegna a fornire supporto tecnico e tecnologico agli organismi libici incaricati della lotta contro l’immigrazione clandestina, e che sono rappresentati dalla guardia di frontiera e dalla guardia costiera del Ministero della Difesa, e dagli organi e dipartimenti competenti presso il Ministero dell’Interno. Previsto inoltre, nel Memorandum, l’avvio “di programmi di sviluppo, attraverso iniziative di job creation adeguate, nelle regioni libiche colpite dai fenomeni dell’immigrazione illegale, traffico di esser i umani e contrabbando, in funzione di ’sostituzione del reddito’”. Al fine di conseguire gli obiettivi del Memorandum, inoltre, “le parti si impegnano a istituire un comitato misto composto da un numero di membri uguale tra le parti, per individuare le priorità d’azione, identificare strumenti di finanziamento, attuazione e monitoraggio degli impegni assunti”.

cms_5459/5.jpgIl flusso di migranti dalla Libia all’Europa “non è sostenibile. Domani a Malta proporremo misure operative per rafforzare il nostro lavoro e gestire meglio le rotte migratorie. L’Europa ha dimostrato di essere in grado di chiudere le rotte di migrazione illegale, come ha fatto nel Mediterraneo Orientale. Abbiamo discusso di questo esempio: ora è tempo di chiudere la rotta dalla Libia all’Italia. Ne ho parlato a lungo con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ed è alla nostra portata. Quello di cui abbiamo bisogno è la piena determinazione a farlo“. Lo dice il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, dopo aver incontrato il primo ministro libico Fayez al-Sarraj a Bruxelles.

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3 Febbraio 2017