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NOI. QUELLI CHE ASPETTANO CHE CAMBI QUALCOSA

In attesa del nuovo anno, mancano poche ore, siamo sempre qui ad aspettare un cambiamento che ci aiuti a vivere meglio. Dopo aver seguito le vicende politiche Romane e le inutili novità governative trovo quantomeno doveroso fare un mini rassegna di quanto accaduto. Aumentano le tasse, le accise e i beni di prima necessità, aumenta la disoccupazione, le fabbriche chiudono, lor signori non si tagliano nemmeno un centesimo dei loro stipendi, gli scandali e gli arresti di gente che dovrebbe gestire la nostra nazione aumentano di ora in ora, pertanto c’è da chiedersi ma il tanto promesso “cambiamento” dov’è? Insomma uno sconforto generale.

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Abbiamo un Presidente della Repubblica in scadenza, un “governo macedonia” poco gradito dalla maggioranza degli italiani, una probabile campagna elettorale che ci regalerà dibattiti e promesse di cambiamento. Voglia di cambiare e tanta rabbia per come stiano andavano le cose. I casi sono due. O siamo una massa di imbecilli, oppure i nostri rappresentanti sono degli incapaci totali.

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A Roma continuano a chiedersi quali possano essere i problemi che ci assillano quotidianamente. Visto che non riescono ancora ad individuarli vorrei poterglielo rammentare. La mancanza del lavoro, l’impossibilità di arrivare a fine mese, la sanità, la scuola e una Europa che ci sta triturando considerandoci una colonia. I continui suicidi di gente comune e di imprenditori disperati che non ce la fanno più sono lo specchio del momento contingente.

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Che qualcuno ci aiuti! Non servono grandi soluzioni ma buonsenso. Con un pizzico di ragionevolezza e di discernimento facciamoci e facciamo loro alcune domande. Cari governanti avete nella vostra lunga vita mai lavorato? Avete mai fatto una fila alla Asl per prenotare una visita medica? Avete mai avuto problemi per cercare un posto di lavoro ai vostri figli? Avete mai girato per ore alla ricerca affannosa di un parcheggio?

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Conoscete la problematica di perdersi nei meandri di “equitalia” per poi essere maltrattati e vilipesi dal burocrate di turno? Avete mai subito uno scippo per strada o una rapina in casa? Avete mai ricevuto un diniego, per poche centinaia di euro, dal un direttore di banca? La risposta, ne sono certo, è solo una:…no! mai. Allora se non conoscete i veri problemi della gente comune come potreste tornarci utili? Carissimi governanti, (carissimi in tutti i sensi) avete le scorte, le auto blù, i benefit, i privilegi, i lauti stipendi, le comode poltrone che non mollereste mai…quindi son sicuro che a voi dei “nostri problemi reali” non ve ne può fregare di meno. Non volendo apparire un provocatore o un rivoluzionario, non volendo rischiare una denuncia querela per diffamazione e accusando, oltretutto, un forte senso di nausea nei vostri confronti, preferisco fermarmi qui, non prima di fare a tutti i nostri lettori gli auguri di fine anno.

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31 Dicembre 2014