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NON SIAMO SUDDITI DELL’EUROPA, MA CITTADINI…

La vittoria di Tsipras-Syriza in Grecia ha svegliato Bruxelles colpevolmente addormentata e assente da tutto ciò che di importante accade nell’Europa “dis- Unita”, di ventotto membri deboli verso i grandi problemi umani dei suoi sudditi, erroneamente scambiati per cittadini, a cui finalmente la piccola-grande Grecia ha detto “no!”. Quella stessa Grecia in cui è nata la democrazia e anche l’amore per la libertà da tutto un popolo sempre difesa contro conquistatori barbari esterni!

cms_1919/TSIPRAS_LAB_POSTER_Zoom1.jpgUn coraggio che trova forza nella disperazione della propria gente ridotta alla fame per colpe diversamente distribuite dentro e fuori il Paese, ma anche nella volontà di invertire la rotta verso una soluzione ragionevole ed equilibrata dei gravi problemi esistenziali creati da una politica finanziaria fine a se stessa, indifferente alle ferree regole dell’economia reale. Con autorevolezza e determinazione il governo greco mette al centro della sua azione politica le esigenze esistenziali del suo popolo, il miglioramento delle condizioni di vita della propria gente. Una rivoluzione indigesta e pericolosa per chi oggi detiene il potere senza il consenso popolare!. Incomprensibile per la maggior parte dei governi dei Paesi europei, obbedienti esecutori di ordini superiori. Una levata di scudi coraggiosa contro la troika (BCE, FMI, UE) che attraverso prestiti ai Paesi membri in difficoltà economiche impone l’agenda politica del Paese debitore perché venga tutelato il “capitale internazionale” attraverso il salvataggio delle banche. E’ avvenuto nel caso delle banche spagnole in forte esposizione verso le banche tedesche; nel caso di Cipro; nel caso del Portogallo e nel caso della Grecia. Che appunto ha gridato il suo “no!” forte e chiaro! Un messaggio dirompente che sta creando non pochi problemi alle certezze assolute della troika.

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Germania in testa. Perché finalmente è stata messa in discussione l’austerità. Un totem! Fatto credere come indispensabile per la ripresa economica e sociale dell’Europa tutta! Nei fatti, una penalizzazione falsa e volutamente disonesta imposta ai Paesi dell’Unione, con sempre meno sovranità, per l’attuazione coercitiva di riforme “strutturali”. Come anche utopico è il messaggio secondo cui il debito può essere pagato e azzerato. L’esperienza dimostra invece che quando il debito del Paese supera il 90% del PIL, esso diventa inesigibile e si va verso il default (fallimento!). A maggior ragione se il debito raggiunge il 134% (caso italiano)! Semplificando, con l’austerità aumenta il debito e diminuiscono il PIL (Prodotto Interno Lordo) e il gettito fiscale. Il rapporto debito/PIL aumenta e oltre un certo limite si innesca il così detto “effetto regina rossa”. Una sorta di tapis roulant sempre più veloce su cui il soggetto (Paese in difficoltà) pur correndo arretra inesorabilmente fino al default. La risalita è faticosa ma non impossibile. La Grecia anche se ancora pesantemente condizionata dalla troika costituisce pur sempre il primo tentativo di cambiare l’Europa.

Data:

7 Marzo 2015