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MUSELLARO (ABRUZZO)

Il borgo di Musellaro non è fra i più famosi d’Abruzzo, eppure possiede un fascino che lo rende interessante al visitatore. Per gran parte desta in stato di abbandono, con crolli continui, proprio nel punto che guarda la vallata.

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Siamo in provincia di Pescara e il borgo fa parte del comune di Bolognano. Si trova nelle strette vicinanze del fiume Orta e da una sua frazione si arriva presso la Valle del Luco, luogo famoso per le rapide di Santa Lucia. Il borgo è composto da una parte più antica, più degradata, e una più moderna.

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La storia del borgo è legata a quella di Bolognano e viene fatta risalire all’epoca romana. Di questo periodo storico restano iscrizioni su una pietra incastonata alla base della seconda colonna della Chiesa di Santa Maria del Balzo, oltre a una posizionata nelle mura del palazzo dei Baroni Tabassi, ultimi signori di Musellaro. Successivamente divenne un insediamento longobardo, prima di essere assoggettato all’Abbazia di San Clemente a Casauria. Nel 1928 divenne una proprietà di Bolognano.

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Nella parte antica ci sono case in pietra e costruzioni a secco, lentamente abbandonate da una popolazione che è emigrata nel resto della penisola o nel mondo. È una costante: gli abitanti continuano a scendere e il paese si sta spopolando. Quelle stesse rovine sono state rimangiate dalla natura e le scosse di terremoto, anche recenti, hanno contribuito alla formazione di crepe mai sanate. I crolli sono stati inevitabili e questo blocco distrutto, da lontano, somiglia a una macchia di tumore sul paese.

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Nel lato abbandonato si riconosce un complesso più grande rispetto al contesto: è il Castello di Musellaro. Nella fattispecie è un palazzo baronale, dotato di mura difensive. Esso si affaccia sulla valle ed era collegato col ponte del Luco, che univa Musellaro alla frazione di San Tommaso e quindi a Caramanico. Esso è formato da tre corpi con destinazioni d’uso diverse. Nella parte occidentale sorge il Palazzo Tabassi, con una pianta rettangolare. In un lato del paese si trova la Cappella del Crocifisso, dalla storia singolare. Fu salvato dalla distruzione iconoclasta dei musulmani e venne portato a Pescara dal Marchese di Monferrato. Allo stesso è stato riconosciuto un miracolo.

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Data:

2 Aprile 2022