Traduci

Migranti, colpo di scena dopo la mossa di Merkel

Migranti, colpo di scena dopo la mossa di Merkel

cms_9585/migranti_rete_fg.jpgLa cancelliera tedesca Angela Merkel ha definito accordi con 14 Paesi per il ritorno rapido dei migranti che cercano di entrare in Germania. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa tedesca ’Dpa’ dopo aver visionato un documento ufficiale. Ieri il governo tedesco aveva annunciato il raggiungimento di un accordo con Spagna e Grecia per il ritorno dei migranti che avevano precedentemente presentato la richiesta di asilo in quei Paesi.

La cancelliera tedesca ha dato notizia degli accordi definiti dalla Germania con 14 Paesi in una lettera di otto pagine indirizzata ai leader della Csu e della Spd, partner della sua Cdu nella coalizione di governo. Il ministro degli Interni e leader della Csu Horst Seehofer aveva imposto a Merkel l’ultimatum del primo luglio per bloccare il flusso di migranti secondari in Germania, minacciando la rottura della coalizione di governo.

Nel documento Merkel spiega che i richiedenti asilo già registrati nel Paese d’arrivo e bloccati alla frontiera tedesca saranno trasferiti in “centri di sorvegliati”, dove aspetteranno l’esito della loro richiesta. I centri che Merkel chiama “di ancoraggio” saranno in Germania: ospiteranno migranti che hanno cercato di superare i controlli alle frontiere e coloro che non hanno fatto il loro primo ingresso in Europa in uno dei Paesi con cui la Germania ha stretto accordi bilaterali per il rientro (14 paesi più Grecia e Spagna).

I 14 Paesi con cui la Germania ha dichiarato di aver definito accordi per il rapido rientro dei migranti che avevano fatto richiesta di asilo politico sul loro territorio ma che avevano in seguito cercato di entrare in Germania sono Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca (i cosiddetti Paesi Visegrad, esclusa la Slovacchia), Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Lituania, Lettonia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo e Svezia.

Non è mancato, però, il colpo di scena. In serata è arrivata la smentita da parte di Repubblica Ceca e Ungheria. I due Paesi hanno dichiarato di aver raggiunto un accordo con Angela Merkel per il rientro dei migranti secondari, registrati nel loro Paese. “Nulla di tutto questo è stato negoziato”, ha dichiarato un portavoce del governo ceco, citato dall’agenzia Ctk. Da Budapest la smentita è arrivata direttamente per bocca del premier Viktor Orban: “Si tratta di una tipica bufala giornalistica, non c’è stato alcun accordo di questo tipo”, ha detto secondo quanto riportato dall’agenzia Mti.

“Accettiamo con disappunto le dichiarazioni di oggi da Praga” ha replicato un portavoce del governo tedesco. “La parte ceca aveva espresso la disponibilità a fare un accordo per una migliore cooperazione per il rientro dei migranti in futuro”, ha ribadito comunque il portavoce tedesco. Da Praga, però, dopo la dichiarazione del portavoce, lo stesso primo ministro Andrej Babis ha ribadito che “la Germania non ci ha mai avvicinato” per avviare negoziati per un accordo che “in questo momento non ratificherei”. “Noi non stiamo prevedendo negoziati, non c’è ragione per farlo e lo rifiutiamo in modo deciso”.

Secondo quanto si legge nel documento, Merkel intende inviare agenti di polizia tedeschi per aiutare a rafforzare i controlli sui confini esterni della Ue in Bulgaria. Con questa misura, adottata in accordo con il governo bulgaro, il numero degli ingressi attraverso la zona Schengen dovrebbe diminuire ulteriormente. Il piano prevede anche misure per una “riduzione sostanziale degli abusi” dell’uso in zona Schengen dei visti concessi ai richiedenti asilo nei Paesi di prima accoglienza e “con questo del numero di richiedenti asilo in Germania”. Merkel prevede di applicare queste misure entro la fine di agosto.

Conte-Macron, scintille tra leader

cms_9585/conte_macron_290618_2_afp.jpgScontri, polemiche, frecciate. E’ gelo tra Italia e Francia sulla questione immigrazione dopo il Consiglio europeo che si è concluso ieri a Bruxelles. Il nodo al centro delle più accese discussioni tra il premier Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron sono i centri sorvegliati per migranti in Europa su base volontaria.

Il capo dell’Eliseo, dopo l’accordo raggiunto tra i leader Ue, ha subito chiarito ieri mattina che in Francia non saranno creati. “Sono i Paesi di primo arrivo che devono dire se sono candidati ad aprire questi centri”, ha sottolineato. Una posizione che ha provocato la reazione stizzita di Conte. Macron “era stanco, lo smentisco”, ha detto il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Bruxelles, spiegando: “Abbiamo finito tutti tardi, alle cinque”. “Nell’articolo 6 – ha poi spiegato richiamando il testo dell’accordo – non si fa riferimento ad un Paese di primo o secondo transito. E non è scritto nell’articolo 12, dove si parla della riforma del regolamento di Dublino, su cui tutti siamo d’accordo, e che – ha ricordato – abbiamo sottoscritto”.

