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MISSIONE EUROPEA “ASPIDES”: ITALIA, FRANCIA, GERMANIA E GRECIA NEL MAR ROSSO

La libertà di navigazione è un diritto da tutelare a livello internazionale, prescindendo da ragioni politiche o economiche. Questo il principio posto alla base della nuova missione militare “Aspides”, promossa e approvata dall’Unione Europea lo scorso 19 febbraio, fortemente sostenuta proprio dall’Italia che ieri, in Parlamento, ha deliberato l’autorizzazione definitiva. Si tratta di una risposta europea alle ripetute violazioni concretizzate costantemente dai ribelli Houthi, annidati nello Stato dello Yemen, che quotidianamente mettono a repentaglio non solo la libertà, ma la sicurezza dei trasporti, generando ripercussioni economiche dovute al mancato o difficoltoso transito delle navi commerciali da e per il mar Rosso. È stata fortemente sottolineata la natura difensiva dell’operazione, che in nessun caso prevederà attacchi diretti via terra; una garanzia che giunge anche dalle parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani che, dopo aver incassato una larga maggioranza in Parlamento, ne ha definito il carattere, nè “preventivo”, né “offensivo”, coniando invece la dizione di “autodifesa estesa” tesa a “neutralizzare attacchi con risposte necessarie e proporzionate e sempre in mare e nello spazio aereo”.

“Aspides” durerà almeno un anno, con possibilità di ulteriori rinnovi al termine, dietro valutazione delle nuove circostanze e sempre dietro autorizzazione del Consiglio Ue. Il comando al momento sarà greco: la base operativa verrà dislocata nella città di Larissa, in Grecia, agli ordini diretti del commodoro Vasilios Griparis, mentre l’Italia comanderà la forza in mare, per mezzo del contrammiraglio Stefano Costantino a bordo di Nave Caio Duilio. La forza complessiva è al momento costituita da 4 unità, una greca, una italiana, una francese e una tedesca, un numero cospicuo che fa riflettere sul reale interessamento europeo in merito, nonché sulla reale unione politica dei 27, a fronte del diniego secco di Spagna e Irlanda all’invio di uomini o mezzi, e al generico sostegno giunto invece da Belgio o Romania. Quel che è certo sono i diretti interessi economici italiani, in specie quei 6 miliardi di esportazioni che transitano proprio dal mar Rosso. Oltre alla neocostituita “Aspides”, in quelle zone insistono già diverse altre missioni a protezione del traffico marittimo, tra cui “Atalanta” e “Agenor” col solo riferimento all’ impegno europeo. Nonostante le dovute differenziazioni quanto ad obiettivi, diverse navi europee pattugliano quelle acque e infondono sicurezza, prescindendo da altre missioni di carattere internazionale, tra cui la recente “Prosperity Guardian” a firma statunitense che dispone, ad esempio, anche di regole d’ingaggio totalmente differenti, con previsione anche di attacchi diretti in territorio yemenita.

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La citata Nave Caio Duilio, già in forza alla missione “Atalanta”, verrà quindi impiegata in “Aspides”, divenendo una base operativa. Il cacciatorpediniere è recentissimamente balzato agli onori della cronaca per aver abbattuto, lo scorso sabato, un drone degli Houthi, colpendolo in aria ad una distanza di 6 km e dando concreta riprova di professionalità e operatività. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha qualificato gli attacchi dei ribelli Houthi “una grave violazione del diritto internazionale e un attentato alla sicurezza dei traffici marittimi”, che richiede un intervento diretto dell’Italia, anche a difesa dei propri interessi economici, che però non può farcela da sola: è necessario, infatti, “coordinarsi con gli alleati, partendo dall’Europa”.

Data:

7 Marzo 2024