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Oms: “Non ancora pandemia ma segnali preoccupanti”

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“Stiamo registrando molti casi in Paesi con servizi sanitari deboli e questo mi preoccupa. La situazione può evolvere in pandemia e alcuni dicono che siamo quasi vicini a questo. Può essere vero, la situazione può peggiorare e diventare una pandemia. Ci sono paesi però che hanno mostrato che questo virus può essere contenuto, quindi non dobbiamo arrenderci e adottare un approccio globale”. Lo ha affermato il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra sul coronavirus.

“Con l’influenza – ha spiegato – c’è una diffusione del virus incontrollabile. Dall’H1N1 fu colpito quasi 1 miliardo di persone. Se la situazione cambierà, sulla base di evidenze scientifiche, non avremo problemi a farlo, ma non siamo ancora a questo punto, anche se ci sono molti segnali preoccupanti, come il fatto che il virus si stia diffondendo in Paesi con servizi sanitari deboli. Ma non per questo dobbiamo rinunciare fino all’ultimo sforzo”.

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Michael Ryan, a capo del Programma di emergenze sanitarie dell’Oms, ha aggiunto che “una pandemia è qualcosa di incontrollabile e incontrollato. Ma alcuni Paesi hanno dimostrato che il nuovo coronavirus è controllabile e se si contiene si dà tempo ai sistemi sanitari di assistere e salvare vite. C’è una chance di controllarlo”.

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cms_16431/2v.jpg(GiorgiaSodaro)-Sale ancora il numero dei contagiati da coronavirus con un aumento nelle ultime 24 ore di 590 casi. Dall’inizio dell’emergenza si registrano in Italia 3.858 casi di Covid-19: le persone attualmente positive sono però di meno, 3.296, mentre 414 sono i guariti (10,73%) e 148 i deceduti (3,84%). Le vittime delle ultime 24 ore sono di età compresa tra i 66 e i 94 anni, “persone fragili per lo più con diverse patologie”, ha spiegato il commissario straordinario per l’emergenza Angelo Borrelli illustrando i dati di oggi. Del totale dei positivi, 1790 sono ricoverati con sintomi, 351 in terapia intensiva, il 10% delle persone affette dal Coronavirus, e 1155 in isolamento domiciliare.

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“Il dato più importante è l’incremento della Lombardia di 280 unità, siamo arrivati a 1777 casi, pari al 54% del totale”, ha spiegato Borrelli sottolineando che però non ci sono criticità negli ospedali e che non sono arrivate richieste di posti in terapia intensiva in altre regioni.

“In Emilia Romagna abbiamo 142 contagiati in più con un totale di 658 persone pari al 20 % del totale, in Veneto un aumento di 35 per un totale di 380 persone affette da coronavirus, l’11% del totale”, ha spiegato Borrelli.

Intanto il lavoro della Protezione civile prosegue. “Abbiamo incrementato il numero delle tende pre triage davanti agli ospedali che adesso sono 361 – ha detto il commissario- Sono invece 2269 gli uomini in campo, suddivisi tra dipartimento, forze armate e forze di polizia e volontari di protezione civile”.

cms_16431/3v.jpgE oggi è arrivato l’appello da parte del presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro che ha voluto sottolineare l’importanza del rispetto delle raccomandazioni per il contenimento del virus. “Le misure di contenimento sono importanti e il nostro governo le sta adottando ma è anche importante come noi ci comportiamo”, ha detto Brusaferro, e che quindi è fondamentale che “ognuno di noi non si senta immune dalla possibilità di infezione ma si senta coinvolto dalle misure che ne riducono la circolazione. Solo questo ci può aiutare a rallentare questa curva”.

(fonte AdnKronos – foto dal web)

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Data:

6 Marzo 2020