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Mosca, rientra l’allarme bomba

cms_7192/polizia_russia_afp.jpgLe minacce di bombe in luoghi pubblici di Mosca si stanno rivelando false, come in tutte le altre città della Russia interessate dalla catena di telefonate anonime in questi ultimi giorni, ha reso noto una fonte dei servizi di emergenza alla Tass. “Al momento sono state completate le perquisizioni in cinque siti in cui l’allarme non è stato confermato dai fatti”, ha precisato la fonte. Ma le perquisizioni sono ancora in corso in diversi punti. Fra i siti minacciati, tre stazioni, due università, la Piazza rossa e i grandi magazzini Gum che vi si affacciano.

Nel giro di qualche ora, sono arrivate più di cento telefonate di avvertimento solo a Mosca, ha precisato una fonte del ministero delle emergenze sottolineando che i servizi di emergenza rimangono in allerta e proseguono le perquisizioni. In totale sono state evacuate 50mila persone. Interessati anche tre alberghi, Kosmos, Zvezdnay e Azimut Hotel Olympic.

Le stazioni evacuate sono state Leningradsky, Kazansky e Kievsky. L’allarme di oggi a Mosca segue giorni di emergenze dello stesso tipo in diverse altre città del paese, da Omsk domenica a Ryazan Celabynsk, Ufa, Stavropol, Kopeisk, Perm, Novosibirsk, Ekaterinburg, ha interessato il policlinico di Sechenov e la MGIMO, l’istituto per le relazioni internazionali del ministero degli esteri.

“Controlliamo ogni chiamata. I servizi di emergenza sono stati mobilitati e vengono usati i cani anti esplosivo per cercare di localizzare le bombe“, ha spiegato una fonte. Le telefonate di minaccia sono arrivate quasi simultaneamente e proseguono. “Potrebbe essere solo terrorismo telefonico e niente di più, ma bisogna controllare“, ha aggiunto la fonte.

Migranti, Juncker: “L’Italia salva l’onore dell’Europa”

cms_7192/juncker_strasburgo_afp.jpg“Non posso parlare di migrazioni senza rendere un omaggio sentito all’Italia, per la sua generosità e la sua tenacia. La Commissione quest’estate ha lavorato in piena armonia con il primo ministro italiano, il mio amico Paolo Gentiloni, e con il suo governo. Continueremo a farlo, perché l’Italia nel Mediterraneo salva l’onore dell’Europa“. Lo afferma il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, oggi a Strasburgo durante il discorso sullo Stato dell’Unione.

Sempre a proposito di migranti, il presidente della Commissione Europea dice: “Lavoreremo per aprire percorsi legali” per migrare nell’Ue, anche perché “le migrazioni irregolari si fermeranno solo se ci sarà una vera alternativa ad un viaggio pericoloso”. “Siamo vicini al punto – aggiunge – in cui avremo reinsediato 22mila rifugiati dalla Turchia, dalla Giordania e dal Libano: sostengo la richiesta fatta dall’Alto commissario Filippo Grandi, perché vengano reinsediati altri 40mila rifugiati dalla Libia e dai Paesi circostanti”. “Nello stesso tempo – nota – la migrazione legale è necessaria per l’Europa, che è un continente che invecchia. E’ per questo che la Commissione ha avanzato proposte per rendere più facile per i migranti qualificati arrivare in Europa con la Blue Card”.

Su Twitter il premier Paolo Gentiloni commenta le dichiarazioni sull’Italia del presidente della Commissione: “Grazie a @JunckerEU per le sue parole sull’immigrazione e per l’alto profilo europeista del suo discorso sullo stato dell’UE”.

“E’ importante che tutti comprendano, come ha compreso la Commissione europea e diversi Paesi dell’Unione, che il fenomeno migratorio non è soltanto un problema di Malta, dell’Italia o della Grecia, ma è un problema complessivo dell’Europa”. Questo il commento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo l’incontro con l’omologa di Malta, Marie Louise Coleiro Preca.

VACCINI – Il presidente della Commissione Europea richiama però l’Italia sui vaccini: “E’ inaccettabile che in Europa bambini muoiano di malattie che dovrebbero essere state eradicate da tempo. I bambini in Romania e in Italia – sottolinea – devono avere lo stesso accesso ai vaccini contro il morbillo che hanno i loro coetanei in altri Paesi europei”. “Non ci devono essere morti evitabili in Europa”, continua. I bambini di Italia e Romania, ha poi aggiunto Juncker, devono avere lo stesso accesso ai vaccini contro il morbillo che hanno i loro coetanei europei, “senza se e senza ma. E’ per questo stiamo lavorando con tutti gli Stati membri per sostenere gli sforzi fatti per le vaccinazioni a livello nazionale. In un’Unione di eguali, non possono esserci cittadini di serie B”, ha concluso.

