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Nato, Trump agli alleati: “Raddoppiate spese militari”

Nato, Trump agli alleati: “Raddoppiate spese militari”

cms_9681/trumpnato_afp.jpgLa Casa Bianca ha confermato che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ai partner della Nato un aumento delle spese annuali per la difesa al 4% del pil, invece dell’attuale 2%. “Durante le sue dichiarazioni oggi al summit Nato, il presidente ha suggerito che i Paesi non solo rispettino il loro impegno a spendere per la difesa il 2% del loro pil, ma che lo aumentino al 4%” ha riferito la portavoce Sarah Sanders dopo la riunione a porte chiuse dei leader dei 29 paesi dell’Alleanza atlantica. “Il presidente Trump vuole che tutti i nostri alleati condividano di più l’onere e, come minimo, adempiano agli obblighi già contratti” ha aggiunto Sanders.

Già nel pomeriggio, Trump – “che ha parlato per primo – ha sollevato non solo la questione che il 2% (del Pil speso per la difesa, ndr) dovrebbe essere raggiunto”, ma “ha alzato l’asticella più in alto, al 4%” aveva raccontato ad un gruppetto di giornalisti bulgari il presidente bulgaro Rumen Radev, secondo quanto riferiva ’Euractiv.com’. Radev ha aggiunto che Trump “è uscito immediatamente” dopo aver pronunciato quella frase.

NATO – Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, intanto ha fatto sapere che “mi focalizzerò su quello che abbiamo concordato e abbiamo concordato il 2%. Cominciamo con questo” obiettivo, per il quale “c’è ancora strada da fare” ha risposto in conferenza stampa, al termine della prima giornata del summit a Bruxelles.

IL TWEET – “A che serve la Nato se la Germania paga alla Russia miliardi di dollari per gas ed energia? Perché solo 5 Paesi su 29 hanno mantenuto le promesse? Gli Usa pagano per la protezione dell’Europa, poi perdono miliardi sul commercio. Devono spendere il 2% del Pil immediatamente, non entro il 2025” ha twittato il presidente Trump. In realtà l’impegno preso in Galles nel 2014 è di spendere il 2% del Pil nella difesa entro il 2024.

Escalation guerra dei dazi

cms_9681/container_shanghai_fg_ipa.jpgGli Stati Uniti stanno definendo l’introduzione di altri dazi contro la Cina. Il rappresentante per il commercio Robert Lighthizer ha anticipato tariffe del dieci per cento su importazioni cinesi per il valore di 200 miliardi di dollari, beni descritti in un elenco di decine di pagine, fra cui ci sono alimenti, sostanze chimiche, minerali, tabacco e componenti di elettronica.

La scorsa settimana sono scattate tariffe del 25 per cento su beni cinesi per 34 miliardi di dollari importati negli Usa e quindi l’immediata risposta, di uguale portata, di Pechino.

LA REAZIONE DI PECHINO – La Cina ha accusato gli Usa di “danneggiare” il mondo dopo l’annuncio dell’introduzione di nuove tariffe. “E’ decisamente inaccettabile che gli Stati Uniti pubblichino elenchi di tariffe con un aggiornamento accelerato. Esprimiamo una solenne protesta. Il comportamento degli Stati Uniti danneggia la Cina, il mondo, e loro stessi”, si legge in una dichiarazione del ministero del Commercio in cui si sollecita anche la comunità internazionale “a salvaguardare le norme del libero commercio e il sistema commerciale multilaterale”.

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Dopo le ultime dagli Stati Uniti i mercati asiatici hanno segnato un pesante ribasso. La Borsa di Tokyo ha lasciato sul terreno l’1,28%, la Borsa di Hong Kong l’1,5%. La nuova escalation costa, in termini di perdite, soprattutto agli indici cinesi: lo Shanghai Composite ha registrato un ribasso dell’1,76%, lo Shenzhen Component ha perso oltre il 2%. La Borsa di Sydney ha lasciato sul terreno a fine seduta lo 0,68%.

