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Migranti, Mattarella: “Chiediamo confronto con Ue, non battute”

cms_6802/mattarella_sergio_mic_fg.jpgIl “metodo di fermezza negoziale sarà quello che ci consentirà di superare i numerosi ostacoli che ancora si frappongono a un lungimirante ed efficace governo del tema forse più rilevante oggi di fronte all’Unione europea, quello di una gestione del fenomeno migratorio di carattere autenticamente comunitario”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla Farnesina alla dodicesima Conferenza degli Ambasciatori.

“Non è facile -ha proseguito il Capo dello Stato- elaborare strumenti adeguati di fronte a un fenomeno di tale ampiezza, ma questo deve essere il nostro obiettivo. Vi sono varie strade per governarlo: quella che certamente non esiste è l’illusione di poterlo rimuovere”. “E’ una discussione collegiale, seria e responsabile, quella che chiediamo, senza spazio per battute estemporanee al limite della facezia, che non si addicono al dialogo e al confronto internazionali”.

“Se l’Italia è, nel Mediterraneo, frontiera d’Europa, all’europeizzazione del salvataggio di vite umane in mare -che ha visto il nostro Paese ricordare ad altri, attraverso l’esempio, quali fossero i principi e i valori che costituiscono le fondamenta stesse della civiltà d’Europa- deve corrispondere – ha puntualizzato Mattarella- l’europeizzazione dell’accoglienza di chi ha diritto, ma anche l’europeizzazione dei rimpatri e la predisposizione di canali legali di immigrazione. Si tratta di elementi tutti essenziali, che devono essere inseriti in un quadro comune al livello continentale”.

“L’Unione -ha detto ancora il Capo dello Stato- ha iniziato a guardare all’Africa con maggior consapevolezza, sia da un punto di vista politico sia con riferimento alle risorse dedicate alla sua crescita. Il quadro complessivo rimane, tuttavia, ancora troppo frastagliato. Le politiche di sostegno dei principali donatori si muovono spesso senza coerenza e, quindi, con minor efficacia rispetto a un aiuto allo sviluppo che rimane pur sempre a livelli insufficienti. E vi sono, d’altro canto, notevoli difficoltà legate alle complesse dinamiche interne di vari Paesi di quel Continente”.

“Il metodo inaugurato con il migration compact, e successivamente declinato nei diversi programmi con i primi Paesi-pilota, deve estendersi, considerando apporti che potrebbero essere forniti da donatori non europei, in uno sforzo finalmente sinergico, a beneficio -ha concluso Mattarella- del rafforzamento sociale e istituzionale dei Paesi africani”.

Colosseo, via libera al parco archeologico

cms_6802/taxi_colosseo_FTG.jpgLa Sesta sezione del Consiglio di Stato, con due sentenze pubblicate oggi, ha accolto gli appelli del Ministero dei beni culturali (Mibact) proposti contro due sentenze del Tar Lazio che avevano a loro volta accolto i ricorsi di Roma Capitale in relazione all’istituzione del Parco archeologico del Colosseo e alla nomina con selezione pubblica internazionale del Direttore del Parco.

Nelle sentenze depositate oggi il Consiglio di Stato si pronuncia su tre questioni: quella del necessario coinvolgimento di Roma Capitale nel processo decisionale, quella della fonte istitutiva ed infine quella in merito al conferimento dell’incarico di direzione del Parco archeologico del Colosseo anche a cittadini non italiani.

La prima riguarda la necessità di coinvolgere, per assicurare il principio di leale collaborazione, Roma Capitale nella fase di istituzione del Parco archeologico. I giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto che sia necessario distinguere la fase di organizzazione amministrativa da quella di esercizio delle funzioni di valorizzazione del patrimonio culturale.

La prima fase, che viene in rilievo con la istituzione del Parco, poiché riguarda la creazione di uffici dirigenziali statali, rientra nell’esclusiva competenza legislativa dello Stato e amministrativa del Ministero. L’esigenza di assicurare il principio di leale collaborazione viene in rilievo nella seconda fase che è quella della gestione dei beni. La seconda questione affrontata dal Consiglio di Stato è relativa alla natura della fonte istitutiva del Parco. I giudici d’appello hanno ritenuto che la legge speciale di disciplina della materia autorizzasse il Ministero ad adottare un decreto non regolamentare.

La terza questione esaminata ha riguardato la possibilità che incarichi, quale quello di Direttore del Parco archeologico, possano essere attribuiti anche a cittadini non italiani. I giudici di Palazzo Spada hanno affermato che il diritto europeo e la giurisprudenza della Corte di Giustizia ammettono che sia consentita una riserva di posti a soli cittadini italiani, con deroga al principio generale di libera circolazione dei cittadini europei, soltanto in relazione a posti che implicano l’esercizio, diretto o indiretto, di funzioni pubbliche, quali sono, in particolare, quelle poste in essere nei settori delle “forze armate, polizia e altre forze dell’ordine pubblico, magistratura, amministrazione fiscale e diplomazia”.

Nel caso in esame il Consiglio di Stato ha ritenuto che il Direttore del Parco non è chiamato a svolgere tali funzioni, in quanto il bando di gara gli attribuisce compiti che attengono essenzialmente alla gestione economica e tecnica del Parco. Si è, pertanto, ritenuta legittima la previsione di una selezione pubblica internazionale.