Per l’ubicazione dei centri sorvegliati per i migranti “vedremo: qualche Paese informalmente ha già dato la disponibilità, non l’Italia. Vedremo – ha aggiunto -, ovviamente è un po’ difficile pensare ai Paesi scandinavi, ma non è escluso nessun Paese, neanche la Francia“. “E’ inesatto – ha continuato Conte – dire che l’accordo si basa su basi volontarie: è un accordo integrato, come avevamo richiesto, su un nuovo approccio per affrontare il problema”. “Ovviamente – ha precisato – non si può imporre a nessuno di creare un centro di accoglienza ed è normale che fosse su base volontaria: o forse volevate un centro di accoglienza coatto?”, ha aggiunto il premier con una punta polemica.

Macron ha cercato di smorzare il tono delle polemiche con l’Italia. “Rispetto ogni stato membro – ha sottolineato -, l’Italia non è solo uno dei fondatori dell’Unione europea, gli italiani sono molto legati all’ambizione europea e voglio continuare a lavorare con l’Italia perché gli italiani lo meritano”. Con il premier Giuseppe Conte, ha aggiunto Macron, è stato “ritrovato uno spirito” e “abbiamo trovato un accordo sull’immigrazione”. “A volte – ha osservato – si fa molto rumore, ma rendo omaggio al presidente del Consiglio che porta sulle spalle questa responsabilità”. Il capo dell’Eliseo ha però chiarito che la posizione di Parigi non cambia. “La Francia – ha sottolineato – non essendo un paese di prima accoglienza non avrà centri ma – ha aggiunto – i Paesi che sono quelli di primo arrivo avranno finanziamenti e la solidarietà europea se lo vorranno”. Nessun dietrofront insomma da parte di Macron. La distanza tra Italia e Francia al momento sembra incolmabile.

“Potrebbero essere vivi i baby calciatori in grotta”

cms_9585/thailandia_baby_calciatori_afp3.jpgSono passati sette giorni. Una settimana d’angoscia per i familiari dei 12 giovanissimi calciatori, intrappolati nella grotta Tham Luang in Thailandia, con il loro allenatore. Fuori seguono con apprensione i soccorsi e non smettono di pregare. “La speranza? E’ che si abbassi il livello dell’acqua e che riescano a far arrivare dei viveri.

Potrebbero essere ancora vivi, non c’è il problema dell’aria perché l’interscambio con l’esterno c’è tramite piccole fratture” dice all’Adnkronos Francesco Sauro, speleologo e geologo dell’associazione La Venta, specializzata in spedizioni internazionali. “Si potrebbe scavare un buco con una trivella, ma il problema è se i rilievi sono precisi. Non è detto che ci si arrivi perché non sanno esattamente dove sono e i tracciati segnati sulle mappe potrebbero non corrispondere. Il difficile è localizzarli, riuscire a raggiungerli e portare del cibo. A quel punto, se i subacquei riuscissero ad arrivare a loro, si potrebbe recuperare del tempo. C’è gente che è stata dentro una grotta per mesi ed è sopravvissuta“. Secondo i soccorritori il gruppo, sorpreso da un’inondazione causata dalle improvvise piogge monsoniche, potrebbe aver trovato rifugio in una grande camera della grotta che si trova a circa quattro chilometri dall’ingresso.

La cavità, spiega lo speleologo, è molto grande – è lunga quasi 10 chilometri – e, quindi, basta che “smetta di piovere per due giorni per permettere agli speleosub di arrivare”. “La temperatura all’interno è alta, siamo sui 20 gradi, ed è questa l’unica fortuna. L’ipotermia è un rischio, comunque, se sono bagnati anche se il luogo è relativamente caldo, ma si possono scaldare dormendo vicini e aiutandosi in gruppo”. E’ una lotta contro il tempo e le condizioni climatiche. La pioggia incessante degli ultimi giorni rende difficili i soccorsi. “Ci vorrebbe un miracolo. Sono stati giorni senza cibo né acqua potabile. Bere quella della grotta potrebbe essere pericoloso e il problema maggiore è quello dell’ipotermia” dice all’Adnkronos Franco Alò del Soccorso Nazionale Alpino e Speleologico. “Da noi un caso del genere non potrebbe verificarsi – conclude -. Se l’acqua entra esce subito e, poi, fortunatamente non abbiamo periodi così lunghi di pioggia”.

Scherzo a Trump

cms_9585/trump_mani_2_afp.jpgDonald Trump vittima di uno scherzo telefonico. Il comico John Melendez, facendosi passare per il senatore democratico del New Jersey Robert Menendez, è riuscito a parlare con il presidente americano, che non si è accorto dello scherzo. L’attore ha diffuso una registrazione della conversazione sul suo podcast “The Stuttering John Podcast”, nel quale si può sentire una voce che sembra essere quella di Trump.

E il presidente dice al falso senatore, in passato perseguito per accuse di corruzione poi rivelatesi infondate: “Lei ha attraversato prove difficili, penso sia stato un po’ ingiusto, le mie congratulazioni”.

Trump e il suo interlocutore, nel corso della conversazione avvenuta mercoledì sera, parlano poi di vari temi, dall’immigrazione alla sostituzione del giudice della Corte suprema Anthony Kennedy. Il comico ha rivelato di aver chiesto al genero consigliere di Trump, Jared Kushner, di parlare con il presidente, che lo ha richiamato dopo un po’. Su Twitter, Melendez ha scritto che agenti del secret service sarebbero sul punto di arrestarlo: “Dovrebbero arrestare Jared Kushner, che me lo ha passato, vergogna Donald Trump, che è mio amico da molti anni”.

Autore:

Data:

1 Luglio 2018