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NIENTE PIÙ ARMI PER L’UCRAINA?

Alla fine, si è arrivati, ad un punto neanche lontanamente immaginato e probabilmente di non ritorno. Al raschiare il fondo del barile, in tanti sensi. Due terzi dei paesi della NATO hanno esaurito il loro potenziale per poter fornire armi all’Ucraina. Ad informare della situazione per nulla rosea è il New York Times, citando un alto funzionario dell’organizzazione, per poi venir rimbalzato da tanti altri enti di informazione in giro per il momento. La bellezza di 20 membri, sui 30 totali, si trova senza armamenti da poter fornire a Kiev: “le scorte sono piuttosto esaurite” asserisce il funzionario, rimasto volutamente anonimo. Di contro, gli altri 10 non hanno ancora dato fondo a tutte le loro risorse – fortunatamente, verrebbe da aggiungere. Tra di essi sono stati citati Italia, Francia, Germania e Olanda. Il giornale americano evidenzia come la situazione si faccia più complicata per la Polonia e gli stati baltici, aggiungendo come il Patto Atlantico abbia rifornito di armi gli ucraini per un valore di ben 40 miliardi di dollari – ovvero, citando l’incisivo metro di paragone fornito dall’ANSA, quanto il bilancio annuale del Ministro della Difesa francese.

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L’altro motivo per cui si è raschiato il fondo del barile è: ma davvero siamo arrivati addirittura a non poter più fornire a Kiev gli strumenti per difendersi tanto questa guerra sta andando avanti ad oltranza? L’Europa, poi, si trova a corto di potenziale bellico nel concreto in quanto dal crollo della storica Unione Sovietica l’arsenale bellico e il budget per difendersi militarmente sono stati diminuiti sensibilmente. L’errore di supponenza, anche se giustificabile, è l’aver pensato che non ci dovesse essere un tale dispiego di forze e tanto impegno da profondere dal 1946. Però, si sa, la storia è fatta di uomini nuovi che commettono errori vecchi: la lotta al terrorismo e quanto è accaduto in Afghanistan non hanno insegnato nulla, né tantomeno avevano spostato gli equilibri.

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Il Vecchio Continente aveva ritenuto inconcepibile un nuovo grande conflitto, eppure siamo ancora qui a raccontarlo. Il NYT si lascia andare ad una forte previsione: “poiché entrambe le parti bruciano armi e munizioni a un ritmo mai visto sin dalla Seconda Guerra Mondiale, la gara per mantenere gli arsenali a regime si è trasformata in un fronte critico che potrebbe rivelarsi decisivo per lo sforzo dell’Ucraina”. Sul quotidiano si legge, oltre al fatto che chi può ancora dare fondo alle sue risorse è riluttante a farlo, che “a febbraio, quando è iniziata la guerra, le scorte per molte nazioni erano circa la metà di quello che avrebbero dovuto essere”. Il fondo del barile è stato abbondantemente raschiato… ora si vedrà se si riuscirà a sfondarlo.

Data:

28 Novembre 2022