FRANCESCHINI: CONSIGLIO DI STATO FA GIUSTIZIA – “La sentenza del Consiglio di Stato fa davvero giustizia – afferma in una nota il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini – Ora possono ripartire sia il Parco Archeologico del Colosseo che la selezione internazionale del Direttore, bloccati dalla sentenza del Tar del Lazio. Anche Roma, con il Parco Archeologico più importante e visitato del mondo, potrà allinearsi con i musei e i luoghi della cultura che stanno vivendo una stagione di successi grazie alla riforma del sistema museale italiano e ai nuovi direttori, da Pompei a Brera, dalla Reggia di Caserta agli Uffizi e Capodimonte”.

“Tutti i Sindaci e i Comuni italiani coinvolti hanno apprezzato e condiviso la riforma e i suoi risultati, tranne il Comune di Roma – continua Franceschini – che prima ha pensato di bloccare tutto, ricorrendo al Tar, poi ha esultato come se una sentenza di primo grado fosse definitiva. Ora possiamo andare avanti con riforme e innovazione e sono davvero felice di annunciare che del Consiglio di amministrazione del nuovo parco archeologico farà parte Irina Bokova, il direttore generale dell’Unesco. Sono stati spesi fiumi di parole su giornali e social network con giudizi affrettati e perentori sugli errori giuridici che il Mibact avrebbe commesso, in quantità almeno equivalente allo stupore per la sentenza sulla stampa internazionale. Ora mi attendo, per onestà professionale, altrettanti articoli riparatori”, conclude Franceschini.

VICESINDACO BERGAMO – “Noi abbiamo avanzato una proposta di un organismo unitario di gestione del patrimonio culturale su tutto il territorio della città di Roma che superi la frammentazione accresciuta dalla costituzione del Parco archeologico del Colosseo e questo continueremo a proporre, cercando un confronto costruttivo con il ministero” ha detto all’Adnkronos il vicesindaco di Roma e assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo.

Famiglie in crisi, è corsa ai prestiti

cms_6802/soldi_euro_FTG1.jpgIl primo semestre dell’anno si è concluso con una crescita dell’1,5% delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane rispetto allo stesso periodo del 2016. E’ quanto risulta in base alle consultazioni effettuate sul Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif.

A giugno, in particolare, c’è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8% rispetto a giugno 2016).

Il primo semestre, spiega il Crif, è stato spinto dal comparto dei prestiti personali (+4,0%), a cui si contrappone un leggero calo dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre), che ha fatto segnare una contrazione del -0,6% rispetto al corrispondente semestre del 2016, che aveva però registrato un picco di richieste.

Per altro, continua il report, il dato di giugno conferma la tendenza in atto a partire dal 2016 di una maggiore vivacità per la componente dei prestiti personali rispetto ai prestiti finalizzati. Nello specifico, a giugno le richieste di prestiti personali sono cresciute del +6,2% mentre quelle di prestiti finalizzati hanno segnato un -0,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Nel primo semestre c’è stato anche l’incremento dell’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, si assesta a 9.178 euro (+6,5% rispetto allo stesso semestre 2016). L’incremento relativo al solo mese di giugno risulta pari a +7,8%, consolidando il recupero rispetto ai valori pre-crisi, come si evince anche dal grafico seguente.

Il dato semestrale dell’importo medio richiesto relativamente ai prestiti finalizzati è stato pari a 6.030 euro, con una crescita del +9,0% rispetto al 2016. Anche i prestiti personali registrano un incremento dell’importo medio richiesto (+3,8%) che si attesta a 12.921 euro.

Concentrandosi sulla distribuzione delle richieste di prestiti da parte delle famiglie per fascia di importo, il rapporto del Crif mostra come nei primi 6 mesi dell’anno la classe inferiore ai 5.000 euro sia stata quella preponderante, con una quota pari al 45,5% del totale.

Nel dettaglio delle diverse tipologie di finanziamento, i prestiti finalizzati sono il vero aggregatore di offerte nella fascia fino a 5.000 Euro, con il 61,9% delle richieste, mentre le interrogazioni relative ai prestiti personali risultano maggiormente uniformi nelle classi fino a 20.000 Euro (25,8% del totale nella prima classe, 26,8% in quella tra 5.001 e 10.000 Euro, 28,8% in quella tra 10.001 e 20.000 Euro).

L’analisi della distribuzione per durata, si legge ancora, conferma che nel primo semestre la classe di durata superiore ai 5 anni è stata quella in cui si è concentrato il maggior numero di richieste di prestito, con una quota pari al 25,1% del totale, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

Al contrario si evidenzia una contrazione della classe di durata inferiore ai 12 mesi, che passa dal 17,4% al 16,0% del totale, in continuo calo nelle ultime rilevazioni.

Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, nei primi sei mesi dell’anno le richieste si sono concentrate per il 26,7% nella classe di durata inferiore ai 12 mesi ma complessivamente si registra un allungamento delle durate anche per questa tipologia di finanziamento, in linea con la dinamica che caratterizza le richieste di prestiti personali, che si stanno indirizzando sempre di più nella fascia di durata superiore ai 5 anni (44,0% sul totale).

Osservando, infine, la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro Crif evidenzia come nel primo semestre 2017 sia stata la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni ad essere quella prevalente, con una quota pari al 25,6% del totale, seguita a breve distanza da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 23,7%.

Si segnala però una crescita di +0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente dell’incidenza delle classi di età superiori ai 55 anni.

Relativamente ai prestiti finalizzati, in cui hanno un peso particolarmente significativo gli acquisti di auto/moto ed elettronica di consumo, si segnala una crescita di 1 punto percentuale per le richieste da parte di consumatori di età superiore a 55 anni.

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24 Luglio 2017