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Oggi la giornata Mondiale della Libertà di Stampa

L’assemblea generale dell’ONU ha dichiarato il 3 maggio la Giornata mondiale della libertà di stampa per evidenziare l’importanza di una stampa libera e ricordare ai governi i loro doveri per far rispettare l’articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani e celebrare l’anniversario della dichiarazione di Windhoek, sui principi della stampa libera, emessi da giornalisti africani nel 1991.

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In Italia, oggi, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana celebrerà la Giornata mondiale per la libertà di stampa a Reggio Calabria. Nell’ambito dell’iniziativa è prevista la Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo,organizzata dall’Unci (Unione nazionale cronisti italiani) per ricordare l’esempio di chi ha pagato con la vita il desiderio di informare e sostenere i troppi giornalisti che ancora oggi subiscono intimidazioni e minacce per via del loro lavoro.

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Quello odierno è un appuntamento che giunge a pochi giorni dalla presentazione della classifica sul grado di libertà di stampa nei diversi Paesi del mondo stilata nel rapporto annuale di Reporters Sans Frontieres.

Ancora una volta l’Italia non brilla. Il nostro Paese scende di ben quattro posizioni dalla 73esima del 2015 alla 77esima del 2016 (su un totale di 180 Paesi). L’Italia è tra gli ultimi Paesi della Ue, seguita soltanto da Grecia, Cipro e Bulgaria. Nel nostro Paese, tra le cause che hanno fatto peggiorare il livello di libertà di stampa – secondo Reporters Sans Frontieres – viene citato il fatto che “fra i 30 e i 50 giornalisti” sarebbero sotto protezione della polizia per minacce di morte o intimidazioni.I giornalisti in maggiore difficoltà in Italia, dunque, sono quelli che fanno inchieste su corruzione e crimine organizzato.

E’ singolare vedere che il Burkina Faso e Niger (46esimo e 47esimo posto) siano posizionate davanti all’Italia.

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Gli Stati Uniti si trovano al 49esimo posto (in calo di tre posizioni), la Russia al 152esimo, appena davanti alla Libia (154). I Paesi più pericolosi al mondo per i giornalisti sono risultati invece l’Eritrea (180esimo posto), la Corea del Nord (179), il Turkmenistan (178) e la Siria (177).

Dei 180 Paesi esaminati nel rapporto, la Finlandia continua ad essere quello in cui le condizioni di lavoro per i giornalisti sono migliori ed in cima alla classifica dal 2010. In Italia nei primi dieci mesi del 2014 si sono verificati 43 casi di aggressione fisica e sette casi di incendio doloso a case o auto di giornalisti.

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In generale – sottolinea il rapporto – la situazione è in peggioramento in tutto il mondo: il rapporto parla di “una regressione brutale” della libertà di stampa nel 2014, conseguenza in particolare delle operazioni terroristiche dello Stato islamico e di Boko Haram e in generale dell’aumento dei conflitti armati.

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L’indicatore generale, che misura il livello delle violazioni della libertà di informazione, è arrivato a 3.719 punti, quasi l’8% in più rispetto al 2014 e il 10% in più se paragonato al 2013. “Il peggioramento più grave riguarda l’Unione europea e i Balcani. Pesa l’interferenza dei governi sui media con particolare riferimento alla Unione Europea. Ciò è dovuto alla concentrazione della proprietà dei mezzi di informazione in poche mani e nell’assenza di trasparenza sui proprietari”. Inoltre “la Ue non ha regole sulla distribuzione degli aiuti di Stato ai media”.

Data:

3 Maggio 2016