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Oggi nuovo incontro Conte-opposizione(Altre News)

Coronavirus, oggi nuovo incontro Conte-opposizione

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A quanto apprende l’Adnkronos, l’incontro tra il premier Giuseppe Conte e i leader di opposizione – Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani – si terrà domani mattina a Palazzo Chigi. La riunione è stata fissata alle ore 9.30. La cabina di regia presieduta dal ministro Federico D’Incà con i capigruppo di opposizione e che vede impegnato anche il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, dovrebbe tenersi verosimilmente all’indomani dell’incontro tra Conte el ’opposizione, dunque giovedì.

Coronavirus, Boccia: “Presto per decidere cosa e quando riaprire”

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“Oggi è ancora presto per dare indicazioni su quali attività si potranno riaprire e soprattutto con quali tempistiche; il comitato tecnico scientifico farà valutazioni rigorose ed elaborerà delle linee guida con il ministero della Salute su come fare e a quali condizioni, così come è stato fatto sulle chiusure”. E’ quanto spiega a ’Centocittà’ su Radio Uno Rai il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia.

“Poi, la politica confrontandosi potrà graduare tempi e modalità successive per ambiti e categorie – aggiunge Boccia – ma le valutazioni devono essere rigorosamente scientifiche sulla base dei risultati faticosi ma fondamentali per la salute di tutti che stiamo raggiungendo con il sacrificio di tutti gli italiani. Oggi non possiamo abbassare la guardia e dobbiamo continuare a lavorare sull’aumento dei posti di terapia intensiva negli ospedali e sulla massima diffusione da parte dello Stato di mezzi e personale in sostegno alle organizzazioni regionali sanitarie”.

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus, ricorda il ministro, “i posti di terapia intensiva sono quasi raddoppiati; l’obiettivo ora può essere, per quando andremo a regime, triplicarli in alcune Regioni e poi in tutto il Paese. Su questo, c’è un lavoro congiunto straordinario e quotidiano tra la Protezione Civile guidata da Borrelli e il commissario Arcuri”.

Coronavirus, Renzi insiste: “Chi ha già anticorpi sia libero di circolare”

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“Nei giorni scorsi ho cercato di cambiare i contenuti della discussione politica. Dobbiamo pensare anche a come riaprire, non solo a seguire gli eventi. Prevedere, non solo rincorrere. Quando sabato è uscita l’intervista su Avvenire in molti mi hanno attaccato. Molti, moltissimi. Ma, in appena 48 ore, l’esigenza di riflettere sul dopo ha iniziato a farsi strada. Io che non ho paura di andare controcorrente, insisto. E continuo a ribadire senza tregua”. Lo scrive Matteo Renzi nella Enews. “Chi ha già gli anticorpi dovrebbe poter circolare liberamente. Questo vale per chi è guarito e ha la certificazione del doppio tampone. Ma anche per chi ha fatto il test sierologico e ha scoperto di aver contratto il Covid in modo asintomatico. Secondo un recente studio inglese – spiega Renzi -, questi rappresentano il 10% della popolazione. Significherebbe che sei milioni di italiani hanno già avuto il Covid e possono girare liberi. Servono screening di massa, subito”.

“La riapertura e l’uscita dalle case deve avvenire nei giorni successivi alla Pasqua, magari il 14 aprile che è il martedì successivo alla Pasquetta”, scrive ancora Matteo Renzi, che aggiunge: “I bambini devono avere un’ora d’aria da subito (firma anche tu la petizione proposta da due nostri giovani parlamentari, Marco Di Maio e Sara Moretto, che hanno ripreso un’idea lanciata dalla Ministra Elena Bonetti). Le persone con più di 70 anni dovranno uscire due settimane più tardi. Non faremo Pasqua con i nonni, ovviamente. A tutela dei nonni stessi, non per cattiveria, sia chiaro”.

