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Migranti, nuovo scontro Italia-Malta

Migranti, nuovo scontro Italia-Malta

cms_9584/migranti_mare_afp.jpgContinua la stretta sulle ong nei porti da parte del Viminale. “La nave Open Arms, di ong spagnola con bandiera spagnola, si è lanciata poco fa verso un barcone e, prima dell’intervento di una motovedetta libica in zona, ha in tutta fretta imbarcato una cinquantina di immigrati a bordo – scrive su Facebook il ministro dell’Interno, Matteo Salvini – Questa nave si trova in acque Sar della Libia, porto più vicino Malta, associazione e bandiera della Spagna: si scordino di arrivare in un porto italiano. Stop alla mafia del traffico di esseri umani: meno persone partono, meno persone muoiono”.

Sulla vicenda va in scena un nuovo scontro tra Italia e Malta con il ministro maltese Michael Farrugia che su Twitter replica a Salvini: “La prego, smetta di dare notizie false per cercare di coinvolgere Malta in una disputa senza una ragione valida”. Nello stesso tweet Farrugia pubblica anche ’una mappa’ che mostra come la nave della ong sia più vicina a Lampedusa, “perché tutti vedano: questi sono fatti, non opinioni”.

Di Maio gela Fico

cms_9584/fico_di_maio_ftg.jpgIl tema dei migranti continua a tenere banco nel governo pentaleghista, non senza generare qualche frizione. Se da un lato il ministro dell’Interno Matteo Salvini annuncia “porti sempre chiusi per le ong”, il presidente della Camera Roberto Fico, dopo la visita nell’hotspot di Pozzallo nel ragusano replica secco: “Io i porti non li chiuderei. Dell’immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore”.

Parole che vengono valutate da Luigi Di Maio come prese di posizione della terza carica dello Stato. In sostanza, il governo le rispetta, pur non essendo la linea dell’esecutivo. Secondo quanto si apprende la valutazione del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico è chiara: in tema di migrazioni il governo non ha mai chiuso i porti, mentre la chiusura c’è stata nei confronti delle ong che non si attengono alle regole.

A Pozzallo Fico, ha osservato che “come terza carica dello Stato dico che bisogna essere solidale con chi emigra, che sono storie drammatiche che toccano il cuore”. Quindi ha sottolineato che “tocca all’Europa farsi carico di questa emergenza, non solo all’Italia. Bisogna tirare fuori gli estremismi perché la solidarietà si fa insieme. Se questo è un approdo, deve essere un approdo europeo”.

“Quando si parla di ong – ha spiegato ancora Fico – bisogna capire cosa si vuole intendere. Fanno un lavoro straordinario. L’inchiesta di Palermo archiviata, l’inchiesta di Catania da un anno non cava un ragno dal buco. Quindi bisogna capire bene di chi si parla e chi le finanzia, se no si fa cattiva informazione. Le ong nel Mediterraneo hanno salvato i migranti”. “Le ong che hanno lavorato qui a Pozzallo – ha concluso – hanno fatto lavoro straordinario, me lo hanno confermato il questore, il sindaco e la prefettura”.

Frasi che se da una parte raccolgono il placet della sinistra, con il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina che dice di apprezzare “le parole giuste” di Fico, e Leu che parla di “parole di verità”, dall’altra scatenano la reazione di Giorgia Meloni. ’’Aggiornaci anche quando vai in visita dai terremotati italiani. Boldrino’’ scrive la leader di Fratelli d’Italia su Twitter.

“Coperture ci sono”, Di Maio blinda il decreto dignità

cms_9584/dimaio_confartigianato_fg.jpgLe polemiche sull’assenza di coperture per il cosiddetto decreto dignità “sono tutte leggende metropolitane“. Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio a margine del Festival del Lavoro, in corso a Milano. “Mi fa piacere, anzi” che ci siano queste polemiche, dice Di Maio, perché “stanno pubblicizzando il decreto”. Del resto, avverte, “lo abbiamo scritto ed è pronto nel testo; ora sta facendo tutto un iter che sottovalutavo”, ma che rappresenta solo “una questione di quante bollinature deve avere e di quanti soggetti devono dire va bene”. Ma “dal punto di vista politico -assicura- è un decreto pronto“.

QUOTA 100 – Sul tema pensioni Di Maio osserva: “C’è un tema sulla ’quota 100’, pare l’abbia detto anche ieri il presidente dell’Inps” Tito Boeri, sul fatto che “ci ritroveremo diverse centinaia di migliaia di pensionati che si approssimano al milione: questo non è un tema che necessariamente ci deve spaventare, perché soprattutto nella Pubblica amministrazione favorire il ricambio generazionale significa portare nuove competenze per le nuove sfide della Pubblica amministrazione”. La cosiddetta ’quota 100’, spiega Di Maio, è “nel nostro programma di governo e la dobbiamo fare per permettere ai giovani di entrare sempre più nel mondo del lavoro e per dare la possibilità a chi ha lavorato una vita di andare in pensione”. “La partita, su questo come su tante materie economiche, non la dobbiamo considerare solo a Legge di Bilancio vigente o a saldi di finanza pubblica vigenti”, avverte aggiungendo: “Teniamo ben presente che quello che è l’atteggiamento dell’Italia ai tavoli europei sull’immigrazione è solo l’antipasto di quello che sarà l’atteggiamento ai tavoli europei sull’economia”.

PENSIONI D’ORO – Sul tema delle pensioni d’oro “ho la proposta di legge pronta”, assicura il vicepremier. “La settimana prossima – continua – tagliamo i vitalizi, quella successiva incardiniamo la legge sulle pensioni d’oro”.

DELOCALIZZAZIONI – “Una norma che mi sta a cuore è – continua – quella delle delocalizzazioni; oggi pomeriggio sarò in provincia di Brescia dove un’altra azienda, dopo aver preso soldi dallo Stato, se ne sta andando all’estero. E su questo bisogna dare una stretta”.

RIFORMA RAI – Parlando della proposta lanciata da Beppe Grillo di privatizzare due reti Rai e trasformarne una, privandola del tutto degli spazi pubblicitari, Di Maio spiega: “Era una vecchia proposta del Movimento Cinquestelle inserita nel programma del 2009; ma nel contratto di governo, per ora, abbiamo inserito esclusivamente che non vada più lottizzata”. “La smetteremo quindi – continua – con persone del partito all’interno del cda, il direttore generale, presidenti e direttori dei tg”, perché “deve tornare un po’ di merito in Rai”. E aggiunge: “So che è una grande sfida, ma è questa la vera sfida culturale. Se l’industria culturale del nostro Paese ricomincia a fare cultura e non si mette a lavorare per i partiti -conclude- allora quell’azienda cambierà la cultura di tutto il Paese”.

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1 Luglio 2018