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Odissea finita per la Lifeline

Odissea finita per la Lifeline

cms_9560/migranti_mare_fg.jpgL’odissea della Lifeline è finita. La nave, con a bordo 234 migranti, ha attraccato nel porto maltese di La Valletta. A quanto riferisce Times of Malta, quattro migranti, fra cui tre lattanti, verranno ricoverati in ospedale al loro arrivo. Gli altri migranti verranno portati nel centro di accoglienza di Marsa. I migranti, fra cui 17 donne e cinque minori, verranno poi ripartiti fra otto paesi. “Finalmente la Lifeline è arrivata in porto! Donate ora per le nostre prossime missioni di salvataggio”, ha twittato l’Ong che gestisce la nave, annunciando l’arrivo al porto di La Valletta, sei giorni dopo il salvataggio in mare dei migranti.

Oltre alla stessa Malta, hanno accettato di accogliere i migranti della Lifeline anche Italia, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Irlanda e Francia, ha detto il premier maltese Joseph Muscat oggi in conferenza stampa, ringraziando i governi di questi Paesi. Anche la Germania, ha fatto sapere il ministro dell’Interno tedesco Horst Seehofer, accetterà una quota di migranti della Lifeline, a patto che la nave della ong venga posta sotto sequestro.

Muscat ha poi aggiunto che il capitano della nave Lifeline “ha ignorato le leggi internazionali”, spiegando che, al contrario di quanto rivendicato dalla ong, le autorità olandesi hanno negato che la nave sia registrata nei Paesi Bassi. “La nave è solamente stata comprata in Olanda“, ha detto Muscat, anticipando che “ci sarà un’inchiesta”. “Abbiamo sempre pensato che la nave fosse registrata (in Olanda, ndr) e ora abbiamo la conferma che non è così”, ha continuato Muscat, ricordando che da diversi mesi è in vigore un codice di condotta delle ong voluto dall’Italia.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte , irrompendo a sorpresa nella sala stampa di palazzo Chigi, ha parlato dell’approdo della Lifeline a Malta: ’’Io ho favorito questa soluzione. Era questo lo sbocco che avevo auspicato. Sto lavorando – ha aggiunto – insieme ai ministri. Stiamo cercando di far cambiare l’approccio, come ho detto oggi alla Camera e come ribadirò al Consiglio europeo’’. Per Matteo Salvini, l’approdo a Malta di Lifeline è “un altro successo del governo italiano” dopo “anni di parole, in un mese – ha aggiunto – arrivano i fatti”.

In mattinata, la nave aveva sollecitato una decisione per trovare riparo davanti alla costa maltese per “onde alte e forte vento: molti soffrono il mare” si leggeva in un messaggio postato su Twitter, con la richiesta del capitano Claus-Peter Reisch di “ingresso nelle acque maltesi per cercare riparo”

17 Stati fanno causa a Trump

cms_9560/usa_figli_migranti_afp.jpgSono 17 gli Stati americani che hanno fatto causa all’amministrazione Trump per la politica della ’tolleranza zero’ che ha provocato la separazione di migliaia di famiglie di migranti. Nel ricorso si afferma che questa politica, che impone l’arresto e l’incriminazione di tutti gli adulti che entrano nel Paese senza documenti, viola i diritti costituzionali che garantiscono ai migranti una protezione equa e un giusto processo. La misura, prosegue il ricorso, viola anche le leggi Usa in materia di asilo.

Nel ricorso poi si chiede ai giudici di imporre al governo di riunire velocemente le famiglie divise. E si denuncia il fatto che gli agenti federali hanno tolto ai genitori bambini piccoli, compresi neonati, senza dare alcuna informazione riguardo al luogo in cui minori venivano mandati o i tempi e modalità per il ricongiungimento.

Intanto un giudice federale americano ha ordinato al governo di riunire le famiglie di migranti divise in base alle disposizioni attuate dall’amministrazione Trump. Il giudice della Corte distrettuale a San Diego, Dana Sabraw, ha emesso un’ingiunzione preliminare con cui dispone che tutti i bambini di età inferiore ai cinque anni vengano riuniti con i genitori entro 14 giorni e quelli più grandi entro trenta.
Nella sua decisione, il giudice parla di ’realtà sorprendente’ in relazione alla mancanza totale di una pianificazione adeguata prima dell’avvio da parte dei funzionari di una politica di separazione dei bambini dai genitori tenuti in custodia o rinviati per procedimenti penale, una pratica che ha portato oltre 2.300 bambini ad essere separati dalle famiglie.

“Il governo tiene prontamente conto delle proprietà personali dei detenuti coinvolti in procedimenti penali o di immigrazione”, scrive Sabraw nel suo ordine. “Denaro, documenti importanti e automobili, solo per citarne alcuni, vengono catalogati, archiviati e messi a disposizione al momento del rilascio a tutti i livelli, statale e federale per cittadini americani e stranieri”. Ma, osserva ancora, “il governo non ha alcun sistema per tenere conto e provvedere ad un’efficace comunicazione con i figli degli stranieri. La verità è che in base al sistema attuale i figli dei migranti non vengono considerati con la stessa efficienza e accuratezza delle proprietà”.

PENCE – E arriva anche il monito che il vice presidente americano, Mike Pence, ha lanciato ai migranti durante la sua visita in Brasile – e alla vigilia dell’incontro con i leader del cosiddetto Triangulo Norte del Centro America, Guatemala, El Salvador e Honduras (da dove proviene la maggior parte dei migranti che tentato di entrare dal confine con il Messico negli Stati Uniti): se non potete entrare legalmente negli Stati Uniti, non venite.

“Così come gli Stati Uniti rispettano le vostre frontiere e sovranità, chiedo che voi rispettiate le nostre, come ha detto il presidente Donald Trump senza frontiere non ci sono Paesi” ha detto Pence in una conferenza stampa con il presidente brasiliano Michel Temer. Rivolgendosi direttamente ai migranti centroamericani, Pence ha aggiunto di “desiderare che voi e vostri Paesi prosperino e fioriscano nell’America centrale”.

“Non rischiate la vostra vita e quella dei vostri figli per entrare negli Stati Uniti: se non ci sono le condizioni per venire legalmente non venite”, ha concluso. Nell’incontro in Guatemala si ritiene che verrà affrontato l’argomento delle migliaia di famiglie di migranti che sono state separate dalla politica di tolleranza zero adottata dall’amministrazione Trump.

Libia, rapito vice premier al-Majbari

cms_9560/libia_afp.jpgIl vice primo ministro del governo libico di Concordia nazionale, Fathi al-Majbari, risulta essere stato rapito da un gruppo armato attivo nel Paese. Lo denuncia una fonte della sicurezza del governo di Tripoli a condizione di anonimato. Il vice di Fayez al-Serraj sarebbe stato rapito nella tarda serata di martedì. Al momento il sequestro non è stato rivendicato e non si hanno informazioni sul gruppo armato responsabile.

Il rapimento è avvenuto il giorno dopo aver annunciato il suo sostegno al generale Khalifa Haftar, che aveva detto di voler consegnare la gestione degli impianti petroliferi alle autorità dell’Est. Il governo ad interim della Libia orientale, guidato da Abdullah al-Thani, ha condannato il sequestro di Majbari, affermando di seguire da vicino la vicenda. Il rapimento del vice premier libico e della sua guardia del corpo è un “atto sconsiderato” che conferma che “Tripoli soffre ancora a causa di gruppi terroristici e criminali armati”.

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28 Giugno 2018