“Le scuole devono ripartire a maggio, almeno per le classi di terza media e quinta superiore. Per la riapertura deve essere garantito lo screening di tutti gli studenti e di tutti i professori. Non ci si deve arrendere alla cultura del 6 politico ma va assicurata a tutti la valutazione per il corrente anno”.

“In questi giorni – scrive – il Parlamento deve essere perfettamente operativo, naturalmente in piena sicurezza per tutti. E per questo è fondamentale che l’eventuale via libera alla Tracciabilità dei dati sanitari passi da un esplicito voto parlamentare, non da un provvedimento del Governo. Ed è necessario che vi sia da subito un impegno esplicito per fare una commissione di inchiesta su ciò che non ha funzionato, dagli approvvigionamenti delle mascherine alle vendite allo scoperto in borsa, alla gestione delle carceri nei giorni della rivolta”.

“Ogni settimana che stiamo fermi – continua il leader di Italia Viva – costa lo 0.75% del PIL, secondo Confindustria. Sono più di 10 miliardi a settimana. E ogni settimana di blocco si avvicina il sogno di Beppe Grillo del reddito universale per tutti: io invece penso che sia giusto dare lavoro, non assistenzialismo”.

“Perché cerchiamo di essere sintetici:

I. Dovremo convivere per mesi, forse anni, col Covid19. Chi vi racconta il contrario mente sapendo di mentire.

II. Non possiamo restare chiusi in casa per anni ma dobbiamo trovare un modo per uscire in sicurezza e lavorare rispettando le regole.

III. Per farlo bene, bisogna evitare gli errori fatti durante l’emergenza sanitaria. E dunque bisogna organizzarsi e prevedere, non solo rincorrere”, spiega ancora.

“Lo Stato deve dare garanzie alle Banche e le Banche devono dare subito – senza moduli, senza autocertificazione, senza lungaggini burocratiche – una cifra tra il 20 e il 25% del fatturato dello scorso anno e questa cifra va restituita senza interessi, in 100 rate mensili, a partire dal 2022”, continua, sottolineando che “mentre si attende la ripartenza, lo Stato deve passare un miliardo di euro ai comuni per rimettere in ordine le strade e un miliardo di euro agli enti locali per rimettere in ordine le scuole”.

“Le Terapie intensive disponibili devono essere 12.000. Erano 4.500 quando siamo partiti, 9.000 adesso grazie a un lavoro straordinario fatto in emergenza. Se arriviamo a quota 12.000 – fa i calcoli – siamo probabilmente in grado di contenere la seconda ondata del contagio”.

Meloni scrive a Conte: “Subito 1000 euro a chi ha bisogno”

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“Questa è una copia della lettera che ho inviato al presidente del consiglio, Giuseppe Conte, con la proposta già articolata di Fratelli d’Italia per accreditare immediatamente 1000 euro sul conto corrente di tutti gli italiani che ne hanno bisogno. Penso agli italiani che hanno perso il lavoro, a quelli che non hanno più un reddito da lavoro autonomo e a coloro che non sanno come dare da mangiare ai loro figli. Domani incontreremo il presidente del consiglio Giuseppe Conte e con lui ne parleremo anche a voce: speriamo che una volta tanto questa maggioranza voglia starci ad ascoltare”. Lo dice il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni in un video pubblicato su Facebook, in vista dell’incontro di domani con il premier Giuseppe Conte e gli altri leader dell’opposizione.

Ecco il testo della lettera che domani Meloni presenterà al premier:
“Premessa. In questa prima fase di emergenza, in attesa che divengano operative le misure di sostegno al reddito previste dal governo, in particolare con il cosiddetto decreto Cura Italia, si propone l’adozione delle seguenti misure volte a fornire un immediato sostegno economico alle famiglie in difficoltà:

Articolo 1 Bonus 1.000 euro

1. Per il mese di aprile 2020, ai nuclei familiari composti da uno o più soggetti è riconosciuto, su richiesta, un bonus di importo pari a 1.000 euro, accresciuto di 250 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo”.

