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OMS NO A PLASMA GUARITI:”CURA COSTOSA E INUTILE”

Covid, Oms dice no a plasma guariti: “Cura costosa e inutile”

Netto no dell’Oms al plasma dei guariti da Covid. L’Organizzazione mondiale della sanità esprime “una forte raccomandazione contro l’uso del plasma convalescente in pazienti con malattia grave e una raccomandazione contro il suo impiego in pazienti con malattia grave e critica, tranne che nell’ambito di un trial randomizzato controllato”. L’indicazione, pubblicata su ’The Bmj’, arriva dal gruppo di esperti internazionali incaricato di stilare le linee guida dell’agenzia ginevrina.

“Nonostante le promesse iniziali – osservano – le evidenze attuali mostrano che il plasma convalescente non produce alcun miglioramento della sopravvivenza” dei malati Covid, “né di altri parametri importanti”. In particolare, “non riduce la necessità di ventilazione meccanica”. A fronte di ciò, questo trattamento “è costoso e richiede tempo per essere somministrato”.

Le raccomandazioni si basano sui risultati di 16 studi che hanno coinvolto 16.236 pazienti con infezione Covid-19 non grave, grave e critica – spiega l’Oms – ed entrano a far parte delle linee guida progressivamente aggiornate in base alle informazioni scientifiche disponibili, sviluppate dall’organizzazione con il supporto metodologico della Magic Evidence Ecosystem Foundation. In precedenza, il panel aveva espresso raccomandazioni per l’uso di bloccanti del recettore dell’interleuchina-6 e di corticosteroidi sistemici per malati Covid gravi o critici; raccomandazioni condizionali per l’utilizzo di anticorpi monoclonali neutralizzanti in pazienti selezionati, e contro l’impiego di ivermectina e idrossiclorochina in pazienti Covid indipendentemente dalla gravità della malattia.

Riguardo al plasma dei guariti – precisa l’Oms – la forte raccomandazione che lo sconsiglia nei pazienti Covid-19 con malattia non grave riflette l’opinione degli esperti secondo cui questo “trattamento farmacologico, in pazienti con un basso rischio di mortalità e di altri importanti esiti clinici” legati a infezione da Sars-CoV-2, “non è giustificato. E sebbene il plasma convalescente non debba essere utilizzato di routine in nessun paziente, indipendentemente da quanto sia grave – si puntualizza – il panel ha riconosciuto che c’era sufficiente incertezza nei pazienti con malattia grave e critica da giustificare la prosecuzione degli studi randomizzati controllati”.

Nel trattamento con plasma dei guariti, gli esperti individuano inoltre “diverse sfide di ordine pratico, come la necessità di identificare e testare potenziali donatori, nonché di raccoglierne il plasma, conservarlo e somministrarlo”. Elementi che “limitano ulteriormente la fattibilità e l’applicabilità della terapia”.

Dopo aver esaminato attentamente tutte le informazioni, il panel ha ritenuto anche che “quasi tutti i pazienti ben informati avrebbero scelto di non ricevere il plasma convalescente”.

Variante Omicron, quanti sono i contagi in Italia ed Europa

Aumento di contagi da coronavirus in Europa, conla variante Omicron che preoccupa anche in Italia. Salgono di giorno in giorno i casi, che ora nella sola Ue/Spazio economico europeo (Ue/See) si attestano a 212.336 i contagi da Omicron confermati inoltre ieri sera nel Regno Unito, giorno in cui il bollettino quotidiano ha registrato 51.459 nuovi casi covid e 41 morti. E intanto il ministro francese della Salute lancia l’allarme: Omicron, dice, è “molto più contagiosa” della variante Delta. Allarme anche dal Sudafrica, dove la variante è stata isolata per la prima volta e i contagi sono ormai “da record”.

OMICRON, I CASI IN UE E ITALIA

Sono 212 i contagi da variante Omicron nell’Unione europea/Spazio economico europeo (Ue/See). Rispetto a domenica, altri 30 casi confermati finora nell’area. Tutti i positivi per i quali sono disponibili informazioni presentano sintomi lievi o non ne presentano. In totale, i positivi alla variante Omicron sono segnalati da 18 Paesi, tra cui l’Italia che è ferma a 9. Questo quanto emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Ecdc, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, sulla nuova variante.

