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Nuovo sbarco in Calabria

Nuovo sbarco in Calabria

cms_9937/migranti_ftg_ipa_789_.jpgNuovo sbarco di migranti in Calabria. Erano una settantina, si sono arenati con una barca a vela, battente bandiera turca, sulla spiaggia di Capo Bruzzano, nel territorio di Africo in provincia di Reggio Calabria. I migranti sono di nazionalità curda irachena e afghana, tra loro ci sono 12 minori e venti donne.

L’imbarcazione è stata sequestrata e condotta nel porto di Roccella Ionica. Sul posto sono intervenuti i carabinieri Compagnia di Bianco e i poliziotti del Commissariato di Bovalino.

Intanto sempre nel Mediterraneo, ma sulle coste libiche, Aquarius ha effettuato due salvataggi. La nave di soccorso, gestita in collaborazione da Sos Mediterranee e Medici Senza Frontiere (Msf), salpata il primo agosto da da Marsiglia, dopo uno scalo prolungato nel porto francese, ha compiuto oggi due operazioni nelle acque internazionali, mettendo in salvo 141 persone. Lo rende noto su Twitter la Ong che sottolinea di aver “informato il Centro di Coordinamento Congiunto di Soccorso (JRCC) libico e tutte le altre autorità marittime competenti”.

“Con in totale 141 persone salvate ora a bordo, Aquarius rimarrà in zona ricerca e soccorso attenta a ogni altra eventuale imbarcazione in difficoltà”, prosegue l’ultimo tweet dopo aver informato di aver “completato un secondo salvataggio oggi, una barca di legno sovraffollata con 116 uomini, donne e bambini, tra cui 67 minori non accompagnati, per lo più da Somalia ed Eritrea”.

L’operazione è avvenuta, si specifica, “in acque internazionali a 24 miglia dalla costa della Libia, a nord di Abu Kammash”. Alcune ore prima, sempre su Twitter, aveva dato la notizia del soccorso dato ad “un’imbarcazione di legno con 25 persone a bordo, tra cui 6 donne, in acque internazionali a 26 miglia dalla costa libica, a nord di Zuwarah”.

Il futuro di Alitalia

cms_9937/alitalia_aereo_ftg12.jpgDa ex compagnia di bandiera a compagnia degli italiani, quotata in Borsa. A quanto apprende l’Adkronos, tra le diverse ipotesi, legate al futuro di Alitalia, ci sarebbe quella di puntare su un nuovo piano industriale, coinvolgendo in prima battuta soggetti come Cdp, Ferrovie e Poste che, insieme a un fondo internazionale e un alleato abile nel low cost, sia in grado di rilanciare la compagnia secondo logiche di mercato, permettendole il successivo approdo a Piazza Affari così da farla diventare una public company a trazione tricolore.

Un piano da inserire in una cornice più ampia di riordino del trasporto aereo, intervenendo anche su intese che hanno permesso alle low cost di crescere e proliferare, accordi che alcuni giudicano contrari alla concorrenza e li definiscono asimmetrie: i contributi versati dagli aeroporti secondari alle compagnie spesso giustificati come iniziative di promozione territoriale.

Tra i vettori low cost potenziali partner ci potrebbe essere non solo Easy jet, pronta a giocarsi un ruolo in un eventuale consorzio. Si cercano compagnie che offrano capacità di carico. Nel mirino potrebbe esserci la Norwegian airlines che ha aperto le rotte a lungo raggio, firmando un modello vincente. Una mossa che permetterebbe di calmierare gli investimenti sulla flotta, dove Alitalia ha due terzi degli aerei in leasing.

E tra i soggetti finanziari internazionali da coinvolgere potrebbe giocare un ruolo attivo Cerberus, il fondo americano di Private equity e Buyout che ha alle spalle sul fronte del trasporto aereo il risanamento di Air Canada e ha già presentato un’offerta per Alitalia con EasyJet capofila non ritenuta però congrua.

Dalla società a stelle e strisce non si commentano voci e ipotesi, ma secondo Ugo Arrigo, docente di Economia Politica e Finanza Pubblica alla Bicocca di Milano, ed esperto di Alitalia un piano simile ’’sarebbe una soluzione ottimale. Se l’azienda tornasse a essere remunerativa e sostenibile lo firmerei. ’’Certo prima si devono interrompere le perdite, chiudere le falle, cambiare business e strategia, servirebbero almeno cinque anni, ma non sarebbe male’’. Perché alla fine ’’la compagnia ha un problema industriale molto semplice: ha proventi per passeggero/chilometri a livello di low cost, ma con costi da vettore tradizionale’’.

Al momento si starebbe lavorando sulla possibile natura della newco e sugli investimenti necessari, con il ruolo da immaginare per Cdp che rispetti lo statuto e per Ferrovie e Poste. Per l’azienda timonata da Gianfranco Battisti si dovrebbe evitare poi di incorrere in possibili osservazioni dell’antitrust sulla direttrice Milano-Roma mentre per l’azienda guidatata da Matteo Del Fante, quotata in Borsa, potrebbe rivelarsi utile e sinergico far convergere la Mistral, compagnia che fino ad oggi ha fatto perdere soldi e ora votata al cargo.

Via libera all’assunzione di 57mila docenti

cms_9937/concorso_docenti_scuola_fg.jpgVia libera all’assunzione di oltre 57mila docenti. Il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e del ministro dell’Economia Giovanni Tria e secondo quanto illustrato dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, ha approvato l’autorizzazione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, per l’anno scolastico 2018/2019, 57.322 unità di personale docente, di cui 43.980 docenti su posto comune e 13.342 docenti su posto di sostegno; 46 unità di personale educativo; 212 dirigenti scolastici; 9.838 unità di personale ATA. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.

Da bollette ad affitti, stangata da 7mila euro l’anno

cms_9937/bollette5_fg2000.jpgRappresentano il 41% dei consumi complessivi e tra abitazione, assicurazioni, carburanti e sanità, costano a ogni cittadino quasi 7.300 euro l’anno: sono le spese obbligate che, se pur in diminuzione negli ultimi anni, continuano a incidere in modo elevato sul totale dei consumi. Questo quanto emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sulle spese obbligate delle famiglie tra il 1995 e il 2018.

Dopo la crescita inarrestabile degli ultimi 20 anni (+5,3 punti percentuali tra il 1995 e il 2014), la quota di spese obbligate sul totale dei consumi diminuisce, infatti, di un punto percentuale passando dal 41,8% del 2014 al 40,7% del 2018, calo determinato soprattutto da una decisa riduzione dei prezzi degli energetici e dei servizi finanziari; in ogni caso, questa componente di spesa rimane l’aggregato più significativo (le spese per i beni rappresentano il 37,7%, quelle per i servizi il 21,6%) arrivando a pesare oltre 7.200 euro l’anno pro capite.

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Tra le spese obbligate, la voce abitazione è quella che incide maggiormente arrivando a ’mangiarsi’ tra affitti, manutenzioni, bollette e utenze, quasi 4.200 euro pro capite (il 60% delle spese obbligate complessive); all’interno dei consumi commercializzabili (10.580 euro pro capite nel 2018), anche se per due terzi sono rappresentati dai beni, i servizi hanno assunto un ruolo sempre più significativo, mentre continua il calo della quota destinata agli alimentari, ma questa voce aumenta nei valori pro capite.

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11 Agosto 2018