2. La domanda per beneficiare del bonus deve essere presentata all’Istituto bancario o postale presso il quale almeno uno dei componenti il nucleo familiare abbia intestato un conto corrente. La presentazione della domanda non comporta la necessità di doversi recare agli sportelli bancari o postali, essendo possibile la presentazione online. 3. Il bonus è riconosciuto ai nuclei familiari in possesso, al momento della presentazione della domanda, dei seguenti requisiti:

a) un valore complessivo dei depositi presenti sulla totalità dei conti correnti bancari e postali intestati (per la quota parte nel caso di c/c cointestati con soggetti non appartenenti al nucleo familiare) ai componenti del nucleo familiare e degli strumenti finanziari dagli stessi posseduti/sottoscritti, non superiore a 2.000 euro. Tale valore è accresciuto di 1.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo”;

“b) requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno di cui all’articolo 3. 4. L’istituto bancario/postale al quale è presentata la domanda di cui al comma 2, provvede ad accreditare il bonus direttamente sul c/c bancario o postale indicato dal nucleo familiare richiedente nella domanda stessa. In alternativa è possibile richiedere che l’accredito sia ripartito in parti eguali su conti correnti intestati a due o più componenti il nucleo familiare, non più di un c/c per componente.

Articolo 2 Prestito a tasso zero

1. Per il mese di aprile 2020, ai nuclei familiari composti da uno o più soggetti è riconosciuto un prestito a tasso zero, di importo pari a 1.000 euro, per ciascun componente maggiorenne che autocertifichi ai sensi degli articoli 46 e 47 D.P.R. 445/2000 di aver registrato, nel mese di marzo 2020, una riduzione del proprio reddito netto superiore del 50% rispetto al reddito del mese precedente. L’autocertificazione deve essere presentata presso l’Istituto bancario o postale presso il quale il componente del nucleo familiare richiedente il prestito abbia intestato un conto corrente. È prevista la possibilità della presentazione online della menzionata autodichiarazione”.

2. Il prestito è riconosciuto ai componenti del nucleo familiare in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno di cui all’articolo 3. 3. L’Istituto bancario/postale al quale il richiedente presenta l’autocertificazione di cui al comma 1, provvede ad accreditare immediatamente l’importo del prestito previsto sul conto corrente intestato al medesimo soggetto. 4. Il prestito è restituito in 10 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di gennaio 2021. 5. Non hanno diritto al presente beneficio i componenti dei nuclei familiari che hanno usufruito del bonus di cui al precedente articolo 1″.

Articolo 3 Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno

1. Il componente del nucleo familiare richiedente il beneficio deve essere:

c) in possesso della cittadinanza italiana o di Paesi facenti parte dell’Unione europea, ovvero un suo familiare che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadino di Paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;

d) residente in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo”.

Articolo 4 Incompatibilità

1. I benefici di cui ai precedenti articoli 1 e 3 sono incompatibili con il godimento della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) e dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL), di cui rispettivamente all’articolo 1 e all’articolo 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, del Reddito di cittadinanza di cui all’articolo 1 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4″.

Articolo 5 Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di ottenere indebitamente i benefici di cui agli articoli 2 e 3, rende o utilizza dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero omette informazioni dovute, è punito con la reclusione da due a sei anni”.

2. Alla condanna in via definitiva per i reati di cui ai commi 1, nonché alla sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti per gli stessi reati, il beneficiario è tenuto alla restituzione.

Articolo 6 Modalità di finanziamento del sistema bancario e postale Lo Stato provvede ad un rimborso immediato, in favore degli Istituti bancari e postali, degli importi da questi erogati secondo quanto previsto all’articolo

1. Agli stessi istituti bancari e postali, fornisce garanzia totale per gli importi erogati, a titolo di prestito, secondo quanto previsto dall’articolo 2″.

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Data:

1 Aprile 2020