“Diversi Paesi dell’Ue/Spazio economico europeo – Belgio, Danimarca, Germania, Spagna – hanno rilevato anche casi” di variante Omicron “senza un legame epidemiologico con aree in cui è documentata o si presume ci sia una trasmissione comunitaria” del nuovo mutante. “Ciò indica che in questi Paesi potrebbe essere in corso una trasmissione comunitaria non rilevata” di Omicron. La Finlandia, altro elemento che emerge e che va in questa direzione, “ha segnalato casi con anamnesi che riportavano viaggi all’interno dell’Ue/See (Svezia)”.

Resta in ogni caso in questo momento maggioritaria la quota di contagi correlati a contatti che hanno fatto viaggi verso quelle aree che per prime hanno segnalato Omicron. “Sulla base di fonti disponibili pubblicamente e limitate – riferiscono gli esperti Ecdc – la maggior parte dei casi confermati ha un legame epidemiologico con persone che hanno una storia di viaggi in Paesi africani, o con alcuni di quelli che hanno preso voli in coincidenza in altre località tra l’Africa e l’Europa”.

Casi di Omicron sono stati rilevati in: Austria (11), Belgio (9), Repubblica Ceca (1), Danimarca (32), Finlandia (7), Francia (25), Germania (15), Grecia (1), Islanda (12), Irlanda (1), Italia (9), Paesi Bassi (18), Norvegia (19), Portogallo (34), Romania (2), Spagna (7), Svezia (7) e Lettonia (2), quest’ultima new entry fra i Paesi che hanno intercettato la variante.

Il tutto mentre, ricorda l’Ecdc, “sono attualmente in corso indagini su numerosi casi probabili in diversi Paesi”. Tutti i casi per i quali sono disponibili informazioni risultano asintomatici o lievi. Finora non sono stati segnalati decessi, conferma l’Ecdc pur precisando che “questi dati dovrebbero essere valutati con cautela in quanto il numero di casi confermati è troppo basso per capire se lo spettro clinico della malattia di Omicron differisce da quello delle varianti precedentemente rilevate”.

Fuori dell’Ue/See sono stati segnalati 693 casi di Omicron da 29 Paesi: Argentina, Australia, Botswana, Brasile, Canada, Cile, Hong Kong, Ghana, India, Israele, Giappone, Malesia, Maldive, Messico, Nepal, Nigeria, Arabia Saudita, Senegal, Singapore, Sudafrica, Corea del Sud, Sri Lanka, Svizzera, Tunisia, Emirati Arabi Uniti, Usa, Regno Unito, Zambia e Zimbabwe. Complessivamente, a livello globale ci sono stati 905 casi confermati, segnalati da 47 Paesi.

FRANCIA

I ricoverati per Covid in Francia lunedì sono saliti a 12.096 rispetto agli 11.526 di domenica. I malati in rianimazione sono 2.191, di cui 307 ammessi in 24 ore. L’incidenza è di 430,6 casi per 100mila abitanti, secondo i dati di Santé France riportati dai media. Il ritmo è di un ricoverato al minuto nel Paese, ha detto il ministro della Salute Olivier Veran, affermando che ’’la variante Omicron è molto più contagiosa della Delta’’. Spiegando che in Francia la circolazione del coronavirus è ora superiore a quella del picco registrato durante la terza ondata, che ’’il virus circola troppo’’, Veran ha parlato di oltre 12mila pazienti Covid ricoverati con un ritmo di un malato al minuto. E’ necessario ’’frenare, frenare, frenare’’ la diffusione del coronavirus e della variante Omicron ’’che potrebbe causare un’ondata dentro l’ondata’’.

Parlando ancora di Omicron, il ministro della Salute francese ha detto che ’’sembra che questa variante sia più contagiosa, persino più contagiosa della variante Delta, che è a sua volta più contagiosa delle precedenti. Per il momento nulla ci dice che sia più pericoloso, il che sarebbe una buona notizia. Per quanto riguarda l’impatto sulla vaccinazione, per il momento nulla giustifica un cambiamento della strategia vaccinale’’.

