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Migranti, Salvini: “Denuncio il governo”(Altre News)

Migranti, Salvini:”Denuncio il governo”

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“Come Lega, con i nostri avvocati, stiamo preparando una denuncia all’attuale governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con l’aggravante del Covid e dei problemi sanitari”. Così Matteo Salvini, leader della Lega, ai microfoni di ’Radio Radio’.“

Poi, in serata, a Faenza durante un comizio in diretta Fb, ha ribadito: “Noi non promettiamo miracoli, a me piace fare le cose, non i girotondi o cantare. Sugli sbarchi eravamo fermi a quota 4mila, quest’anno abbiamo fatto 4 volte tanto. Stiamo studiando la possibilità di denunciare l’attuale governo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina’’.

Referendum, ’grillini per il No’. Si allarga fronte nel M5S: “Ora usciamo allo scoperto”

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(Antonio Atte)- Per il M5S il referendum del 20 e 21 settembre sul taglio del numero dei parlamentari è la madre di tutte le battaglie anti-casta, un epico scontro come quello che vide protagonisti i 300 di Leonida contro l’esercito persiano (il copyright è del senatore Gianluca Ferrara, che si è fatto immortalare in un video su Facebook con tanto di elmo spartano). Eppure, all’approssimarsi della fatidica data, anche nel Movimento 5 Stelle iniziano ad emergere posizioni in dissenso, con i primi parlamentari schierati a favore del No.

Ha fatto discutere il post della deputata Elisa Siragusa, la quale, rilanciando un video di Danilo Toninelli contro la vecchia riforma costituzionale targata Matteo Renzi, ha bocciato anche quella nuova: “Le motivazioni principali del Sì – spiega all’Adnkronos la parlamentare eletta all’estero – si basano su: riduzione costi e maggiore efficienza del Parlamento” ma “ridurre la rappresentanza parlamentare per risparmiare un caffè all’anno non ha senso, come ben spiegato proprio da Toninelli in occasione del passato referendum. Sull’efficienza… non si capisce la ratio. Per migliorare l’efficienza bisognerebbe rivedere per prima cosa i regolamenti di funzionamento delle Camere”.

Secondo Siragusa il fronte del No interno al M5S è molto più ampio di quanto appaia pubblicamente. “Non ho problemi a dichiarare che molti sono per il No anche dentro il Movimento. E’ vero. Ho fatto più fatica a trovare persone favorevoli che contrarie quando mi sono confrontata con molti colleghi. Io sono contenta di essermi esposta. Il mio augurio è che i tanti parlamentari 5 Stelle che sono contro questa riforma trovino il coraggio di esporsi come me e di fare campagna per il No”, rimarca la deputata.

Favorevole alle ragioni del No anche la collega sarda Mara Lapia: “Da giurista dico che è un taglio alla rappresentanza, con Regioni che saranno fortemente penalizzate. Una riforma realizzata senza motivazioni strutturate. Si è operato come con la prescrizione: avevano promesso la riforma del processo penale e invece la stiamo ancora aspettando”.

“Non sono la sola a pensarla così. Mesi fa Emilio Carelli (responsabile comunicazione del Team del Futuro, ndr) fu contestato da molti parlamentari per il logo scelto per la campagna referendaria, ovvero la famosa forbice che ’taglia’ la poltrona. Gli dissero di cambiare immagine, perché quel logo avrebbe dato un messaggio sbagliato ai cittadini. E io la penso così, perché non siamo dei poltronari, non siamo seduti su un trono”, dice Lapia, finita nel mirino degli haters dopo essersi schierata per il No: “Io ci ho messo la faccia e per questo ho subito insulti irripetibili sui social, da parte di alcuni membri del gruppo Facebook ’Amici di Beppe Grillo in Sardegna’”.

Andrea Vallascas e Andrea Colletti sono altri due ’grillini per il No’. “Il vero problema è che la riforma è stata pensata e strutturata male. Il taglio dei parlamentari si doveva fare in altro modo, ovvero senza andare a ledere la rappresentatività del Parlamento”, ha spiegato nei giorni scorsi Colletti. Più ’sfumata’ la posizione del senatore Gianni Marilotti (sardo anche lui), che alle urne barrerà la casella del Sì nonostante nutra perplessità sugli effetti della riforma: “Non farò una battaglia per il No – dice all’Adnkronos – però dialogo con chi non voterà per il taglio, non li ritengo degli avversari a prescindere: sono aperto a una discussione critica. Ridurre i parlamentari è anche giusto, il problema è come lo si fa. Bisogna rispettare alcune garanzie, prima fra tutte la rappresentanza territoriale”.

Meloni: “Taglio parlamentari non sia alibi per non andare a elezioni”

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’’E’ giusto tagliare i parlamentari, ma il taglio non può essere l’alibi per dire un’altra volta che adesso non si può andare a votare perché bisogna fare la legge elettorale”. Lo ha detto Giorgia Meloni, ospite del Meeting di Rimini.

Quanto alla legge elettorale, “sarebbe molto grave tornare al proporzionale” ha sottolineato la presidente di Fratelli d’Italia.

“Quello che io contesto dei governi di questi anni è che sono governi nati, di fatto, senza alcun vincolo tra quello che i partiti hanno promesso e quello che fanno – ha rimarcato – Se la democrazia non difende questo vincolo, la democrazia non ha senso. Non è vero che, finché in Parlamento c’è una maggioranza, noi ci dobbiamo beccare qualsiasi tipo di governo immaginabile. Quando è nato il governo Pd-M5S ci è stato detto: ’hanno la maggioranza in Parlamento, quindi è giusto che facciano un governo insieme’. Ma il Pd e il M5S si sono presentati agli elettori e sono stati votati perché hanno detto agli elettori che avrebbero combattuto l’uno contro l’altro. Se avessero dovuto tenere conto di quello che avevano affermato, chiedendo il voto dei cittadini, per fare un governo insieme avrebbero dovuto rivolgersi ai cittadini con le elezioni”.

Riguardo al Parlamento, “ovviamente è centrale nella nostra democrazia. Ma dobbiamo dirci la verità: negli ultimi mesi il Parlamento ha avuto una centralità assolutamente marginale. Il Parlamento non può essere considerato una grande assise di spettatori per il palcoscenico di chi deve decidere. Il ruolo del Parlamento non è quello che il governo fa, dopo che il governo ha comunicato quello che ha già deciso nel corso di una conferenza stampa. Il ruolo del Parlamento è prendere le decisioni, questo principio non è stato rispettato pienamente e in particolare nel periodo dell’emergenza Covid”.

“Noi abbiamo duramente contestato la proroga dello stato di emergenza sanitaria. In realtà non serviva, come ci hanno raccontato il presidente del Consiglio Conte e il governo, perché evidenze scientifiche imponevano alcune scelte emergenziali immediate, che dopo sei mesi di lockdown non sarebbero state giustificate, ma perché si è usato lo stato di emergenza per tagliare l’assetto dei poteri istituzionali. Io ho contestato pesantemente la proroga dello stato di emergenza perché il governo ci è venuto a spiegare che non ci sono delle evidenze scientifiche che lo imponevano, ma che lo stato di emergenza serviva a garantire la possibilità di operare con maggiore libertà, rispetto alle prerogative del Parlamento. Questo – ha scandito Meloni – è intollerabile”.

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22 Agosto 2020