UE – Parlando dell’Ue, Juncker dice: “Il vento è tornato nelle vele dell’Europa. Abbiamo ora una finestra di opportunità – sottolinea – ma non rimarrà aperta per sempre. Sfruttiamola e catturiamo il vento con le nostre vele”. “Serve un ministro europeo dell’Economia e delle Finanze per promuovere le riforme negli Stati membri”, continua. “Il ministro – spiega – dovrebbe coordinare tutti gli strumenti di finanziamento dell’Ue e intervenire” nei casi di crisi. “Non penso ad una nuova carica: per ragioni di efficienza, il commissario europeo agli Affari economici e finanziari – osserva – può svolgere questo ruolo, presiedendo anche l’Eurogruppo”.

“Più democrazia – afferma – vuol dire più efficacia: l’Ue guadagnerebbe forza se potessimo fondere le due presidenze, Commissione e Consiglio. Il paesaggio europeo sarebbe più leggibile con un solo capitano alla guida della nave. Avere un solo presidente rifletterebbe meglio la vera natura della nostra Ue come unione di Stati e di cittadini”.

Per il presidente della Commissione Europea ci sarebbe bisogno di “un Fondo Monetario Europeo ancorato nel diritto Ue. Presenteremo una proposta – annuncia – in dicembre a questo fine”.

INVESTIMENTI – In arrivo ci sono nuove regole sugli investimenti di Paesi terzi. “Oggi proponiamo – si legge nella versione ufficiale scritta del discorso di Juncker – un nuovo quadro Ue per l’esame degli investimenti. Se una società estera, a controllo pubblico, vuole acquisire un porto europeo, una parte della nostra infrastruttura energetica o un’impresa della difesa, questo deve succedere solo nella trasparenza, con un esame e un dibattito”. “E’ responsabilità della politica sapere che cosa succede in casa nostra, in modo da poter proteggere la nostra sicurezza collettiva, in caso di bisogno. Non siamo fautori ingenui del libero scambio”, nota.

EURO – Riguardo alla moneta unica, Juncker ha detto: “Se vogliamo che l’euro unisca il nostro continente, invece di dividerlo, allora dovrebbe essere più che la valuta di un gruppo selezionato di Paesi. L’euro è concepito per essere la moneta unica dell’Ue nel suo insieme: tutti i Paesi dell’Ue, a parte due (Regno Unito e Danimarca, ndr), hanno il diritto e dovrebbero entrare nell’euro, una volta che le condizioni saranno rispettate”. “Gli Stati membri che vogliono aderire all’euro devono poterlo fare. E’ per questo che propongo di creare uno strumento per entrare nell’euro (Euro-accession Instrument, ndr), che offra loro assistenza tecnica e anche finanziaria”, annuncia.

AUTO – A proposito di auto e dei recenti scandali, Juncker afferma: “Sono orgoglioso della nostra industria automobilistica, ma resto scioccato quando i consumatori vengono consapevolmente e deliberatamente ingannati. Invito l’industria automobilistica a correggere il tiro. Invece di cercare scappatoie, dovrebbero investire nelle auto pulite del futuro”.

TERRORISMO – “Ritengo che ci siano buone ragioni per affidare al nuovo procuratore europeo (European Public Prosecutor’s Office, Eppo nel gergo comunitario, ndr) il compito di perseguire i reati transfrontalieri legati al terrorismo”, ha poi sottolineato il presidente della Commissione Europea.

L’Ue, ha aggiunto, “deve essere più forte nella lotta al terrorismo. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto dei progressi reali. Ma ci mancano ancora i mezzi per agire rapidamente nel caso delle minacce terroristiche transfrontaliere. Per questo propongo che venga creata un’unità di intelligence europea, che assicuri che i dati che riguardano i terroristi e i foreign fighters vengano condivisi automaticamente tra i servizi di sicurezza e con le polizie”.

Social arabi contro Apple: “iPhone X discrimina il velo”

cms_7192/donne_velo_xin-kS6--1280x960@Web.jpgMusulmani integralisti sul piede di guerra contro Apple. A scatenare la polemica sui social media arabi in queste ore è il Face ID, il sistema di riconoscimento facciale del nuovo iPhone X, presentato ieri da Cupertino. Dopo il flop del mancato funzionamento del sistema durante l’evento di lancio del nuovo smartphone, dotato di uno scanner per il riconoscimento del viso 3-D per sbloccare il dispositivo, sono in molti ora a criticare aspramente sul web l’ultima trovata tecnologica, sostenendo che discriminerebbe le musulmane.

Secondo alcuni utenti, le donne che indossano in pubblico il ’niqab’, il velo islamico che lascia scoperti soltanto gli occhi, non possono utilizzare il nuovo telefonino. In poco tempo sono fioccati centinaia di tweet sul tema. L’hashtag lanciato dai promotori della campagna anti-iPhone X (tradotto in italiano #apple_bandisce_ilniqab) è rimasto a lungo trend topic sui social media in diversi paesi arabi.

E’ una guerra contro le donne che applicano la legge islamica“, è uno dei commenti apparsi su Twitter, mentre un’utente da Birmingham si dice “scioccata”. “Volevo l’iPhone X – spiega – ma come faccio a sbloccarlo quando indosso un niqab?”. “Mia madre indossa un niqab. Dubito che possa apprezzare l’iPhone X”, evidenzia ’Faisal Al Saai’‏, mentre altri utenti criticano la campagna anti-Apple definendola un’ “iniziativa idiota”.

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13 Settembre 2017