GRAN BRETAGNA

“Nel Regno Unito il numero di casi” positivi alla variante Omicron “confermati è 336. Alcuni potrebbero essere asintomatici, altri avranno disturbi. Nessuno di loro finora, per quanto risulti a me, è stato ricoverato”, ha detto ieri il ministro della Salute, Sajid Javid, alla fine di una giornata in cui il bollettino complessivo covid in UK registra altri 51.459 contagi e 41 morti.

“Impariamo ogni giorno qualcosa su questa nuova variante -aggiunge il ministro-. Recenti analisi condotte dall’Health Security Agency suggeriscono che il periodo tra l’infezione e la contagiosità potrebbe essere più breve per la variante Omicron rispetto alla Delta, ma non abbiamo ancora un quadro completo: non sappiamo se Omicron causi sintomi più gravi e una malattia più severa né come interagisca con i vaccini. Non possiamo dire con certezza, a questo punto, se Omicron abbia il potenziale di farci deviare dalla strada per la ripresa”.

SUDAFRICA

Ed è impennata di contagi covid anche in Sudafrica, con variante Omicron sempre più diffusa. Il presidente Cyril Ramaphosa ha lanciato ieri l’allarme con una nota ufficiale. “Stiamo vedendo un numero di contagi mai visto dall’inizio della pandemia. La variante Omicron sembra essere dominante nelle nuove infezioni nella maggior parte delle province. Nell’ultima settimana, il numero di contagi quotidiani è aumentato 5 volte. Quasi un quarto di tutti i test covid ora risultano positivi. Paragonate questo a cosa succedeva 2 settimane fa, quando in proporzione i test positivi erano circa il 2%”, ha detto Ramaphosa.

“Gli scienziati nel nostro paese e nel mondo stanno lavorando senza sosta per rispondere a domande cruciali sulla nuova variante: quanto è contagiosa, se provoca una malattia più grave, quanto sono efficaci i vaccini. L’aumento dei contagi è motivo di grande preoccupazione, ma dovremmo ricordare che era previsto”, ha affermato in un lungo comunicato.

“I modelli indicavano che avremmo dovuto confrontarci con una quarta ondata in questo periodo e che sarebbe stata quasi inevitabile la comparsa di nuove varianti del virus”, ha spiegato il presidente, evidenziando “la priorità urgente” di proseguire con la campagna di vaccinazione per “prevenire la diffusione delle infezioni” e “ridurre casi gravi, ricoveri e decessi”. Il presidente ha sottolineato l’importanza di adottare misure come distanziamento e uso della mascherina.

“Non sappiamo quale impatto avrà la variante Omicron sui ricoveri, nel frattempo gli ospedali si preparano ad accogliere più pazienti. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane sapremo di più sulla variante Omicron. Nello stesso tempo, monitoriamo infezioni e ricoveri”.

In Italia ulteriori 9.503 contagi e altri 92 morti

Sono 9.503 i contagi da coronavirus in Italia, secondo numeri e dati covid – regione per regione – nel bollettino di Protezione Civile e ministero della Salute. Da ieri registrati altri 92 morti. Sono stati 301.560 i tamponi effettuati con un tasso di positività del 3,1%. Sono 5.879 i ricoverati con sintomi covid (+282) e 745 quelli in terapia intensiva (+9) con 45 ingressi in 24 ore.

I dati dalle Regioni

(Bollettino Covid-19 delle ore 18,00 – 6 Dicembre 2021)

LOMBARDIA – Sono 1.005 i nuovi contagi da coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 6 dicembre. Registrati inoltre altri 15 morti. I nuovi casi positivi a Milano città sono 132. I tamponi effettuati sono stati 44.037, per un indice di positività del 2,2%. Il totale dei decessi è di 34.470 dall’inizio della pandemia. Negli ospedali della regione sono ricoverate 986 persone (+31) e 125 in terapia intensiva, una in più di ieri. Più in dettaglio, sono 305 i nuovi positivi al coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in provincia di Milano, di cui 132 a Milano città. Secondo i dati diffusi dalla Regione Lombardia, a Bergamo sono 42, a Brescia 131, a Como 35, a Cremona 22, a Lecco 10, a Lodi 7, a Mantova 81, a Monza e Brianza 75, a Pavia 52, a Sondrio 21 e a Varese 191.

