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Migranti soccorsi da Ocean Viking sbarcati a Taranto (Altre News)

Migranti soccorsi da Ocean Viking sbarcati a Taranto

Sono sbarcati oggi al porto di Taranto i 403 migranti salvati dalla Ocean Viking. Tra i sopravvissuti, scrive su Twitter Medici senza frontiere, “ci sono Aeden e sua madre Brakhado. Lui ha 11 mesi ed è nato in un centro di detenzione in #Libia. Lei, durante i tre anni trascorsi in Libia, è stata imprigionata più volte e picchiata”.

“Questo gennaio – twitta Sos Mediterranee – ci ha dimostrato che la situazione nel #Mediterraneo continua ad essere un’emergenza. C’è necessità di forze #SAR e di solidarietà agli Stati #UE costieri”.

Citofonata Salvini, accertamenti su maresciallo carabinieri

Sono in corso degli accertamenti interni da parte dell’Arma per verificare se un maresciallo dei carabinieri avrebbe anticipato ai residenti la visita, il 21 gennaio scorso, del segretario della Lega, Matteo Salvini, al quartiere del Pilastro, nel capoluogo emilia-romagnolo, quando ci fu la citofonata del leader della Lega all’appartamento di una famiglia italo-tunisina, in cui chiese se lì abitasse uno spacciatore.

La donna che ha accompagnato Salvini al Pilastro, infatti, avrebbe riferito di essere stata messa in contatto con lo staff della Lega grazie alla telefonata del maresciallo, che è un suo conoscente. Nei confronti del sottoufficiale potrebbe aprirsi un procedimento disciplinare. Gli accertamenti sono partiti dopo un’interrogazione del deputato Pd Andrea De Maria al ministero dell’Interno, per chiedere se “le autorità competenti hanno richiesto a chi era presente, a tutela della sicurezza, informazioni” e “quali siano, nel caso, i riscontri ricevuti”.

Stadio Roma, esposto su Raggi: archiviata indagine

E’ stata archiviata l’indagine che vedeva indagata per abuso d’ufficio la sindaca di Roma, Virginia Raggi, nell’ambito di un filone dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma. A far scattare l’iscrizione nel registro indagati era stato un esposto dell’architetto Francesco Sanvitto per conto dell’associazione ’Tavolo della libera urbanistica’. La procura aveva chiesto l’archiviazione.

Per il gip Costantino De Robbio “non ci sono elementi per desumere che la sindaca abbia intenzionalmente agito per favorire qualcuno e non sembrano potersi ricavare da un ulteriore eventuale approfondimento delle indagini come richiesto dall’apponente”. Nell’esposto si affermava che “il verbale della Conferenza dei Servizi non solo non è stato sottoposto alla prima seduta utile come richiesto dall’art. 62 comma 2bis del DL 2017/50 ma non è stato mai sottoposto al Consiglio Comunale, bensì si è proceduto alla pubblicazione che sarebbe dovuta intervenire dopo che la variante fosse stata eventualmente approvata dal Consiglio Comunale”.

’’Avanti #AtestaAlta – scrive la sindaca Raggi in un post su Facebook – Archiviato il procedimento aperto nei miei confronti nell’inchiesta sullo stadio della Roma a Tor di Valle: mi sono comportata correttamente e ho gestito onestamente il dossier. Ringrazio la Procura di Roma, nei cui confronti ho sempre nutrito massima fiducia, e i miei avvocati, Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, che anche in questa vicenda mi hanno assistita’’.

’’I Magistrati interessati della vicenda – la Procura per ben due volte ed infine il giudice per le indagini preliminari – hanno definito infondate le accuse da parte di alcuni ex attivisti del M5S nei miei confronti. Dopo mesi e mesi di fango da parte di chi mi attaccava con menzogne e ricostruzioni fantascientifiche è arrivato finalmente il momento del riscatto. Ricordo che la domenica di Pasqua 2019 la notizia ha aperto i TG all’ora di pranzo’’.

’’Io ho fatto tutto correttamente. Altro che abuso d’ufficio. Al contrario, chi mi ha accusato non conosce evidentemente la legge né ha idea degli argomenti di cui per mesi si è spacciato esperto. Il giudice ha scritto chiaramente che non ho favorito nessuno’’.

