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OMS NUOVO RECORD CASI IN 24 ORE

cms_19893/OMS.jpgOms nuovo record casi in 24 ore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha registrato un nuovo record nel numero di positivi al coronavirusSars-CoV-2 in un singolo giorno. L’Oms ha rilevato nel mondo ieri 581.679 casi in 24 ore, 24mila in più rispetto al massimo segnato il 31 ottobre. Dall’inizio della pandemia sono stati registrati 48,5 mln di casi nel mondo. Secondo gli esperti, il numero reale di casi è molto più elevato di quelli ufficiali. In cifre assolute, i Paesi più colpiti sono Usa, India e Brasile. Oltre 1,2 mln di persone sono morte finora di Covid-19, secondo l’Oms. Ieri sono stati conteggiati circa 8.900 decessi in 24 ore.

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cms_19893/0.jpgIn Italia, quasi 40mila nuovi casi e altri 425 morti

Sono 39.811 i nuovi casi di coronavirus in Italia secondo il bollettino di oggi. Da ieri sono stati registrati altri 425 morti, che portano il totale a 41.063 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. Nelle ultime ore sono stati effettuati 231.673 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 2.634, con un incremento di 119 unità.

cms_19893/Min_Sanita_ISS.jpgCoronavirus, 82 anni età mediana pazienti morti in Italia

Resta alta l’età dei pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2: l’età mediana è di 82 anni, secondo l’ultimo report sui decessi diffuso dall’Istituto superiore di sanità (Iss) e realizzato su un campione di 39.052 pazienti deceduti e positivi al coronavirus in Italia. Le donne sono 16.628 (42,6%). Ebbene, secondo il report l’età mediana dei pazienti deceduti positivi a Sars-CoV-2 è più alta di oltre 30 anni rispetto a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione (82 anni contro 49 anni). E le donne morte dopo l’infezione hanno un’età più alta rispetto agli uomini (donne 85 – uomini 79).

Al 4 novembre le morti di pazienti positivi a Sars-Cov-2 in Italia sotto i 50 anni sono state 434 su 39.052 (1,1%), cioè l’1,1% come calcola l’Istituto superiore di sanità. In particolare, 95 pazienti avevano meno di 40 anni (65 uomini e 30 donne tra 0 e 39 anni). Di 17 pazienti sotto i 40 anni non sono disponibili informazioni cliniche; degli altri, 64 presentavano gravi patologie preesistenti (malattie cardiovascolari, renali, psichiatriche, diabete, obesità) mentre 14 non avevano diagnosi di rilievo.

In media, inoltre, i pazienti deceduti per Covid-19 hanno 3,5 patologie preesistenti. Nelle donne 3,7, negli uomini 3,4. Questo dato è stato ottenuto da 5.047 deceduti per i quali è stato possibile analizzare le cartelle cliniche. Complessivamente 173 pazienti (3,4% del campione) presentavano zero patologie, 662 (13,1%) una patologia, 962 (19,1%) due patologie e 3250 (64.4%) tre o più patologie. Prima del ricovero in ospedale, il 21% dei pazienti morti positivi al virus seguiva una terapia con Ace inibitori e il 14% assumeva sartani (bloccanti del recettore per l’angiotensina). L’ipertensione è la patologia preesistente più frequente (nel 65,7% dei casi).

La terapia antibiotica è stata comunemente utilizzata nel corso del ricovero (86,2% dei casi), meno usata quella antivirale (54,9%), più raramente la terapia steroidea (46,0%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato, si legge nel report, dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma da esami di laboratorio di Covid-19. In 1296 casi (26,1%) sono state utilizzate tutte e tre le terapie. Al 4,5% dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-CoV-2 è stato somministrato Tocilizumab.

Infine il report fornisce i dati sui tempi mediani (in giorni) che trascorrono dall’insorgenza dei sintomi al decesso (12 giorni), dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale (5 giorni) e dal ricovero in ospedale al decesso (7 giorni). Il tempo intercorso dal ricovero in ospedale al decesso è di 6 giorni più lungo in coloro che sono stati trasferiti in rianimazione rispetto agli altri.

cms_19893/Walter_Ricciardi.jpgRicciardi: “Virus corre, 3 settimane per effetti misure”

Con 39.811 nuovi casi e 42 morti “il virus sta correndo e l’epidemia ha un andamento esponenziale: vediamo un raddoppio dei casi ogni 15 giorni. Se in precedenza le misure assunte erano insufficienti, ora stiamo andando nella giusta direzione. Ma occorreranno tre settimane per vederne gli effetti”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, ordinario di Igiene all’università Cattolica di Roma e consigliere scientifico del ministro della Salute per l’emergenza Covid-19. In questo quadro “è assolutamente già prevista la possibilità di realizzare delle piccole zone rosse su territori particolarmente colpiti. Un sistema che in passato si è già dimostrato efficace – aggiunge Ricciardi – Quello che dobbiamo comprendere è che “il sistema dell’Italia a tre colori è l’ultimo tentativo per evitare un lockdown nazionale”.

“Il nuovo sistema che permette misure anti-Covid mirate necessita di un elemento chiave: dati di qualità forniti dalle Regioni, che hanno il dovere di inviare informazioni accurate. Ecco, quello che si verifica è che alcune Regioni sono più accurate e rapide, altre forniscono i dati tardi e male”. Quella dei dati non è una questione da poco: sulla base di questi numeri e di 21 indicatori la Cabina di regia colloca le regioni italiane in 3 fasce di rischio, gialla, arancione e rossa, con chiusure progressivamente più importanti, per frenare la corsa del virus.

Data:

8 Novembre 2020