SICILIA -Sono 505 i contagi da coronavirus in Sicilia oggi, 6 dicembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 6 morti. Sono 113 i pazienti dimessi o guariti. Nell’isola, in totale, sono 13.703 i positivi – 386 in più rispetto a ieri – e di questi 317 sono ricoverati in regime ordinario, 45 in terapia intensiva con 3 nuovi ingressi e 13.341 sono in isolamento domiciliare. Fra le province, Catania rimane la più colpita con 155 casi, seguita da Palermo con 107 positivi.

CAMPANIA – Sono 782 i nuovi contagi da coronavirus oggi 6 dicembre 2021 in Campania, secondo dati e numeri dell’ultimo bollettino Covid-19 della Regione. Si registrano altri 10 morti. I nuovi casi di positività sono emersi dall’analisi di 16.421 test, dei 10 nuovi decessi registrati dall’unità di crisi regionale 6 sono avvenuti nelle ultime 48 ore e 4 avvenuti in precedenza ma registrati ieri. In Campania sono 21 i pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva, 341 i pazienti Covid ricoverati in reparti di degenza.

CALABRIA – Sono 224 i nuovi contagi da coronavirus in Calabria secondo il bollettino di oggi, 6 dicembre. Si registrano inoltre altri 2 morti. 2.435 i tamponi effettuati, +134 guariti. 1.509 il totale dei decessi nella regione. Il bollettino, inoltre, registra +88 attualmente positivi, +81 in isolamento, +6 ricoverati e, infine, +1 terapie intensive (per un totale di 20).

PIEMONTE – Sono 776 i contagi da coronavirus in Piemonte oggi, 6 dicembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 5 morti. Nel dettaglio i nuovi casi (di cui 405 dopo test antigenico) sono pari al 1,5% di 50.208 tamponi eseguiti, di cui 45.336 antigenici. Dei 776 nuovi contagiati gli asintomatici sono 511 (65,9%). I ricoverati in terapia intensiva sono 40 (+4 rispetto a ieri). I ricoverati non in terapia intensiva sono 460 (+20 rispetto a ieri). Le persone in isolamento domiciliare sono 13.197. I tamponi diagnostici finora processati sono 10.215.422 (+ 50.208 rispetto a ieri), di cui 2.536.627 risultati negativi.

Cinque decessi di persone positive al test del Covid-19, nessuno di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte. Il totale diventa quindi 11.906 deceduti risultati positivi al virus. I pazienti guariti diventano complessivamente 383.800 (+483 rispetto a ieri).

LAZIO – Sono 1.006 i contagi da coronavirus nel Lazio oggi, 6 dicembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati altri 10 morti. A Roma segnalati 543 casi. Nel dettaglio, “su 12.655 tamponi molecolari e 15.747 tamponi antigenici, per un totale di 28.402 tamponi, si registrano 1.006 nuovi casi positivi (-543); sono 10 i decessi (+8), 765 i ricoverati (+49), 99 le terapie intensive (+4) e +713 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 3,5%. I casi a Roma città sono a quota 543”, dice l’assessore alla Sanità e Integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato.

“Dei 10 decessi odierni, 7 non erano vaccinati. Rispetto allo stesso giorno di una settimana fa, abbiamo 115 casi in meno”, sottolinea l’assessore.

ABRUZZO – Sono 89 (di età compresa tra 2 e 80 anni) i contagi da coronavirus in Abruzzo oggi, 6 dicembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Non si registrano morti. Da ieri, dimesse o guarite 121 persone.

Sono 120 i pazienti (+5 rispetto a ieri) ricoverati in ospedale in area medica; 8 (+1 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 4.920 (-38 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 1.199 tamponi molecolari e 6.126 test antigenici. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 1,21 per cento.

BASILICATA – Sono 63 i nuovi contagi da coronvirus oggi, 6 dicembre, in Basilicata, su un totale di 1.162 tamponi molecolari, e non si registrano decessi per Covid-19. Sono i dati Covid del bollettino della Regione riferito alle ultime 48 ore. I lucani guariti o negativizzati sono 37. I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 14; nessuno è ricoverato in terapia intensiva. Nel complesso gli attuali positivi residenti in Basilicata sono 1.180 (+24).

