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‘NINA’, UN ALTRO CANE INVESTITO VOLONTARIAMENTE

4 aprile 2024. Alcamo, provincia di Trapani.

Nina, una cagnolina che viveva insieme ad altri cani in un cantiere di Alcamo, assistita da alcuni volontari della Lega nazionale difesa del cane, viene investita volontariamente da un’auto.

Il video dell’uccisione dell’animale è diventato virale sui social e commentato anche in programmi televisivi come Ore14 di Milo Infante che dichiara di avere fatto vedere “un atto di crudeltà e di avere tolto l’audio perché non sarebbero stati in grado di ascoltare i guaiti della cagnolina investita e degli altri cani che hanno cercato di soccorrerla”, invano. Nina muore.

Domenico Surdi, sindaco di Alcamo, si è espresso fin da subito definendo l’accaduto “un episodio drammatico e crudele che va sicuramente condannato…è necessario che sia fatta chiarezza e che sia resa giustizia alla povera Nina”.

Grazie alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, è stato individuato il responsabile di questo atto di crudeltà ingiustificato. E’ un pensionato di 70 anni.

La Lega nazionale difesa del cane ha depositato denuncia.

15 aprile. Ad Alcamo viene organizzata una manifestazione per chiedere “Giustizia per Nina”. Tantissimi sono i partecipanti. La collettività è sconvolta dall’accaduto.

Il sindaco partecipa e dichiara di non avere un cane ma sa come si deve prendere cura di un animale e che il Comune si costituirà parte civile nel momento in cui ci sarà il procedimento a carico della persona individuata.

Recentemente il Tribunale di Tempio Pausania, si è pronunciato, in un caso simile, condannando a 3 anni di reclusione con condizionale l’autista di un camion di una ditta di rifiuti che qualche anno fa, ad Olbia, aveva investito ed ucciso un cane volontariamente. Anche in questo caso l’uomo è stato individuato grazie alle telecamere di sorveglianza. Il giudice Marcella Pinna che si é occupata del procedimento, ha voluto, con tale condanna, punire un comportamento umano che spesso viene ignorato.

Le telecamere di sorveglianza sono state essenziali per la ricostruzione di tali avvenimenti e l’individuazione dei responsabili ma si ricorda che, di solito, soggetti di questo genere hanno l’abitudine di commettere azioni spregievoli.

Il maltrattamento e l’uccisione di animali nel nostro paese è un fenomeno in aumento che merita di essere meglio considerato e trattato affinché episodi di questo tipo non si ripetano.

Non è più accettabile infatti che, in un Paese che si definisce civile, non si prendano seri provvedimenti per reprimere tali azioni e non si inaspriscano le pene già previste.

Data:

18 Aprile 2024