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Nomine, la partita non è chiusa

Nomine, la partita non è chiusa

cms_9410/palazzo_chigi.jpgLa partita delle ultime nomine di governo, con la scelta dei viceministri e dei sottosegretari, si chiuderà la prossima settimana. Ma i partiti – leggi M5S e Lega – aspettano di vedere quale sarà l’esito della tornata elettorale del 10 giugno che vedrà in cabina oltre 6,5 mln di italiani.

In ballo c’è la guida di importanti città, con tanti capoluoghi di provincia al voto: dal nord, dove si vota a Brescia, Sondrio, Imperia, Treviso, Vicenza; al centro, con urne aperte a Massa, Pisa, Siena, Ancona, Terni, Viterbo, Teramo, per finire con il sud, che vede sfide importanti ad Avellino, Barletta, Brindisi, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani.

A Via Bellerio, è il ragionamento che viene fatto, è quello che una vittoria netta del Carroccio, data per probabile in molte realtà locali, non solo nelle regioni tradizionalmente a trazione leghista, potrebbe rafforzare nomi e numeri di quanti andranno ad occupare le ultime poltrone per completare la compagine del governo gialloverde.

Questo significherebbe che lo schema di distribuzione delle caselle di sottogoverno, dato per ormai ’timbrato’ da Di Maio e Salvini, potrebbe essere rivisto. Ritoccando, seppur di poco, la provenienza di quanti arriveranno nei ministeri da viceministri e sottosegretari.

A quanto si apprende, infatti, la quota 20 sottosegretari e 5 viceministri appannaggio M5S, a fronte di 15 sottosegretari e 3 viceministri per la Lega, potrebbe essere rimodulata a inizio della prossima settimana. Restano poi in pole nomi di Alberto Bagnai, Armando Siri e Edoardo Rixi sempre in prima fila per un posto da viceministro in dicasteri ’economici’.

Rai, la carica dei 236 candidati

cms_9410/rai_viale_mazzini_ftg.jpg236 candidati per 4 posti di consigliere d’amministrazione della Rai. E’ questa, la consistenza numerica del piccolo esercito di aspiranti all’incarico nel nuovo board di Viale Mazzini, il primo nominato con le norme del decreto legislativo del 31 luglio 2005. I curricula sono giunti a Camera e Senato, cui spetta l’elezione di due consiglieri a testa, con un numero leggermente sfalsato: 196 a Montecitorio, 169 al Senato di cui 129 inviati dagli stessi candidati che hanno presentato i propri requisiti alla Camera.

L’arrivo delle candidature ai due rami del Parlamento è il primo passo verso il rinnovo del cda Rai, visto che quello attualmente in carica scadrà il 30 giugno, dopo l’approvazione del bilancio 2017. Tanti gli aspiranti consiglieri, tra giornalisti e veterani della tv, come Giovanni Minoli, Michele Santoro e l’ex direttore di Raiuno Fabrizio Del Noce ma non solo. In lizza anche ex dirigenti di aziende di tlc, come Vincenzo Novari che è stato ad di 3Italia, o Lucia Calvosa nel board di Tim come indipendente fino al maggio scorso. Nella lista di chi ha inviato il suo curriculum spiccano anche i consiglieri Rai attuali, come Franco Siddi, Rita Borioni, Carlo Freccero e Arturo Diaconale. E ancora, tra gli esperti del settore tv e comunicazioni, la firma del ’Sole24Ore’ Marco Mele e Piero De Chiara, con un curriculum ricco di esperienze nelle tlc e da ultimo consulente dell’Agcom.

Nella lista figura un attore e produttore tv, Francesco Siciliano, un ex dirigente di Telepiù (la prima tv a pagamento in Italia proposta da Canal plus) Emmanuel Gout, l’ex deputato Giorgio Lainati, l’ex ’Iena’ Dino Giarrusso. Sul fronte dei consumatori hanno inviato la propria candidatura Massimiliano Dona (Unc) e Carlo Rienzi (Codacons). E poi c’è Nunzia De Girolamo, ex deputata di Forza Italia ed ex ministro dell’Agricoltura. “Ho mandato il mio cv per il cda della Rai, perché mi è stato detto che le selezioni avverranno sul merito – ha detto De Girolamo ai microfoni di ’Un Giorno da Pecora -. Ho un dottorato di ricerca in economia aziendale e parlando di un’azienda di Stato, da rilanciare…”.

Secondo la legge di riforma della Rai, varata dal governo Renzi, i componenti del Consiglio di amministrazione sono in totale sette: quattro di designazione della Camera e del Senato, eletti tra quanti presentano la propria candidatura nell’ambito di “una procedura pubblica di selezione”, due che vengono designati dal Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Economia; uno nominato dall’assemblea dei dipendenti Rai tra coloro che sono in servizio da almeno tre anni consecutivi.

La legge di riforma introduce la figura dell’amministratore delegato che è nominato dal Cda dell’azienda su proposta dell’assemblea dei soci (il ministero dell’Economia), e rimane in carica tre anni. Il presidente della Rai è nominato dal Cda tra i suoi membri e deve avere il parere favorevole della Commissione di Vigilanza con i due terzi dei voti. Al Cda è affidata l’approvazione del piano industriale e del piano editoriale, del preventivo di spesa annuale, degli investimenti di importo superiore a 10 milioni di euro, degli atti e dei contratti aziendali aventi carattere strategico.

730, le date da ricordare

cms_9410/fisco_730_rit_fg.jpgC’è tempo fino al 23 luglio per modificare e inviare all’Agenzia delle Entrate il proprio 730. Ma le scadenze relative alla dichiarazione precompilata 2018 cambiano in base al soggetto interessato, alla funzione da svolgere e al modello da trasmettere. E’ fissata al 20 giugno la deadline per chi intende annullare il 730 inviato in precedenzamentre il 2 luglio è l’ultimo giorno utile per il versamento di saldo e di primo acconto per i contribuenti con 730 senza sostituto d’imposta o con modello Redditi.

Lo stesso 730, con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse, dovrà essere inviato entro il 20 agosto mentre l’1 ottobre è l’ultimo giorno utile per comunicare al sostituto d’imposta di non voler effettuare il secondo o unico acconto dell’Irpef o di volerlo effettuare in misura inferiore. C’è tempo fino al 25 ottobre, invece per presentare al Caf o al professionista abilitato il 730 integrativo mentre il 31 ottobre è l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello Redditi precompilato e per inviare il modello Redditi correttivo del 730.

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9 Giugno 2018