PUGLIA – Sono 187 i nuovi contagi da coronavirus oggi 6 dicembre in Puglia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 6 morti. I nuovi casi, che sono stati individuati attraverso 17.045 tamponi effettuati, sono così suddivisi per provincia: Bari: 23; Bat: 5; Brindisi: 13; Foggia: 109; Lecce: 32; Taranto: 3; Residenti fuori regione: 0; Provincia in definizione: 2.

Le persone attualmente positive nella regione sono 4.632, 137 le persone ricoverate in area non critica, 18 i ricoverati in terapia intensiva. Da inizio pandemia sono 281.151 i casi totali, 4.904.805 i test eseguiti, 269.619 le persone guarite e 6.900 i decessi.

SARDEGNA – Sono 80 i contagi da coronavirus in Sardegna oggi, 6 dicembre 2021, secondo numeri e dati covid del bollettino della regione. Registrati 2 morti. I nuovi casi sono stati individuati sulla base di 816 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 4.983 tamponi. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 11 (due in meno di ieri).

I pazienti ricoverati in area medica sono 82 (5 in più di ieri). 2.983 sono i casi di isolamento domiciliare ( 15 in meno di ieri). Si registrano due decessi: un uomo di 53 anni residente nella Città Metropolitana di Cagliari e un uomo di 61 anni, deceduto in provincia di Sassari, ma residente in Olanda.

FRIULI VENEZIA GIULIA – Sono 388 i nuovi contagi da coronavirus oggi 6 dicembre in Friuli Venezia Giulia, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 6 morti.

Su 3.303 tamponi molecolari sono stati rilevati 347 nuovi casi con una percentuale di positività del 10,51%. Sono inoltre 6.652 i test rapidi antigenici realizzati, dai quali sono stati rilevati 41 casi (0,62%), comunica il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi, evidenziando che la fascia di maggior contagio risulta essere quella degli under 19 (26,5%).

VENETO – Sono 1.709 i nuovi contagi da coronavirus registrati oggi, 6 dicembre, in Veneto secondo il bollettino con i dati Covid della Regione. Si registrano anche 2 nuovi decessi. Il totale degli infetti dall’inizio della pandemia sale a 532.291, quello dei decessi a 12.005. Non si ferma la crescita invece dei ricoveri negli ospedali: nei reparti medici sono 700 i malati Covid (+ 44). Un ricoverato in meno invece rispetto a ieri nelle terapie intensive, 122.

VALLE D’AOSTA – Sono 35 i contagi da coronavirus in Valle d’Aosta oggi, 6 dicembre 2021, secondo i numeri del bollettino covid della regione. Registrato un morto. Le guarigioni sono 18. I contagiati attuali sono 763, di cui 20 ricoverati all’ospedale Parini (uno in terapia intensiva). Sono 481 le vittime dall’inizio della pandemia nella regione alpina.

TOSCANA – Sono 544 i nuovi contagi da coronavirus registrati in Toscana oggi, 6 dicembre, su 14.517 test di cui 6.000 tamponi molecolari e 8.517 test rapidi. Lo comunica su Telegram il presidente della Regione Eugenio Giani. Si impenna il tasso dei nuovi positivi, che passa da 2,10% (8% sulle prime diagnosi) di ieri a 3,75% (12,1% sulle prime diagnosi) di oggi.

ALTO ADIGE – Sono 109 i nuovi contagi da coronavirus oggi 6 dicembre in Alto Adige, secondo i dati dell’ultimo bollettino covid-19. Si registrano altri 6 morti. I laboratori dell’Azienda sanitaria della regione nelle ultime 24 ore hanno effettuato 912 tamponi pcr. Sono stati inoltre 112 i test antigenici positivi. I pazienti Covid-19 ricoverati nei normali reparti ospedalieri sono 98. I pazienti Covid-19 ricoverati nelle strutture private convenzionate sono, al 3 dicembre, 71. I pazienti Covid-19 in isolamento nelle strutture di Colle Isarco sono 4 e i pazienti Covid ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 15. Le persone in quarantena o isolamento domiciliare sono 9.949.

