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Moscovici: “In Europa piccoli Mussolini”

Moscovici: “In Europa piccoli Mussolini”

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L’Italia rappresenta “un problema” per l’eurozona. E’ l’allarme lanciato dal commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici in una conferenza stampa a Parigi, nel corso della quale ha sollecitato il nostro Paese a presentare “una legge di bilancio credibile”. “C’è un problema, che è l’Italia – ha affermato Moscovici – Ed è proprio l’Italia il tema su cui voglio concentrarmi prima di tutto”. “L’Italia – ha spiegato Moscovici – ha bisogno di riforme alla sua economia. Fermare le riforme e stampare moneta non è quello che salverà l’Italia”.

Pierre Moscovici “per la prima volta ha paura” davanti all’ondata populista che sta travolgendo l’Europa, “non c’è Hitler, ma dei piccoli Mussolini” ha scandito all’indomani del discorso sullo stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker. A 250 giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento, il commissario europeo agli Affari economici e monetari ne ha parlato “senza dubbio come le più decisive da quelle del 1979”, che furono le prime. “Quando dico che ho paura”, ha detto, è pensando agli anni Trenta del Novecento. “Non c’è Hilter”, ma se ci sono “dei piccoli Mussolini è da verificare”, ha sottolineato Moscovici, in un’allusione neanche troppo velata a Matteo Salvini, “il più nazionalista” dei ministro degli Interni, “in un momento in cui il suo Paese avrebbe più che bisogno della solidarietà europea”.

L’Italia rappresenta “un problema” per l’eurozona. E’ l’allarme lanciato dal commissario europeo agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici in una conferenza stampa a Parigi, nel corso della quale ha sollecitato il nostro Paese a presentare “una legge di bilancio credibile”. “C’è un problema, che è l’Italia – ha affermato Moscovici – Ed è proprio l’Italia il tema su cui voglio concentrarmi prima di tutto”. “L’Italia – ha spiegato Moscovici – ha bisogno di riforme alla sua economia. Fermare le riforme e stampare moneta non è quello che salverà l’Italia”.

Pierre Moscovici “per la prima volta ha paura” davanti all’ondata populista che sta travolgendo l’Europa, “non c’è Hitler, ma dei piccoli Mussolini” ha scandito all’indomani del discorso sullo stato dell’Unione di Jean-Claude Juncker. A 250 giorni dalle elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento, il commissario europeo agli Affari economici e monetari ne ha parlato “senza dubbio come le più decisive da quelle del 1979”, che furono le prime. “Quando dico che ho paura”, ha detto, è pensando agli anni Trenta del Novecento. “Non c’è Hilter”, ma se ci sono “dei piccoli Mussolini è da verificare”, ha sottolineato Moscovici, in un’allusione neanche troppo velata a Matteo Salvini, “il più nazionalista” dei ministro degli Interni, “in un momento in cui il suo Paese avrebbe più che bisogno della solidarietà europea”.

Macron lancia reddito universale contro povertà

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Con una legge nel 2020, creeremo un reddito universale per consentire a tutti di vivere decentemente“. E’ quanto ha annunciato oggi il presidente francese Emmanuel Macron, spiegando che questa misura sarà “universale, perché tutti possono rivendicarla non appena il proprio reddito scenderà al di sotto di una certa soglia“.

Sarà “semplice, equo e trasparente– ha detto – uniremo il maggior numero di benefici sociali per fornire finalmente una risposta unica per garantire che le persone vivano con dignità. Si tratta di far tornare le persone al lavoro”.

Il capo dell’Eliseo ha quindi sottolineato che questa forma di aiuto sarà un “contratto di impegno e di responsabilità reciproca“. Sarà accompagnato da “diritti e doveri ulteriori”. Ogni destinatario si iscriverà a un “percorso di inserimento in cui sarà impossibile rifiutare più di 2 offerte di lavoro ragionevoli”, ha aggiunto Macron.

Per combattere la povertà Macron lancia un piano da 8 miliardi in quattro anni. Le principali misure riguardano l’infanzia e l’accesso all’occupazione. In un discorso di oltre un’ora presso il Musée de l’Homme di Parigi, il capo dell’Eliseo ha dettagliato una “strategia nazionale di prevenzione e lotta alla povertà”, con cui intende “eliminare le disuguaglianze del destino che si perpetuano di generazione in generazione” e consentire alle persone di “uscire dall’indigenza”. Nel 2016, la Francia aveva 8,8 milioni di poveri, ovvero il 14% della popolazione, secondo l’Istituto Statistico Nazionale Francese (Insee). Un tasso che sale al 19,8% per i minori di 18 anni. “Essere poveri non deve più essere un’eredità: oggi servono 180 anni a un bambino povero affinché qualche suo discendente acceda alla classe media”, ha detto Macron che, citando un’espressione di Saint-Exupery nel suo romanzo Terre des Hommes, ha aggiunto: “Quando impediamo a un bambino di diventare ciò che vuole, è Mozart che assassiniamo”.

