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Migranti, via libera a missione in Libia

cms_6839/Nave_guardiacostiera_fg.jpgDisco verde del Consiglio dei ministri alla delibera per la missione di supporto alla Guardia costiera richiesta dalle autorità libiche.

La missione è “un passo in avanti nel contributo italiano alla capacità delle autorità libiche di condurre la loro iniziativa contro gli scafisti e rafforzare la capacità di controllo delle frontiere e del territorio nazionale” ha detto Paolo Gentiloni al termine del Cdm. “E’ un pezzo di percorso di stabilizzazione della Libia al quale l’Italia è particolarmente affezionata”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.

La missione è un “contributo alla sovranità libica non un’iniziativa contro la sovranità libica” ha chiarito il premier. Non si tratta di “un enorme invio di grandi flotte e squadriglie di aerei. Stiamo parlando di una richiesta cui abbiamo aderito di supporto alla Guardia costiera libica”.

L’Italia è “impegnata da anni” nel processo di stabilizzazione della Libia, ha aggiunto Gentiloni, “non solo sostenendo l’azione della Guardia costiera libica, ma in molti altri settori di collaborazione economica e con la formazione e l’assistenza”. “Non sfugge a nessuno che questo può rafforzare la capacità della Guardia costiera libica e dare un contributo molto rilevante a contrastare l’azione dei mercanti di essere umani e governare i flussi verso il nostro Paese”, ha sottolineato il presidente del Consiglio.

GOVERNO SERRAJ – “Il Consiglio presidenziale libico ha chiesto al governo italiano solo supporto logistico e tecnico per la Guardia costiera libica” ha dichiarato il ministero degli Esteri e della Cooperazione internazionale del governo di concordia nazionale libico, come riferisce l’agenzia di stampa libica ’Lana’.

In una nota diffusa ieri, il presidente del Consiglio presidenziale del governo di concordia nazionale libico Fayez al-Serraj ha smentito le notizie secondo cui la Libia avrebbe chiesto all’Italia aiuto navale in acque libiche contro i trafficanti. Oggi il ministero degli Esteri libico precisa che l’aiuto richiesto all’Italia ha lo scopo di “contribuire ad impedire l’afflusso di migranti e il traffico” di esseri umani, così come “a salvare le loro vite”.

“Questa misura potrebbe richiedere la presenza di alcune unità navali italiane che operino nel porto di Tripoli solo a questo scopo e se vi fosse la necessità”, ha spiegato il ministero in una nota, sottolineando che “non sarà autorizzato alcun intervento di questo genere senza permesso e senza coordinamento con le autorità libiche all’interno del territorio e delle acque regionali libiche”.

Giornalista Rai Carlo Paris ferito a Gerusalemme

cms_6839/carlo_paris_stopimm.jpgCarlo Paris, corrispondente della Rai da Gerusalemme, è stato ferito, durante gli scontri di oggi fra polizia israeliana e manifestanti palestinesi da una granata flashbang (un ordigno assordante e accecante ma non letale) proveniente dallo schieramento di polizia, che gli ha provocato un’ustione a una gamba.

Il direttore generale della Rai, Mario Orfeo, ha chiamato Paris per sincerarsi delle sue condizioni e di quelle dell’operatore e della producer coinvolti. Tutti e tre sono stati ricoverati in ospedale ma sia Paris sia l’operatore israeliano sono stati dimessi, mentre la producer palestinese sarebbe ancora ricoverata.

Orfeo ha espresso a Paris i suoi auguri di pronta guarigione e, riferisce viale Mazzini in una nota, “l’apprezzamento per il racconto che la Rai sta mettendo in campo sulla nuova crisi in Terra Santa”.

Lo stesso Paris ha raccontato quanto accadutogli nel suo servizio trasmesso dal Tg3 delle ore 19. Al termine del servizio, dopo aver dato conto della giornata di tensione e scontri, sulle immagini che lo mostravano colpito insieme alla sua troupe, Paris ha riassunto così l’accaduto: “Nel corso di una carica della polizia, nei pressi della Porta dei Leoni, contro giovani palestinesi, alcune granate stordenti, quelle che servono per disperdere la folla ma che in realtà possono provocare anche seri danni, hanno colpito la nostra troupe. Due ricoverati per ustioni, la producer ha avuto la peggio con 10 punti di sutura”.

Capitali all’estero, in arrivo proroga

cms_6839/euro1_banconote_FTG.jpgIn arrivo la proroga al 30 settembre per la voluntary disclosure bis. Il Dpcm è stato firmato questa sera dal presidente del Consiglio.

Il termine per la regolarizzazione dei capitali detenuti all’estero era precedentemente fissato al 31 luglio. Chi aderisce alla voluntary disclosure bis può detrarre le imposte pagate all’estero a titolo definitivo relative a redditi di lavoro dipendente e autonomo, in caso di omessa presentazione della dichiarazione o di omessa indicazione dei citati redditi esteri. Si tratta di quei casi in cui il contribuente non ha presentato la dichiarazione dei redditi in Italia, ma ha correttamente adempiuto agli obblighi fiscali nel Paese dove ha svolto attività lavorativa.

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29 Luglio 2017