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“Non c’è sofferenza senza piacere e non esiste piacere senza sofferenza”

Soffrire non è mai semplice. Qualcuno dice che non sia nemmeno necessario. Non è così. La sofferenza implica uno strappo emotivo forte. A volte il dolore è portato agli estremi della sopportazione. Eppure sopravviviamo e siamo ancora vivi. Ad un certo punto il fatto di imparare ad accettare la sofferenza, diventa motivo di liberazione. Non ci si oppone più con insistenza. Si accoglie il dolore e lo si lascia passare come una nuvola passeggera. Si osserva con paziente attesa. Non ci si scoraggia ma si procede nella propria direzione. Qui scaturisce uno dei sentimenti più ricercati in assoluto. Parliamo del piacere. Che parola risonante! Quali soavi scene richiama. Così attraente. A quanto pare difficile da raggiungere dal momento che si è in perenne lotta con se stessi. Ma se considerassimo il dolore l’altro lato della medaglia. Come una sorta di passaggio necessario per raggiungere il piacere?

cms_5096/2.jpgSemplicemente la sofferenza abbraccia il piacere e viceversa in un cerchio costituito dal susseguirsi degli accadimenti. Il piacere è estremamente desiderato. La sofferenza, invece, è reclusa e bandita. Il buon intento di inseguire il piacere e discacciare la sofferenza conduce alla situazione opposta. Solo partendo da quello che ti fa male puoi comprendere ciò che ti rende felice. Giunto al punto più basso del dolore è il desiderio di piacere che ti consente di risalire la vetta. Per questo motivo noi usiamo la sofferenza a modo di trampolino per lanciarci verso quello che ci soddisfa. Non bisogna imporsi per chiudere il dolore in un cassetto. Bisogna attraversarlo, viverlo con occhio intelligente. Mica abbandonarsi ad esso. Sentirlo dai piedi fino al battito del cuore. Anche quando è una tempesta. Dopo aver conosciuto appieno la sofferenza, è possibile apprezzare il piacere. Apprezzare significa attribuire la giusta importanza alle persone e alle situazioni. Siamo animi dotati di grande intelligenza, usiamola per produrre il massimo nella nostra vita. La sofferenza non è mai cattiva, colpisce in maniera disarmante e diretta ma poi lascia posto a qualcosa di estremamente bello, il piacere appunto.

Data:

10 Dicembre 2016