Covid oggi Italia, quanti sono i vaccinati: numeri aggiornati al 6 dicembre

Sono 98.729.849 le dosi di vaccino contro il Covid somministrate in Italia. E’ quanto emerge dal report della struttura commissariale per l’emergenza Covid, aggiornato alle 6.40 di oggi. Sono 47.389.331 (87,74%) le persone con almeno una somministrazione di vaccino, 45.779.881 (pari all’84,76%) quelle che hanno completato il ciclo vaccinale e 8.682.311 (42,25 %) quelle che hanno ricevuto la terza dose.

Covid, fra guariti gli under 30 più a rischio nuova infezione: lo studio

Le persone giovani sono più a rischio di contrarre il Covid una seconda volta dopo esserne guariti: questa la principale evidenza di un’analisi condotta dall’Uomc Children’s Hospital di Pittsburgh e dalla University of Pittsburgh su giovani adulti guariti da forme lievi o moderate di Covid-19, pubblicata su medRxiv (pre-peer review).

Lo studio ha coinvolto 173 pazienti di età compresa tra i 19 e i 79 anni, guariti da diverse settimane da forme lievi o moderate della malattia. Le analisi di laboratorio hanno dimostrato che gli anticorpi erano in grado di neutralizzare il virus, e che livelli di anticorpi più alti erano associati a una maggiore attività neutralizzante. I ricercatori hanno, inoltre, osservato come il livello di anticorpi nei pazienti non dipendesse dal tempo trascorso dall’infezione. Quando i ricercatori hanno suddiviso i partecipanti in diversi gruppi di età, è emerso qualcosa di sorprendente: i pazienti sotto i 30 anni producevano livelli di anticorpi più bassi rispetto a tutti gli altri gruppi di età.

“Molte persone pensano di non doversi vaccinare perché sono già guarite dal Covid-19”, commenta John Alcorn, Ph.D., professore di pediatria presso l’Università di Pittsburgh School of Medicine e Upmc Children’s Hospital di Pittsburgh. “Il nostro studio suggerisce che alcuni pazienti, soprattutto i giovani, non hanno una memoria anticorpale particolarmente buona dopo l’infezione. Per loro, il rafforzamento immunitario con la vaccinazione è fondamentale”. Durante l’infezione SarS-CoV-2, il nostro sistema immunitario – ricorda una nota – produce anticorpi specifici per neutralizzare il virus, e cellule B di memoria che permangono nel flusso sanguigno contribuendo a respingere una seconda infezione originata dallo stesso agente patogeno.

“Alcune persone, in particolare i giovani, non rispondono particolarmente bene in termini di memoria immunitaria. Queste persone potrebbero non essere sufficientemente protette da una seconda infezione”, spiega Alcorn. “Ma ora abbiamo uno strumento – i vaccini – che può indurre risposte immunitarie e aumentare la protezione. Questo studio aggiunge ulteriore evidenza alla raccomandazione che anche le persone guarite da Covid-19 dovrebbero farsi vaccinare”.

Studi precedenti avevano dimostrato che la gravità della malattia è correlata a livelli di anticorpi più alti, per cui i ricercatori hanno ipotizzato che la bassa risposta anticorpale negli under 30 fosse legata all’aver contratto una forma più lieve del virus rispetto ai pazienti più anziani. Per convalidare questa ipotesi, il team ha analizzato le cartelle cliniche dei pazienti. Utilizzando la durata della malattia come riferimento per determinarne la gravità, i ricercatori hanno notato che le persone di età inferiore ai 45 anni risultavano essere meno malate dei pazienti più anziani. “Ma, anche se under 30 e le persone tra 31 e 45 anni hanno presentato livelli di gravità della malattia simili e la stessa durata dei sintomi, i livelli di anticorpi erano significativamente diversi tra le due categorie”, commenta ancora Alcorn. “Questi risultati suggeriscono che la gravità della malattia potrebbe influenzare il livello di protezione di una persona, ma non spiega tutto”.

Alcorn e il suo team – conclude la nota – hanno in programma di seguire gli stessi pazienti per misurare la variazione dei livelli di anticorpi neutralizzanti su un periodo di tempo più lungo; poiché alcuni pazienti dello studio sono stati nel frattempo vaccinati, i ricercatori potranno confrontare anche i livelli di anticorpi in coloro che sono immunizzati rispetto a chi non lo è.

Data:

7 Dicembre 2021