’’Tutto nasce da un esposto fatto da un piccolo gruppo di ex attivisti locali del M5S. Mi accusavano di non aver rispettato le procedure e, addirittura, di aver partecipato a ’riunioni carbonare’ con alcuni consiglieri municipali. Per ben due volte la Procura ha chiesto di archiviare il procedimento ma questo gruppo di ’esperti’ si è opposto temerariamente con argomentazioni che nulla avevano a che fare con la sottoscritta. Il tempo, però, è galantuomo. Ancora una volta la decisione del Tribunale ha spazzato via tutto il fango che hanno tentato di gettarmi addosso. Valuteranno ora i miei avvocati se agire per calunnia’’.

’’Ho agito, come sempre, nella massima trasparenza. Non è stata concessa nessuna scorciatoia, nessuna via preferenziale’’.

’’E’ stata adottata una procedura ordinaria nell’iter amministrativo per la realizzazione dello stadio proprio per garantire ai cittadini la massima trasparenza. Il passaggio in consiglio comunale per approvare definitivamente il progetto stadio fu rimandato proprio per consentire a chiunque fosse interessato, compresi coloro che mi hanno accusato, di proporre le proprie deduzioni. Credo nella trasparenza dell’azione amministrativa e continuerò ad agire nel nome di questo valore per portare avanti l’azione di governo della città. A testa alta’’, conclude Raggi.

“Ancora una volta la magistratura certifica l’onestà di Virginia Raggi – dice il capo politico del M5S, Vito Crimi – Ancora una volta, dopo una tempesta di fango e fake news, dopo accuse prive di fondamento subito rilanciate dai media, viene dimostrata la sua innocenza. Abbiamo un brutto ’difetto’, quello dell’onestà. Coraggio, Virginia. Andiamo avanti, a testa alta!”.

Arrestata ex consigliera del Lazio, estorsione con metodo mafioso

Arrestata Gina Cetrone, ex consigliera regionale del Lazio per il Pdl. Insieme a lei i poliziotti della Squadra mobile di Latina, su disposizione del gip di Roma, hanno arrestato altre quattro persone. Tutti in carcere, sono accusati a vario titolo, di estorsione, atti di illecita concorrenza e violenza privata aggravati dal metodo mafioso.

“Gina Cetrone e il marito si sono rivelati i soggetti scaltri e pericolosi che non hanno avuto alcuno scrupolo nel ricorrere in diverse occasioni ai Di Silvio per inibire e condizionare l’attività imprenditoriale di un concorrente e per interferire sull’andamento della campagna elettorale”. Lo riporta il gip, Antonella Minunni, nell’ordinanza cautelare.

Le indagini sono il risultato degli approfondimenti che la Squadra mobile sta conducendo, sotto il coordinamento della Dda diretta dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino, sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese e Agostino Riccardo.

Oltre a Gina Cetrone sono finiti in manette Armando, Gianluca e Samuele Di Silvio e Umberto Pagliaroli. I fatti risalgono alla primavere del 2016. Seconda l’accusa nell’aprile di quell’anno la donna insieme al marito, come creditori di un imprenditore di origini abruzzesi, in relazione a forniture di vetro effettuate dalla società a loro riconducibile Vetritalia srl, hanno richiesto l’intervento di Samuele e Gianluca Di Silvio e di Agostino Riccardo per la riscossione del credito, previa autorizzazione di Armando Di Silvio detto ’Lalla’, capo dell’associazione.

Cetrone insieme al marito, sempre secondo quanto ricostruito nelle indagini coordinate dalla Dda di Roma, dopo aver convocato l’imprenditore presso la loro abitazione gli avrebbero richiesto il pagamento immediato della somma dovuta, impedendogli di andare via a bordo della sua auto. La coppia avrebbe costretto l’uomo ad attendere l’arrivo di Agostino Riccardo, Samuele Di Silvio e Gianluca Di Silvio che una volta sul posto lo hanno minacciato, prospettando implicitamente conseguenze e ritorsioni violente nei suoi confronti e verso i suoi beni. Questi ultimi avrebbero costretto poi l’imprenditore a recarsi il giorno dopo in Banca, sotto la loro stretta sorveglianza e di quella di Pagliaroli che lo attendevano fuori dall’istituto bancario e ad effettuare un bonifico di 15mila euro a favore della società e a consegnare ’per il disturbo’ 600 euro.

Armando Di Silvio, attualmente in carcere per il procedimento ’Alba Pontina’ “si conferma capo e promotore dell’associazione e ha una caratura criminale davvero eccezionale – si legge nel provvedimento – E’ lui che risolve le questioni sorte all’interno della consorteria, che decide la ripartizione dei profitti illeciti, anche nelle estorsioni in esame. Rappresenta il punto di riferimento per tutti, colui che dice la prima ed ultima parola su ogni questione così come nei patti che l’organizzazione criminale stipula con esponenti politici”. Nell’ordinanza i figli di Armando, Gianluca e Samuele, vengono definiti “pericolosi, scaltri, spregiudicati e senza scrupoli”.

