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NDE: ESPERIENZE DI PREMORTE

Le esperienze di pre-morte, note anche con l’acronimo NDE (Near-Death Experience), sono fenomeni che si verificano quando le persone che ne sono protagoniste si trovano in una situazione di morte imminente – o clinicamente morte per un breve periodo – ma poi ritornano alla vita.

Questi racconti, che hanno affascinato e confuso medici e ricercatori, presentano spesso degli elementi comuni e vengono descritti come vividi e profondamente trasformativi.

“Ascesa all’Empireo” di Hieronymus Bosch (dettaglio)

Al di là dell’aspetto propriamente medico che, per rispetto di chi esercita la professione, toccherò appena, ciò che emerge da tali esperienze è la possibilità di un aldilà, a prescindere dal credo religioso della persona coinvolta. Un viaggio tra Scienza e Mistero che, tanto la Medicina quanto la Spiritualità, non cessano di studiare.

Va detto, innanzitutto, che tale fenomeno non è qualcosa di recente. Al contrario, le esperienze di pre-morte sono state documentate in varie forme attraverso i secoli, ed è incredibile constatare come, malgrado la distanza temporale e le differenti culture e tradizioni religiose o filosofiche, presentino sorprendenti somiglianze.

Testi religiosi, come il “Libro dei Morti” degli antichi Egizi, descrive il viaggio dell’anima nell’aldilà e gli incontri con il divino al confine tra la vita e la morte. Similmente, nella mitologia greca, Platone narra, nel suo dialogo “La Repubblica”, la storia di Er, un soldato che, dopo essere stato apparentemente morto, ritorna in vita e racconta la sua visione dell’aldilà.

Parte dell’antica pergamena Egizia, denominata: “Libro dei Morti”

La Bibbia e le Sacre Scritture cristiane riportano spesso storie di visioni celesti. Una fra tutti, la testimonianza di San Paolo di Tarso: “Io conosco un uomo in Cristo, che quattordici anni fa (se fu col corpo non so, né so se fu senza il corpo; Iddio lo sa), fu rapito fino al terzo cielo. E so che quel tale (se fu col corpo o senza il corpo non so; Iddio lo sa) fu rapito in paradiso, e udì parole ineffabili che non è lecito all’uomo di proferire”. (2 Lettera ai Corinzi 12,2-4)

Scorrendo i secoli, durante il Medioevo le esperienze di pre-morte si intrecciano con la visione religiosa e spirituale dell’epoca. Tali esperienze lasciano un’impronta duratura sulla cultura e la letteratura medievale, influenzando la percezione della vita e della morte per i secoli a venire.

Nel Medioevo, la  Chiesa aveva un ruolo centrale nella vita del popolo, influenzando la percezione della vita, della morte e dell’aldilà. Le esperienze di pre-morte – come tutti gli eventi inspiegabili – erano generalmente viste come segni divini. Pensiamo, ad esempio, a  Santa Caterina da Siena (1347-1380), le cui visioni mistiche includevano esperienze al confine tra la vita e la morte. In una di esse descrisse di essere stata portata in Paradiso e di aver incontrato esseri divini.

Da sinistra a destra: Santa Caterina da Siena, Santa Teresa d’Avila e Leonardo Da Vinci

Il Rinascimento, periodo noto per per la riscoperta delle Arti e delle Scienze, ha un approccio più umanistico; così, anche le esperienze soprannaturali vengono vagliate da un punto di vista più “razionale”.

All’epoca, il termine “esperienze di pre-morte” non era ancora stato coniato, ma la sostanza – dal punto di vista esperienziale – è la stessa. Questi racconti sono spesso presenti nelle biografie dei santi, nei testi religiosi e nelle opere filosofiche.

Pensiamo a Santa Teresa d’Avila (1515-1582), una delle figure più  influenti del cattolicesimo e, oggi, Dottore della Chiesa. Ella descrisse nelle sue opere numerose esperienze mistiche in cui sentiva di essere stata vicina alla morte e di aver avuto visioni del Paradiso e dell’Inferno.

Leonardo da Vinci, genio indiscusso dell’epoca, grazie alla sua insaziabile curiosità per il funzionamento del corpo umano, studiò casi di persone che si erano avvicinate alla morte. 

Seduta spiritica

Con un ulteriore salto nel tempo, approdiamo al XIX secolo che vede incrementare l’interesse per lo spiritismo e la ricerca sui fenomeni paranormali. È in questo periodo che nascono la Parapsicologia, ovvero quella Scienza che studia i fenomeni paranormali ed extrasensoriali, e lo Spiritismo, un movimento spirituale e filosofico che crede nella possibilità di comunicare con gli spiriti dei defunti.

Nel XX secolo, grazie a Raymond Moody – medico, psicologo e filosofo americano noto per il suo lavoro pionieristico sulle esperienze di pre-morte -, le NDE divennero un campo di studio accademico più rispettato. Nel 1975 Moody scrisse un libro intitolato “Life After Life”, che portò le esperienze di pre-morte all’attenzione del grande pubblico. Un’altra ricerca significativa è il Progetto AWARE (AWAreness during REsuscitation), condotto dal Dr. Sam Parnia e dal suo staff che, esaminando le esperienze dei pazienti sopravvissuti a un arresto cardiaco, ha raccolto numerose testimonianze che non sembrano rientrare in fenomeni noti della fisiologia cerebrale.

Oggi le NDE continuano a sfidare le spiegazioni scientifiche convenzionali e sollevano domande fondamentali sulla natura della coscienza e sull’esistenza di un aldilà. I “sopravvissuti” continuano a fornire alla Scienza e alla Medicina nuovi dati per lo studio. La Divisione di Studi Perceptuali dell’Università della Virginia è stata leader nella raccolta e analisi delle NDE, contribuendo a una maggiore comprensione del fenomeno.

Vediamo, in breve, alcune caratteristiche comuni delle esperienze di pre-morte.

  • Sensazione di pace e di benessere, nonostante le circostanze critiche dello stato fisico del soggetto.
  • Visione di una luce brillante, descritta come accogliente e amorevole, alla fine di un tunnel.
  • Fluttuazione fuori dal proprio corpo, osservando ciò che accade attorno.
  • Incontro con entità spirituali, figure religiose, o persone defunte.
  • Rivisitazione della propria vita, come in un film.
  • Infine, spesso i soggetti riferiscono di aver avuto la possibilità di scegliere se tornare al proprio corpo o proseguire verso “la luce”.

Uno dei casi che ritengo più significativi è quello di Eben Alexander, un affermato neurochirurgo americano, autore del  best-seller “Proof of Heaven” (“Milioni di farfalle” – 2012), in cui descrive la sua straordinaria esperienza di pre-morte. 

Dopo essere riemerso, nel 2008, dal coma provocato da una meningite batterica rara, racconta di aver avuto un’esperienza molto vivida e realistica in un “altro mondo”. Lì incontra una donna sconosciuta che scopre essere la sorella biologica che non aveva mai conosciuto. Prima della sua NDE, Alexander era scettico riguardo alle esperienze spirituali e alla vita dopo la morte, ma dopo capì che il cervello, la chimica e la biologia non avevano la risposta a tutte le nostre domande. “Qualcosa” c’era davvero!

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Data:

8 Giugno 2024

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