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Migranti sbarcano, ecco chi li accoglierà

Migranti sbarcano, ecco chi li accoglierà

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Sbarcheranno tutti i migranti della nave Diciotti a Catania. Gli immigrati, si apprende da fonti del Viminale, saranno portati in un centro a Messina, e poi cominceranno le operazioni di distribuzione che coinvolgeranno anche la Chiesa italiana oltre ad Albania e Irlanda. “Ringrazio la Chiesa” ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini, indagato con un capo di gabinetto per la vicenda dalla procura di Agrigento. “I migranti sbarcheranno nelle prossime ore – ha detto nella tarda serata di sabato -. Abbiamo risolto il problema degli immigrati a Catania, lo abbiamo risolto in questi minuti e gli italiani non pagheranno una lira” ha detto in serata, mentre oggi nel pomeriggio ne erano sbarcati 13 per motivi sanitari. Avrebbero dovuto essere in 17, ma 4 donne si sono rifiutate di scendere dalla nave Diciotti, perché intendono farlo solo con i loro compagni per i quali, però, è necessaria una preventiva autorizzazione del Viminale.

CHI E’ GIA’ SCESO – Per ora sono 13 i migranti, 6 uomini e 7 donne, scesi dalla nave. Cinque uomini anno la scabbia, oltre che soffrire di malattie respiratorie infettive come la polmonite o la tubercolosi, e il sesto un’infezione urinaria. I sei uomini saranno portati nel centro di biocontenimento dell’ospedale Garibaldi centro. Sono state tutte stuprate in Libia le 11 donne, di cui 7 saranno ricoverate al reparto di Ginecologia del ’Garibaldi’ di Nesima. I medici hanno accertato i segni delle violenze subite nei centri dei trafficanti di esseri umani.

CHIESA SI FA CARICO DI 100 PROFUGHI – La chiesa italiana, a partire dai vescovi fino alle associazioni cattoliche come la Caritas, si farà carico di un centinaio di migranti della nave Diciotti. “Si tratta di una soluzione concordata con il ministero dell’Interno per sbloccare una situazione dolorosa e insostenibile“, spiega all’Adnkronos don Ivan Maffeis, responsabile della comunicazione della Cei. Come spiega Maffeis, si è arrivati ad adottare questa soluzione “per mettere fine a una vicenda dolorosa, sotto gli occhi di tutti da troppo tempo e si è preferito considerare una priorità le condizioni di salute dei profughi a bordo della Diciotti”.

L’ALBANIA NE ACCOGLIERA’ 20 – In Albania andranno in 20, sbarcati dalla Diciotti. A dirlo con un tweet il “ministro degli Affari Esteri Enzo Moavero Milanesi” che ringrazia il Paese per il “segnale di grande solidarietà e amicizia molto apprezzato dall’Italia”. “Non possiamo sostituire #Europa, ma siamo sempre qui – twitta il ministro degli Esteri albanese, Ditmir Bushati -, dall’altra parte di un mare dove una volta eravamo gli Eritrei che soffrivano per giorni e notti in mezzo al mare, in attesa che l’Europa si svegliasse! Ieri l’Italia ci ha salvato e oggi siamo pronti a dare una mano”.

IN IRLANDA 20 O 25 – “Posso confermare che il ministro della giustizia Charlie Flanagan e io abbiamo concordato che l’Irlanda accetterà 20-25 migranti della Diciotti, fatte salve le consuete condizioni e il controllo – twitta il ministro degli Esteri irlandese Simon Coveney -. La solidarietà europea è importante e questa è la cosa giusta da fare. I lavori proseguono con i partner Ue per soluzioni più sostenibili”.

SCONTRO ITALIA-UE – “Visto che in Europa sanno dire solo ’no, no, no’, quando arriverà il momento di votare i loro bilanci, noi diremo ’no, no, no’. La musica è cambiata” ha detto in serata Salvini. “C’è un bilancio che l’Europa dovrà approvare all’unanimità per spendere i soldi che gli diamo, il voto dell’Italia non c’è e non ci sarà” aveva già anticipato nel pomeriggio. “Non è l’Italia che ha bisogno dell’Europa è l’Europa che ha bisogno dell’Italia – ha conclude Salvini -. Fino a ieri l’Europa ha spremuto l’Italia come un limone, prendendo miliardi di euro e danneggiando i nostri agricoltori, pescatori, commercianti, lavoratori, risparmiatori, pensionati. Adesso la musica è cambiata, non c’è più un governo schiavo, non c’è più un governo complice, non c’è più un governo di servi. C’è un governo che non deve dire grazie a nessuno ma difende gli interessi dell’Italia. Questo vale per le concessioni dei signori Benetton e per i voti in Europa”.