Dalle indagini sono emersi anche presunti illeciti connessi alle elezioni elettorali nella provincia di Latina. Secondo quanto ricostruito Agostino Riccardo e Renato Pugliese, proprio su indicazione della Cetrone e del marito, avrebbero costretto addetti al servizio di affissione dei manifesti elettorali di altri candidati alle elezioni comunali di Terracina del giugno 2016 ad omettere la copertura dei manifesti della stessa Cetrone costringendoli ad affiggere i propri manifesti solo in spazi e luoghi determinati in modo che i suoi manifesti fossero più visibili. L’ex consigliere regionale Pdl e il marito, come riportato nell’ordinanza, avevano allacciato un accordo con il clan Di Silvio che, in cambio di un contributo di 25mila euro, si sarebbe attivato affinché la candidatura della donna a sindaco di Terracina (con la lista ’Sì, cambia’) avesse il massimo della visibilità alle elezioni. Visibilità da ottenere “tramite affissione anche abusiva” dei manifesti elettorali di Cetrone “a scapito di quelli degli altri candidati”. Nel provvedimento cautelare si fa riferimento all’episodio di violenza messo in atto ai danni di addetti al servizio di affissione. “Fateve il lavoro vostro e noi ci famo il nostro… non mi coprite Gina Cetrone sennò succede un casino”, è la frase di Riccardo Agostino, poi collaboratore di giustizia, confermata in un interrogatorio del 16 luglio 2018.

“Gina Cetrone? Non so chi sia. Sarà qualcuna che si è avvicinata al nostro movimento. Magari che collaborava con i ragazzi del territorio in questa fase pionieristica. Ma a Roma non risulta che come direzione si sia mai affrontato tema di sue nomine e neppure risulta totalmente formalizzato il suo iter di iscrizione al movimento dai tabulati informatici. Io non ricordo di averci mai parlato, anche se può essere successo a qualche incontro di gruppo in Lazio. Aggiungerei che i fatti contestati risalgono al 2016 quando di certo non avevo alcuna idea neppure di costituire Cambiamo!’’. Lo dice all’Adnkronos il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, leader di ’Cambiamo!’, commentando l’arresto dell’ex consigliera regionale del Lazio.

“La Taverna, nonostante le nostre smentite, si ostina a legare in modo strumentale l’ex consigliera del Lazio Cetrone al nostro movimento Cambiamo, con il solo scopo di infangarci, l’unica cosa che riesce ancora al M5S (oltre a perdere le elezioni, cosa in cui sono maestri). Vabbè, ai Grillini scollegati con la realtà (ed evidentemente incapaci di leggere i comunicati stampa e le agenzie) siamo abituati”, ha scritto in serata Toti su Facebook. “Ma – aggiunge – sulla doppia morale dei 5 Stelle, se non fosse tragica, ci sarebbe da morire dal ridere: ma a Roma chi governa? Quanti sono gli inquisiti? Quanti avvisi di garanzia sono arrivati nel ’Movimento dell’onestà’ gridata in tutte le piazze (ma rimasta spesso solo lì)? Le risposte sono arrivate alle urne, dove loro sono praticamente scomparsi dallo scenario politico. Forse la Taverna oltre a non saper leggere, non sa neppure contare!”.

Pestato e ridotto in coma per 30 euro

(Giorgia Sodaro) – Ci sarebbe un debito di droga non saldato ammontante a circa 30 euro dietro la violentissima aggressione avvenuta, in via Frascati, a Rocca di Papa la notte tra il 27 e il 28 gennaio scorsi. E’ questa l’ipotesi al vaglio dei carabinieri di Rocca di Papa che poche ore dopo l’aggressione, ieri sera, sono riusciti a rintracciare il presunto responsabile: si tratta di un 29enne di Rocca di Papa con precedenti per droga, che è stato fermato e trasferito nel carcere di Velletri. A casa sua, nel corso di una perquisizione, sono stati trovati circa 30 grammi di marijuana.

La vittima è un 34enne, anche con lui con qualche precedente per droga, che è in coma farmacologico all’ospedale Umberto I, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per un ematoma alla testa. Al momento sembra che si sia trattato di un pestaggio e non sono stati trovati oggetti usati per colpire il 34enne ma sono ancora in corso le indagini. Il 29enne in carcere dovrà rispondere di tentato omicidio.

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30 Gennaio 2020