Luna di miele Germania-Usa

cms_9681/trump_merk_afp.jpgGermania e Usa, relazioni a gonfie vele. Parola di Merkel e Trump. “Sono molto lieta di avere questa opportunità: abbiamo avuto l’opportunità di avere uno scambio sugli sviluppi economici e su altre materie come le migrazioni e il futuro delle nostre relazioni commerciali. Penso che sia molto importante avere questi scambi perché siamo partner, ottimi partner, e desideriamo continuare a cooperare in futuro” ha detto la cancelliera tedesca al termine di un bilaterale con Trump a Bruxelles, nel corso del vertice Nato.

TRUMP – E anche per il presidente americano le relazioni con Berlino sono positive. “Abbiamo relazioni molto molto buone con la cancelliera. Abbiamo un rapporto fantastico con la Germania” ha detto Trump a Bruxelles. “Hanno avuto un enorme successo e mi sono congratulato. Credo che il nostro commercio aumenterà, un sacco di cose aumenteranno. Vedremo che cosa succederà nei prossimi mesi” ha aggiunto il presidente Usa che, in mattinata, aveva duramente attaccato la Germania per i suoi stretti rapporti con la Russia in campo energetico.

Coach Ek, da irresponsabile a eroe

cms_9681/Thailandia_allenatore_BangkokPost_Tw-knWE--1280x960@Produzione.jpgE’ diventato un eroe. Con il trascorrere delle ore, l’allenatore Ekkapol Chantawong – l’ultimo del gruppo dei ragazzi intrappolati nella grotta Tham Luang in Thailandia ad aver rivisto la luce – è ora lodato per essere riuscito a mantenere calmi i baby calciatori mentre la fame incombeva nell’oscurità. ’Ek’ ha 25 anni, solo 9 in più dei più grandi della squadra dei ’Wild Boars’, i ’Cinghiali selvatici’, composta da ragazzi tra gli 11 e i 16 anni.

Istruito come monaco, si legge sul ’Bangkok Post’, nei giorni scorsi il 25enne ha conquistato il popolo thailandese grazie anche a quelle lettere consegnate alle famiglie dei suo calciatori in cui porge le sue “scuse sincere” per l’incidente. Poche righe che hanno conquistato tutti. E alla fine sono stati proprio i genitori a pregarlo di non incolpare se stesso e di prendersi cura di tutti i ragazzini. L’errore c’è stato – portarli lì – ma il rimedio è stato ancor più grande.

A 10 anni Ekkapol ha perso la famiglia – prima il fratello di 7 anni, poi la madre e un anno dopo anche il padre – a causa di una malattia. Due anni più tardi è stato mandato in un monastero buddista e probabilmente, grazie a questa esperienza e alla scoperta della meditazione, è riuscito a mantenere tranquilli tutti i ragazzini: gli ha insegnato anche a come mantenere più energia possibile.

’Coach Ek’, che per giorni ha rinunciato al cibo per darlo ai più piccoli, al punto da diventare tra i più deboli del gruppo, insieme ad altri tre della squadra – Dul, Mark e Tee – in realtà non è thailandese. E’ un apolide, un profugo birmano, uno senza diritti, che non ha un passaporto. Assistente allenatore, di lui dicono sia un “insegnante generoso e paziente disposto ad aiutare anche i bambini meno esperti”. Insieme agli altri tre ragazzi, Ek ambisce a ottenere la nazionalità thailandese perché altrimenti per lui non ci sarebbe né la possibilità di diventare un vero coach né di uscire dal Paese in caso di partite. Anche i ragazzi non potrebbero diventare calciatori professionisti perché “non hanno lo status (giusto)”.

L’UNHCR afferma che la Thailandia ospita circa 480.000 apolidi. Molti provengono da tribù montane nomadi e da altri gruppi etnici che hanno vissuto per secoli intorno a Mae Sai, cuore del ’Triangolo d’oro’. Qualcuno spera che quanto accaduto possa portare a un cambiamento. “La questione dei ragazzi nella grotta dovrebbe dare alla Thailandia una sveglia… per garantire la nazionalità”, ha affermato Pornpen Khongkachonkiet di Amnesty International Thailand.

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12 Luglio 2018