Conte: “Riserva Italia su bilancio Ue”

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Lo definisce una “sconfitta dell’Europa”. Il premier Giuseppe Conte in una nota parla in questi termini “dell’incontro che si è svolto ieri a Bruxelles, in tema di immigrazione”. “Si è concluso con un nulla di fatto – sottolinea -, non è una sconfitta dell’Italia, come qualcuno superficialmente ha scritto. E’ una sconfitta dell’Europa”. “Non attesta solo un arretramento rispetto alle Conclusioni che tutti e ventotto i Paesi membri hanno liberamente sottoscritto nel corso del Consiglio Europeo dello scorso giugno. Attesta una palese violazione dello ’spirito di solidarietà’ che anima i Trattati e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”.

“Ho scritto ieri che ne avremmo tratto le conseguenze. Chiarisco meglio: siamo al lavoro per porre una riserva all’adesione dell’Italia al piano finanziario pluriennale in corso di discussione. A queste condizioni, l’Italia non ritiene possibile esprimere adesione a un bilancio di previsione che sottende una politica così incoerente sul piano sociale. E’ questo il nostro contributo per far crescere l’Europa. Non possiamo accontentarci di uno spazio comune di mercato, di un’aggregazione di Paesi che si ritrovano sulla base di meri interessi economici”, sottolinea.

“Abbiamo dell’Europa una concezione più elevata. Siamo un Paese fondatore e anche per questo avvertiamo una maggiore responsabilità. Vogliamo che a tutti gli sforzi sin qui compiuti per edificare questo complesso edificio europeo sia offerta un’adeguata prospettiva di sviluppo, che possa esprimersi anche sul versante dei rapporti sociali”.

“Questo Governo -prosegue Conte- si è presentato in Europa con le carte in regola. Come pure richiesto da molti Paesi membri, questo Governo sta perseguendo una politica sull’immigrazione ben più rigorosa rispetto al passato, in modo da evitare che le coste italiane costituiscano l’approdo indiscriminato dei migranti e, quindi, fattore di stimolo per i traffici illegali e in modo da evitare che i migranti possano ricollocarsi liberamente negli altri Paesi europei”.

“Questo Governo, inoltre, ha offerto un significativo contributo al fine di elaborare e pervenire a un serio progetto di politica europea – complesso, articolato, multilivello – in materia di migrazioni. Le Conclusioni condivise a fine giugno hanno costituito un buon compromesso tra le varie istanze dei Paesi membri, con la raggiunta consapevolezza della necessità di superare l’attuale regolamento di Dublino”. “Nonostante questo, l’Italia deve prendere atto che lo “spirito di solidarietà” stenta a tradursi in atti concreti”, rimarca il presidente del Consiglio.

SUI MIGRANTI, GRAZIE A NOI MEDITERRANEO NON PIU’ CIMITERO – “Questo Governo esprime una politica sull’immigrazione rigorosa e coerente, ma non abbandona a se stesse persone che sono in pericolo di vita o comunque versano in condizioni critiche” dichiara il premier Giuseppe Conte in una nota. “I numeri ci danno ragione. Gli sbarchi sono diminuiti dell’85%, se compariamo questo periodo di Governo con il medesimo lasso temporale dell’anno precedente.

Ponte Morandi, da Autostrade 1,5 mln a famiglie

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I soldi arriveranno lunedì mattina. Andranno in pagamento da inizio della settimana prossima gli ultimi 90 bonifici per arrivare a una cifra complessiva di 1,5 milioni di euro, prevista da Autostrade per l’Italia per le primissime necessità delle 74 famiglie di Genova, costrette ad abbandonare la propria abitazione a causa del crollo del viadotto Polcevera. In totale, sono già 173 le famiglie genovesi che si sono rivolte ai due Punti di contatto aperti da Autostrade per l’Italia a Genova presso il Centro Civico Buranello e la Scuola Caffaro in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria, pari a circa il 70% delle 252 famiglie genovesi che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione, dopo la il crollo del viadotto Polcevera. Sulle poche richieste non ancora soddisfatte, sono in corso accertamenti in collaborazione con gli uffici del Comune.

