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Miracolo a Mantova

Ogni nascita è di per sé un vero e proprio miracolo. Per questo vale la pena raccontare un episodio ancor più miracoloso, riportato alla luce dalla Gazzetta di Mantova, avvenuto giovedì 14 giugno all’ospedale Carlo Poma di Mantova. Una mamma di 33 anni, dopo tre mesi di coma, è riuscita a partorire la sua bambina, dopo 8 mesi di gravidanza. La donna, infatti, era stata ricoverata due mesi fa presso l’ospedale Pieve di Corino per un arresto cardiaco, che le aveva causato un’encefalopatia post anossica. Quest’ultima, provocata dalla mancanza di ossigeno nel cervello, aveva fatto sprofondare la donna in coma. A tratti riusciva ad aprire gli occhi, ma era del tutto incosciente della sua situazione, non riuscendo nemmeno a parlare. Al Pieve di Corino era avvenuta la riabilitazione dall’encefalopatia, prima di essere trasferita a fine maggio al Carlo Poma, dove era iniziato un intensivo monitoraggio delle condizioni della sua gravidanza, portato avanti fino al parto. Ed è stato così che un’équipe di 30 medici, guidata dal ginecologo Giampaolo Grisolia, è intervenuta con un parto cesareo, anticipando i tempi per salvaguardare le condizioni della donna e della bambina. La neonata per precauzione è stata ricoverata in terapia intensiva. Fortunatamente la piccola è nata in ottime condizioni, mentre peggiorano quelle della madre, che è rimasta in terapia intensiva.

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Le dichiarazioni del direttore del Poma rimarcano ancor di più l’impegno dell’équipe nell’aiutare la mamma a portare avanti la gravidanza, con tutti i controlli e il supporto necessario: “La neonata è ricoverata nella struttura di Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale di Mantova, e presenta un peso adeguato per la sua età gestazionale. E’ assistita dal punto di vista respiratorio ed è in condizioni stabili, relativamente alla sua prematurità. Per la complessità e delicatezza del caso è stata creata una équipe multidisciplinare che ha visto, sotto la supervisione della direzione sanitaria, la collaborazione degli specialisti di ostetricia e ginecologia, Terapia intensiva neonatale, riabilitazione, nutrizione clinica, terapia intensiva anestesia e rianimazione, fisiatria, otorinolaringoiatria, cardiologia. Si è trattato di un intervento straordinario, reso possibile grazie al lavoro di squadra e all’alta professionalità di tutti gli operatori coinvolti”.

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Inoltre, durante l’intervento è stata eseguita un’anestesia spinale, molto più sicura di quella totale quando vengono effettuati interventi al di sotto dell’ombelico. Questo tipo di anestesia, agendo per lo più nella zona lombare, lascia in preda al dolore la parte superiore del corpo sottoposto a intervento. Ma, nonostante la donna a tratti riaprisse gli occhi, i medici pensano che non fosse del tutto cosciente del parto avvenuto.

Data:

16 Giugno 2018