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NON DEVI MA PUOI

Siamo nel 2015. Vige una strana logica. Nello stesso modo in cui è proibito, è anche concesso. Non devi, però puoi. Il concetto di dovere risale a tempi antichi, forse antichissimi. Fa appello alla coscienza di ciascuno. Lo scopo dovrebbe essere un bene superiore: quello della pacifica coesistenza tra una moltitudine di persone, ciascuna con attitudini e bisogni diversi. E’ un termine utilizzato per indicare un’imposizione. Una costrizione che mette un freno al comportamento dell’uomo. A questo punto bisogna assolutamente specificare che la logica del dovere, sarebbe inutile in un mondo in cui ogni persona capace di intendere e di volere, agisca seguendo il proprio cuore.

cms_2303/aspirazioni.jpegIl cuore è inteso non in senso romantico-passionale, bensì come fonte delle nostre aspirazioni e delle nostre potenzialità. Al di là di questa riflessione, è assodato che esiste questo improrogabile “devi”. Questo limite che viaggia sulla strada principale, è spesso accompagnato da un altro amico. L’idea che il dovere si porta sempre dietro. Quella della proibizione. Il sentimento che pervade quando anziché aprire la porta del dovere, si sceglie di entrare in quella situato a fianco. Il proibito. Già solo l’esistenza stessa del dovere, ha in sé il suo antagonista. In fondo la proibizione ha un sapore succulento. E’ caratterizzata da un mix di paura ed eccitazione. Piace. Anche i bambini si divertono a fare cose proibite. Per curiosità, per divertimento e anche per infrangere la regola. Nella stessa maniera in cui il bambino prima di trasgredire avverte la mamma dicendole che invece quella cosa all’amico è concessa, allo stesso modo l’adulto inizia a vacillare nel momento in cui vede violare la regola che qualcuno gli ha “vestito” addosso. Comincia a porsi delle domande. La mancanza di rispetto della regola, indispettisce la persona abituata a seguirla. Per questo tipo di persona, la legge e il dover essere, diventano una cosa insopportabile e incomprensibile. L’uomo inizia a chiedersi: “perché l’altro se è vietato può comunque e io no?”. Un ragionamento corretto, no?

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A questo proposito è interessante osservare che in alcuni ambiti di vita, la posizione di chi non rispetta la legge è paradossale. L’assurdità deriva dal fatto che ad esempio, in alcuni ambienti di politica, la regola viene al tempo stesso stabilita e infranta. La legge diventa un’illogica pretesa. Genera disuguaglianza. E’ una presunzione di pochi -che non la rispettano!-, contro altri -che sarebbero tenuti a rispettarla!-. Paradossale. L’obiettivo non è quello di demonizzare la regola, ma di sottolineare quanto spesso venga utilizzata per raggiungere fini diversi. Si potrebbe risolvere il problema e sostituire la parola dovere con quella di rispetto. Rispetto per la vita, per se stessi, per gli altri e per ciò che ci circonda. Una sorgente di amore che deriva dalla comprensione della dignità che appartiene a persone, animali, situazioni e cose. Ci poniamo come vigilanti di noi stessi in un’ottica di rispetto dell’altro. Favoriamo la percezione e lo sviluppo consapevole delle persone. Non ci imponiamo. Parliamo di comunione con il mondo e partendo da questa idea di base, costruiamo la società. Il riferimento ovviamente non è al comunismo o ad altre ideologie. E’ semplicemente il rispetto per la dignità della persona al punto tale da non permettersi di fare del male ad alcuno. Siamo esseri dotati di straordinarie possibilità, possiamo se vogliamo. Cambiare per un futuro migliore. Non devi, ma puoi.

Data:

6 Giugno 2015