Autostrade ricorda come i contributi erogati – che a seconda del numero dei componenti della famiglia richiedente variano da 8mila a 12mila euro – si aggiungono agli indennizzi che spetteranno alle famiglie che hanno perso la casa e quelle delle vittime e dei feriti. I contributi sono erogati in media dopo 24 ore dalla richiesta: alle famiglie interessate è richiesto soltanto di compilare un modulo estremamente semplificato.

Autostrade per l’Italia prosegue – in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria – a raccogliere le dichiarazioni dei nuclei famigliari nei due Punti di contatto, per soddisfare le primissime necessità dei familiari delle vittime della tragedia di Genova e delle famiglie che hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni.

1,5 mln di lavoratori in nero in Italia

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Oltre un milione e mezzo di lavoratori completamente in nero a fronte di 5,7 milioni di aziende attive sul territorio italiano. Con un importo sottratto alle casse dello Stato che si attesta sui 20 miliardi di euro. E’ quanto emerge da una stima della Fondazione studi dei consulenti del lavoro che ha rielaborato i dati 2017 – primo anno di attività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro – relativi al lavoro sommerso.

E’ stato cosi stimato il numero di lavoratori ’in nero’ presenti ogni anno in Italia con i conseguenti oneri previdenziali e fiscali sottratti alle casse dello Stato. In Italia, ricordano infatti i consulenti, sono presenti nel settore privato circa 5,7 milioni di aziende attive compreso il settore agricolo.

Rielaborando i precedenti dati ispettivi forniti dall’Ispettorato Nazionale, nel 2017 il numero di aziende con qualche forma di irregolarità, spiegano i consulenti, dovrebbe attestarsi attorno a circa 3,7 milioni. Circoscrivendo l’analisi al lavoro sommerso, le ispezioni svolte hanno fatto emergere nel 2017 48.073 lavoratori in nero a fronte di 160.347 aziende ispezionate, ossia un lavoratore in nero per ogni tre aziende ispezionate.

A questo dato è stato applicato, spiegano i professionisti, un correttivo prudenziale riferito ad uno stock di aziende nelle quali per le loro caratteristiche e settore di appartenenza è ridotto (se non addirittura eliminato) il rischio di utilizzo del lavoro sommerso. Sulla base di queste informazioni, è possibile presuntivamente stimare che i lavoratori ’in nero’ in Italia sul totale delle aziende attive, nel 2017 è di 1 milione e 538 mila unità.

Secondo i consulenti del lavoro il dato è tendenzialmente in riduzione di circa 200.000 unità grazie anche agli interventi mirati della vigilanza dell’Ispettorato, che ha potuto applicare il nuovo regime sanzionatorio sul caporalato. Il fenomeno, tuttavia, rimane ancora rilevante poiché ogni tre aziende ispezionate si riscontra un lavoratore ’in nero’ (il tasso è 2,9). L’evasione fiscale e previdenziale per il lavoro sommerso, stima la Fondazione Studi, è ancora consistente e si attesta ogni anno, infatti, attorno a 20 miliardi di euro.

I consulenti del lavoro spiegano, infatti, che “in media, ogni anno un dipendente lavora mediamente per 245 giornate di lavoro retribuite (fonte: Inps banche dati statistiche, www.inps.it anno 2016 dato più recente) e la retribuzione media giornaliera stimata è pari a 84,53 euro al netto di trattamenti retributivi variabili (fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro su dati Inps 2016)”.

I consulenti quindi stimano una retribuzione annua corrisposta ai lavoratori sommersi e non assoggetta a oneri pari a 31,8 miliardi di euro. E con questi un mancato gettito previdenziale di 11,1 miliardi di euro, un mancato gettito fiscale (Irpef + add. Reg. e com.) pari a 8,1 miliardi e un mancato gettito Inail di 0,86 miliardi, arrivando appunto a circa 20 miliardi ’evasi’.

