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Non solo sblocco aiuti, a Zelensky offerta anche visita alla Casa Bianca

Non solo sblocco aiuti, a Zelensky offerta anche visita alla Casa Bianca

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A Zelensky era stata offerta anche una visita di alto profilo a Washington – quindi non solo lo sblocco dell’assistenza militare- in cambio della sua promessa di far aprire una inchiesta sui Biden. E’ quanto emerge da stralci della corrispondenza resi pubblici ieri sera dalla Camera dei rappresentanti, dopo una audizione fiume di dieci ore con l’ex inviato americano per l’Ucraina, Kurt Volker.

La mattina precedente alla telefonata del 25 luglio fra Trump e Zelensky, Volker aveva scritto: “parlato con la Casa Bianca – supponendo che il Presidente Z convinca Trump che aprirà una inchiesta /’andrà a fondo su quanto accaduto’ nel 2016, definiremo la data per la visita a Washington”. “La telefonata è andata bene”, ha scritto in seguito il consigliere di Zelensky Andriy Yermak a Volker dopo il colloquio fra i due presidenti, proponendo diverse date a settembre per il loro primo incontro alla Casa Bianca.

Ma l’intesa è saltata dopo che Yermak non ha diffuso un comunicato sull’apertura dell’inchiesta. Trump e Zelensky si sono incontrati solo a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York.

Kiev annuncia revisione di tutti i casi aperti su Burisma (e Hunter Biden)

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Il nuovo procuratore generale ucraino Ruslan Ryaboskapka ha annunciato, in una conferenza stampa a Kiev, la “revisione” delle inchieste in cui compare la società del gas Burisma, per cui Hunter Biden è stato consigliere di amministrazione dal 2014 fino ai mesi scorsi, dopo che ieri il presidente americano Donald Trump ha chiesto apertamente all’Ucraina, oltre che alla Cina, l’apertura di una inchiesta sui Biden.

Il magistrato ha assicurato di non essere stato contattato da alcun avvocato straniero – quindi neanche da Rudolph Giuliani, ndr- in relazione a Burisma. E ha sottolineato che “la procura è estranea ai giochi politici”. Nessun rappresentante straniero o ucraino ha parlato con Biden di questa revisione, ha aggiunto.

L’inchiesta originaria su Burisma, quella aperta dall’allora procuratore generale Viktor Shokin nel 2014, subito dopo la Maidan, finita ben presto in sonno, e archiviata nel 2016, era concentrata sull’operato della società negli anni 2010-2012 (quando il suo proprietario era ministro dell’energia nel governo di Viktor Yanukovich e aveva concesso numerose licenze alla sua stessa società, ndr), prima quindi della nomina di Hunter Biden nel suo consiglio di amministrazione.

Trump ha accusato Joe Biden, allora vice presidente e ora candidato alle primarie del partito democratico, di aver esercitato pressioni su Kiev al tal fine, e quindi per il licenziamento di Shokin (licenziamento chiesto a gran voce, oltre che da Joe Biden, dall’Fmi e da altre istituzioni coinvolte con l’assistenza all’Ucraina dopo la Maidan, ndr). Il Kievgate è incentrato sulle pressioni esercitate dal presidente americano sulla sua controparte ucraina Volodymir Zelensky per l’apertura dell’inchiesta sulla società del gas.

L’ex vice di Shokin, David Sakvarelidze, ha spiegato in una intervista al Washington Post che il caso Burisma era stato chiuso dal successore di Shokin, Yuri Lutsenko, dopo il raggiungimento di un accordo per cui Burisma accettava di vendere gas naturale, a un prezzo cotenuto, a società controllate dall’allora presidente Petro Poroshenko. Una versione confermate da registrazioni effettuate in segreto dall’imprenditore, ora in esilio, Oleksandr Onyshchenko.

Ryabonshapka ha precisato di “non avere informazioni” a sostegno di illeciti commessi da Hunter Biden, ma di aver deciso di avviare la revisione di un totale di 15 casi in cui compaiono, oltre che il figlio di Joe Biden, anche la società, il suo proprietario, l’oligarca Nikolai Zlochevsky, il suo socio Serhiy Zerchenko.

Papadopoulos: “L’Italia farebbe bene a cooperare con Barr”

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“Ritengo che sia il presidente Trump sia il procuratore Barr siano nel giusto. Questa è un’indagine autorizzata sulle origini dell’operazione di spionaggio contro la campagna elettorale a carico di governi stranieri. L’Italia in particolare farebbe bene a cooperare in tal senso”. Lo dice in un’intervista a ’La Verità’ George Papadopoulos, ex membro della campagna elettorale di Donald Trump, che, a proposito delle visite di Barr a Roma nelle settimane scorse, afferma: “Sono a conoscenza degli ultimi sviluppi, non fosse altro che sono al centro di questo grosso scandalo. La Cia e l’Fbi hanno usato persone come John Mifsud per spiare il mio lavoro sull’energia e tentare di sabotare la campagna presidenziale, danneggiando ogni prospettiva di relazione internazionale tra Stati Uniti e Russia”.

“Io non ho mai incontrato nessuno della delegazione americana” ha detto il premier Giuseppe Conte, precisando di non poter rispondere ai giornalisti “prima di aver parlato davanti al Copasir”. “Non c’è nessuna anomalia, è tutto trasparente secondo le ordinarie prassi. Non ho commesso nessuna anomalia, anzi i vertici dell’intelligence non hanno commesso alcuna scorrettezza o anomalia. Se poi volete speculare – ha aggiunto rivolto ai cronisti – speculate, ma lo state facendo scorrettamente’’.

A Zelensky era stata offerta anche una visita di alto profilo a Washington – quindi non solo lo sblocco dell’assistenza militare- in cambio della sua promessa di far aprire una inchiesta sui Biden. E’ quanto emerge da stralci della corrispondenza resi pubblici ieri sera dalla Camera dei rappresentanti, dopo una audizione fiume di dieci ore con l’ex inviato americano per l’Ucraina, Kurt Volker.

La mattina precedente alla telefonata del 25 luglio fra Trump e Zelensky, Volker aveva scritto: “parlato con la Casa Bianca – supponendo che il Presidente Z convinca Trump che aprirà una inchiesta /’andrà a fondo su quanto accaduto’ nel 2016, definiremo la data per la visita a Washington”. “La telefonata è andata bene”, ha scritto in seguito il consigliere di Zelensky Andriy Yermak a Volker dopo il colloquio fra i due presidenti, proponendo diverse date a settembre per il loro primo incontro alla Casa Bianca.

Ma l’intesa è saltata dopo che Yermak non ha diffuso un comunicato sull’apertura dell’inchiesta. Trump e Zelensky si sono incontrati solo a margine dell’Assemblea generale dell’Onu a New York.

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Data:

5 Ottobre 2019