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NORVEGIA, GRETA THUNBERG FERMATA DI NUOVO PER UNA MANIFESTAZIONE

Greta Thunberg è stata fermata, per la terza volta in poche settimane, e successivamente rilasciata dalla polizia norvegese, durante una manifestazione a Oslo.

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Questa volta la nota attivista svedese è stata arrestata durante un evento a sostegno dei diritti degli indigeni Sámi. La manifestazione, a cui partecipavano un centinaio di persone per lo più adolescenti, stava bloccando l’accesso al Ministero delle Finanze e successivamente quello del Ministero delle Politiche Energetiche, situato nel centro della capitale norvegese. Il fine ultimo della protesta era la richiesta di rimozione di 151 turbine eoliche localizzate nei pascoli di renne utilizzati dai pastori degli Sámi, nella Norvegia centrale.

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Il popolo indigeno ha affermato che le molte pale eoliche presenti nella regione di Fosen abbiano compromesso appunto la lunga tradizione di allevamento e pascolo delle renne, come dichiarato alla CNN anche da Maja Kristine Jåma, allevatrice di renne e politica Sámi: “Le costruzioni stanno rubando i pascoli delle renne”. Oltre ciò, le renne sarebbero spaventate dalla vista e suono dei giganteschi macchinari. Il parco eolico incriminato, completato nel 2020, è tra i più grandi in Europa e la corte suprema norvegese aveva già stabilito nel 2021 che le turbine violavano i diritti dei Sámi in virtù delle convenzioni internazionali. Tuttavia, la corte suprema non ha ordinato la rimozione delle turbine, che sono di proprietà delle compagnie energetiche norvegesi Statkraft e TrønderEnergi, della tedesca Stadtwerke Muenchen e della danese Nordic Wind Power DA. A distanza di più di un anno però le pale eoliche sono ancora lì ed in funzione.

Così è scattata la manifestazione in atto da lunedì scorso, alla quale appunto anche Greta Thunberg ha voluto partecipare. I blocchi agli edifici governativi portati dalla protesta hanno anche spinto il ministro dell’Energia Terje Aasland a sospendere una visita ufficiale in Gran Bretagna. L’attivista è stata quindi sollevata di peso e portata via dalle forze dell’ordine, mentre sventolava una bandiera sami. Prima del fermo Greta Thunberg si è espressa così all’agenzia Reuters: “I diritti degli indigeni, i diritti umani, devono andare di pari passo con la protezione del clima e l’azione per il clima. Ciò non può accadere a spese di alcune persone. Vogliamo mettere in chiaro che è lo stato norvegese che sta commettendo il vero crimine qui, per aver violato i diritti umani”. Greta e gli altri manifestanti sono stati pressoché subito scarcerati poco dopo il fermo.

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Dal punto di vista governativo il dicastero dell’Energia ha affermato che le pale ad oggi sono un dilemma e controversia legale. Per trovare un compromesso e soluzione a ciò ci vorrà almeno un altro anno. Intanto nella giornata di ieri il presidente del parlamento Sámi norvegese, un organo consultivo eletto, ha incontrato Terje Aasland, appunto il ministro energetico norvegese. “Abbiamo bisogno che il governo riconosca chiaramente che c’è una violazione dei diritti umani, quindi agisca di conseguenza e onori la questione con la serietà che merita”, ha detto Silje Karine Mutoka.

Data:

2 Marzo 2023