I consulenti del lavoro ricordano che “nel corso 2017 delle 160.347 aziende ispezionate dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, quelle risultate con qualche forma di irregolarità per almeno un rapporto di lavoro sono state 103.498, vale a dire il 64,54% delle aziende ispezionate. Il dato è in aumento di 1,53 punti percentuali rispetto all’anno 2016. Dunque, nel 2017 aumenta il rapporto delle aziende irregolari rispetto a quelle ispezionate. L’aumento della probabilità di individuazione di almeno un rapporto di lavoro irregolare è dovuta al miglioramento delle tecniche ispettive e della conoscenza del territorio da parte dei servizi ispettivi, anche supportati da una programmazione oculata delle mappe di rischio adottate dalla Vigilanza”.

“Le irregolarità -ricordano i consulenti del lavoro- possono riguardare sostanzialmente 3 fattori: forme di elusione previdenziale, assicurativa e fiscale (esempio, mancato assoggettamento a Inps, Inail e Irpef di parte della retribuzione corrisposta); lavoro parzialmente sommerso (rapporti avvianti in part-time che invece risultano a tempo pieno); lavoro completamente sommerso (lavoro nero)”.

Secondo i professionisti “molto interessanti risultano i risultati ottenuti dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro applicando l’appesantito quadro sanzionatorio penale in materia di caporalato. Nello specifico, nel 2017 si registrano il deferimento di n. 94 persone all’Autorità Giudiziaria, delle quali n. 31 in stato di arresto, e l’individuazione di n. 387 lavoratori vittime di sfruttamento. E il 2018 -aggiungono i consulenti del lavoro- si presenta con dati relativi ancor più incoraggianti. Per quanto riguarda infatti il primo semestre dell’anno in corso , si registrano il deferimento di n. 60 persone all’Autorità Giudiziaria, delle quali n. 1 in stato di arresto e 47 in stato di libertà, e l’individuazione di n. 396 lavoratori coinvolti. Sono, inoltre, stati adottati n. 9 provvedimenti di sequestro”.

Insomma, aggiungono i consulenti del lavoro, “una serie di interventi realmente pesanti e deterrenti, che indicano la corretta via da seguire per combattere tutte la fattispecie di sfruttamento del lavoro”.

Per i consulenti del lavoro “le cifre stimate dalla Fondazione Studi riportano l’attenzione sull’importanza strategica di un’incisiva azione di contrasto al lavoro nero che, non di rado, sfocia in fenomeni di caporalato diffuso – non solo in agricoltura – di cui i recenti fatti di Foggia sono solo quelli più eclatanti. E il prossimo incontro interministeriale, fissato dal Ministro Di Maio per lunedì 3 settembre proprio nel capoluogo foggiano, è un forte segnale di attenzione”.

Controesodo sotto la pioggia, caos sull’A14

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Controesodo all’insegna del maltempo. In concomitanza con il traffico da bollino rosso, previsto per l’intero weekend, un ciclone di origine artica raggiungerà l’Italia, provocando oltre a piogge molto forti anche un brusco calo delle temperature. Il bollino rosso è scattato ieri sera, con l’incremento di traffico sulle principali direttrici verso i centri urbani ed in uscita dalle località di mare. Tanto che, in linea con le previsioni, Viabilità Italia oggi ha registrato volumi di traffico particolarmente elevati sull’A14. Nel dettaglio, al momento si registrano 13 km di coda in carreggiata nord dove proseguono, nella galleria Grottammare tra Pedaso e Grottammare, i lavori di messa in sicurezza della struttura fortemente danneggiata giovedì sera nell’incendio di un mezzo pesante. “Code a tratti si registrano nel tratto compreso fra Villesse e Portogruaro, in direzione Venezia – spiegano in una nota Autovie venete -. Code in uscita a San Donà di Piave, mentre a Latisana, dove il piazzale del casello è sempre stato pieno e in più momenti della giornata si sono registrate code in entrata, la situazione è regolare”.

