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NINO ATTINÀ

Nino Attinà, classe 1953, è una di quelle figure chiave dell’arte contemporanea dalla quali non si può prescindere: le sue pennellate, cariche di colore e di luce, sono legate alle sue origini mediterranee: per 24 anni la Calabria gli trasmette vita, sapori, profumi ed infine colore e luce tipici di quella splendida terra.

Tutto è netto, preciso, chiaro: l’identità di ciascuna opera è evidente sia nelle forme che nel tocco sicuro e forte del pennello.

“In Calabria c’è una luce talmente netta che mi è quasi impossibile stemperare il colore – dice l’artista: per me il giallo è QUEL giallo, il rosso è QUEL particolare tipo di rosso!”

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Nino Attinà nel suo atelier milanese – photo by Simona HeArt

La luce, che assorbe per “contaminazione”, gli rimane dentro fino a trasportarlo oltre lo spazio e il tempo, immergendolo in un’atmosfera metafisica di poco inferiore alla spiritualità.

Il colore di Nino Attinà è emozionale, tocca le corde più nascoste del cuore: è la sua personale magia con cui stupisce il pubblico.

Quando, nel 1977, si trasferisce a Milano, si confronta con altri grandi artisti. Per citarne alcuni: Aldo Mondino, Enzo Esposito, Gianni Dova, Emilio Tadini, Ignazio Moncada, Attilio Forgioli e molti altri con i quali approfondisce ulteriormente la propria tecnica.

Nella frenetica Milano le sue figure si fanno più vibranti e dinamiche, specchio di una realtà quotidiana che lo coinvolge sempre di più.

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“Figura con toro”, tecnica mista su tela by Nino Attinà

Professore di arte al Liceo Artistico di Brera, impara insegnando agli aspiranti artisti: libero dai cliché e dal “mercato” dell’arte, dipinge in maniera spontanea soggetti che nascono, innanzitutto, dalla sua osservazione del quotidiano. Il turbinio di pensieri e di emozioni si ripercuote inevitabilmente sulla tela, dando alle sue figure una tale forza vibrante da arrivare a scomporsi.

Come osserva giustamente il Maestro, tutto si muove: l’aria, la terra, il firmamento anche se non ce ne rendiamo conto. Tutto è movimento ed è il colore a crearlo, diventando sempre di più il protagonista della sue composizioni.

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“Riflessi”, olio su tela di lino by Nino Attinà

Per anni l’artista ha trattato la figura umana intesa nel suo coinvolgimento emotivo, con tutte le sue problematiche esistenziali, le sue angosce, i suoi piaceri; gli espressionisti sono stati un punto di riferimento importante in quanto non badavano tanto alla struttura delle cose bensì alla “lacerazione” del personaggio.

Nino Attinà riprende questo concetto scomponendo la figura umana fino a dissolverla: resta la geometria, base del disegno che, ancora una volta, ci trasporta indietro nel tempo fino alla nascita del tratto.

La vivacità del colore, la brillantezza della luce e l’arcaicità del segno sono a mio avviso i punti distintivi dell’opera di Nino Attinà, un’artista che viaggia nel tempo grazie alla sua “bacchetta magica”: il pennello.

L’intervista che segue è stata realizzata da “Tavoli HeArt” per la Social TV della storica Libreria Bocca di Milano, all’interno della splendida cornice di Galleria Vittorio Emanuele II.

La Libreria Bocca dal 1775 è locale Storico d’Italia con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

International Web Post – nella persona del suo fondatore e direttore Attilio Miani – si fa portavoce di questa realtà, dando voce ad una realtà editoriale che è parte del nostro patrimonio culturale. #socialtvlbocca

Dove trovare Nino Attinà:

https://www.facebook.com/nino.attina.98

https://www.instagram.com/ninoattina53/

Autore:

Data:

15 Dicembre 2020