Partendo con un tributo alle associazioni che lottano contro la povertà, il presidente è rapidamente entrato nel vivo della strategia, che prevede due pilasti fondamentali: quello dell’obbligo scolastico fino a 18 anni e il reinserimento nel mercato del lavoro per i giovani e non solo, attraverso il trasferimento del Revenu de solidarité active e altri aiuti sociali nel “reddito universale di base“. In particolare il capo dell’Eliseo vuole “accesso universale” alla mensa per i bambini più svantaggiati “prevedendo pasti a un euro” nelle piccole città e nei quartieri più svantaggiati del Paese. “Il cibo è un diritto fondamentale dei bambini che può a malapena essere garantito”, ha detto il capo dello Stato, desiderando “l’accesso alla mensa più universale” con “pasti a un euro” e colazione proposta nelle scuole “per garantire che tutti i bambini inizino la giornata nelle stesse condizioni”.

Attualmente, più di un francese su due con redditi mensili inferiori a 1.200 euro ha riferito di avere difficoltà a pagare per la mensa dei propri figli, e quasi uno su due (48%) ha difficoltà ad acquistare cibo. Un totale di 50 milioni di euro saranno spesi per il benessere dei bambini. Un fondo per l’innovazione sociale da 100 milioni di euro diffonderà nuovi metodi di apprendimento in tutto il paese. Per i giovani, l’obbligo di formazione aumenterà da 16 a 18 anni. Risorse aggiuntive saranno messe a disposizione per identificare gli abbandoni nel sistema scolastico e offrire una formazione. Inoltre, lo schema di “garanzia per i giovani”, per i ragazzi dai 16 ai 25 anni, sarà esteso a “500.000 giovani prima della fine del quinquennio”, rispetto ai 100.000 attuali.

Siria, forze curde: “Catturato combattente italiano dell’Isis”

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L’Unità di Protezione Popolare (Ygp), milizia della regione a maggioranza curda nel nord della Siria, rende noto di aver catturato “il 27 agosto un membro dell’Is chiamato Semir Bogana, un cittadino italiano noto anche come Abu Hureyre al-Muhajir o Abu Abdullah al-Muhajir”. In un tweet i miliziani curdi alleati degli Stati Uniti nella lotta allo Stato Islamico precisano che l’uomo “è stato catturato nell’ambito di un’operazione speciale condotta dalle nostre unità anti-terrorismo”.

Bogana viene descritto come una figura di spicco dell’Is, responsabile del trasferimento di armi. “Molti dettagli sull’organizzazione terroristica e sulle sue relazioni esterne sono state ottenute con la cattura di questo mercenario”, prosegue il comunicato del miliziani curdo-siriani che hanno catturato l’uomo alla fine di agosto mentre stava tentando di fuggire in Turchia.

Migranti, c’è l’accordo Italia-Germania

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La Germania ha finalizzato l’accordo con l’Italia sui migrantiche prevede il respingimento al confine tedesco di quanti abbiano già fatto domanda di asilo nel nostro paese. Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Interno tedesco, Horst Seehofer. “L’accordo con l’Italia è chiuso. Mancano solo due firme, quella del collega italiano e la mia”, ha affermato il ministro tedesco, intervenendo al Bundestag. La Germania ha già siglato intese sui migranti con Portogallo, Spagna e Grecia.

L’accordo potrebbe essere firmato domani, probabilmente a Vienna, a margine di una riunione dei ministri degli Interni dell’Unione Europea. Per il governo italiano l’intesa deve prevedere un ’saldo zero’ per il nostro Paese, nel senso che il numero dei migranti respinti al confine dovrà essere pari a quello dei profughi che l’Italia potrà redistribuire, condividendo così l’onere degli sbarchi sulle coste italiane.

Filippine, milioni in fuga dal tifone

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Il governo delle Filippine ha chiesto a milioni di persone di lasciare le loro case in vista dell’arrivo del tifone Mangkhut che sta accumulando forza, con raffiche di vento di 205 chilometri l’ora e il cui arrivo sulle coste della provincia di Cagayan è previsto per sabato. La pre evacuazione sarà gestita dalle autorità locali con l’aiuto di soldati e polizia a partire da questa sera.

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14 Settembre 2018