AGGIORNAMENTI A14 – Ancora code sull’autostrada Adriatica (A/14), a seguito del grave incendio di un mezzo pesante, verificatosi nella tarda serata del 23 agosto, nella galleria Grottammare, tra Pedaso e Grottammare, e ai conseguenti lavori di messa in sicurezza della struttura. In particolare Viabilità Italia registra un chilometro di coda in carreggiata nord, per i veicoli che da Bari viaggiano in direzione Bologna. Si circola su entrambe le corsie disponibili per ridurre i disagi. Sono invece 4 i km di coda sulla carreggiata opposta, direzione Pescara, chiusa al traffico, nel tratto tra Civitanova M. e Grottammare (1 km al casello di Porto S. Elpidio e 1 a quello di Civitanova). I veicoli che viaggiano in tale direzione escono obbligatoriamente al casello di Civitanova M. e possono riprendere l’A14 al successivo casello di Grottammare, percorrendo la SS 16, con tempi di percorrenza di circa 150 minuti. Su tale strada statale defluiscono anche i veicoli ancora incolonnati al casello di Porto S. Giorgio. In entrambe le stazioni, per facilitare le operazioni di scorrimento, non è previsto il pagamento del pedaggio.

GLI ITINERARI CONSIGLIATI – Riguardo agli itinerari consigliati per le prossime ore e per il fine settimana su tale arteria chi percorre la A14 da Bologna verso l’Abruzzo e la Puglia può uscire a Cesena per utilizzare l’E45 Orte-Ravenna, entrare in A1 ad Orte, percorrerla fino all’interconnessione con l’A24 ed utilizzare l’A24 verso Teramo per le destinazioni abruzzesi e del sud marchigiano, oppure l’A25 verso Pescara per proseguire verso la Puglia. Chi percorre la A1 diretto verso l’Abruzzo e la Puglia, può proseguire oltre Bologna fino a raggiungere a Roma l’interconnessione con la A24 e proseguire sulla stessa fino a Teramo ovvero utilizzare la A25 verso la Puglia. Chi percorre la A14 dalla Puglia e dall’Abruzzo ed è diretto in Emilia Romagna o verso destinazioni più a nord può uscire sulla A25, raggiungere la A24, arrivare all’interconnessione con la A1 a Roma e proseguire verso nord. Chi percorre la A14 dalla Puglia e dall’Abruzzo ed è diretto nelle Marche – a nord del tratto chiuso – può uscire sulla A25, raggiungere la A24, arrivare all’interconnessione con la A1 a Roma, uscire ad Orte, percorrere la E45 verso Cesena. Per le lunghe percorrenze in direzione sud, è possibile utilizzare l’uscita di Ancona Nord, percorrere la SS76 e seguire per Fabriano -> Perugia -> Roma; dall’uscita di Civitanova Marche è possibile percorrere la SS77 in direzione Foligno -> Roma. In linea con le previsioni di bollino rosso per la giornata odierna, si registrano code a tratti e rallentamenti in diverse arterie stradali e autostradali, in particolare si segnalano: circa 15 chilometri sull’Autostrada Palmanova-Tarvisio (A/23), direzione sud, prima dell’interconnessione con l’A/4, con inibizione ai veicoli in entrata al casello di Udine diretti a sud. Due ore di attesa al Traforo del Monte Bianco per il pagamento del pedaggio in uscita dall’Italia, con uscita obbligatoria a Courmayeur sud per i veicoli leggeri; traffico intenso con rallentamenti sull’A/12 tra Pisa nord e l’allacciamento con l’A/15, direzione nord. Tratto Chiuso tra Bivio A10/A7 Milano-Genova e Genova Aeroporto. Entrata consigliata verso Genova: Genova Ovest su A7 Milano-Genova.

IL GRANDE RIENTRO – Spinto dal maltempo si conclude il rientro dei 21 milioni gli italiani che hanno scelto quest’anno di andare in vacanza d’estate ad agosto. È quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè, divulgata nell’ultimo weekend del mese segnato tradizionalmente dal controesodo. Sono finite infatti – sottolinea la Coldiretti – per la maggioranza degli italiani le vacanze con una durata media del tempo trascorso lontano da casa di 11,3 giorni. E’ quindi confermata – continua la Coldiretti – l’abitudine, tutta nazionale, di concentrare le partenze nel mese di agosto, che è stato di gran lunga il più gettonato dell’estate. Poco piu’ di un italiano su dieci ha varcato i confini nazionali ed ha lasciato l’Italia dove la maggior parte dei rientri viene dal mare scelto come luogo di vacanza da più di 6 italiani su 10 (62%) ma al secondo posto tra le mete scelte – precisa la Coldiretti si classificano le città d’arte a pari merito con parchi, oasi, riserve e la campagna, seguiti dalla montagna.

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26 Agosto 2018