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OMS:”MASCHERINE DA SOLE NON CI SALVANO,SERVE PACCHETTO MISURE”

cms_19339/OMS.jpgPer prima lo ha sperimentato la Lombardia: obbligo di mascherina anche all’aperto nei mesi più duri della pandemia di Covid-19. L’estate poi aveva in parte ’sedato’ il virus permettendo un alleggerimento degli aspetti più rigidi sull’uso della protezione. Ma ora le mascherine tornano prepotentemente al centro della scena. Mentre nel Paese si assiste alla lenta risalita dei positivi a Sars-CoV-2, alcune regioni si sono portate avanti riabilitando l’uso della protezione facciale anche ’en plein air’. Una misura utile? Per l’Organizzazione mondiale della sanità il discorso è più complesso: le mascherine da sole non ci salveranno, è in sostanza il messaggio. Nel senso che devono “fare parte di un pacchetto completo di misure di prevenzione”, risponde un portavoce dell’agenzia Onu all’Adnkronos Salute.

Di stoffa, chirurgiche, superfiltranti, ormai le mascherine sono diventate un accessorio ’compagno di vita’ per molti nel mondo. E, in particolare in alcuni Paesi, ci accompagneranno ancora per un po’. Alla domanda sull’utilità della misura, il portavoce replica spiegando cosa prevede una delle guide emanate dall’Oms ad hoc per l’era Covid che stiamo attraversando: “La guida – ricorda l’esperto – raccomanda di indossare le mascherine negli spazi pubblici in cui è impossibile distanziarsi fisicamente. Ma, indipendentemente dal contesto in cui vengono indossate, le mascherine da sole non ci proteggeranno da Covid-19 – ripete – Fanno parte di un pacchetto completo di misure di prevenzione e controllo delle infezioni che includono l’igiene delle mani, ’l’etichetta’ per la tosse e gli starnuti e il distanziamento fisico”.

“Si raccomanda inoltre che le mosse per adeguare le misure di salute pubblica allo specifico contesto in cui devono essere applicate siano implementate al livello amministrativo più basso”, in modo che possano essere rimodulate sulla base di criteri specifici, ’su misura’, basati sulla trasmissione del virus in quell’area, e “cosa importante, sull’accettabilità e fattibilità a livello di comunità locale”, conclude il portavoce.

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Sono 2844 i nuovi casi di coronavirus in Italia, secondo i dati del ministero della Salute.I morti in Italia sono 35968 dall’inizio dell’emergenza. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 297.

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“Un rilassamento delle misure, in particolare per eventi e iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati, e dei comportamenti individuali, anche legati a momenti di aggregazione estemporanei, rende concreto il rischio di un rapido peggioramento epidemico” di Covid-19 in Italia. E’ il monito lanciato da Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute, nel report relativo al periodo 21-27 settembre, con dati aggiornati al giorno 29. “La trasmissione locale del virus, diffusa su tutto il territorio nazionale – spiegano gli esperti – provoca focolai anche di dimensioni rilevanti soprattutto nell’ambito domiciliare. Rimane fondamentale – ribadiscono Iss e ministero – mantenere una elevata consapevolezza della popolazione generale circa il peggioramento della situazione epidemiologica e sull’importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali lavaggio delle mani, l’uso delle mascherine e il distanziamento fisico”. “La situazione descritta in questo report – analizzano ancora gli esperti – evidenzia importanti segnali di allerta legati ad un aumento della trasmissione locale. Al momento i dati confermano l’opportunità delle ulteriori misure di prevenzione e controllo adottate dalle Regioni/Province autonome, e invitano – si ripete anche questa settimana – ad essere pronti all’attivazione di ulteriori interventi in caso di peggioramento”.

L’RT- Dal rapporto, emerge anche che nel periodo 10-­23 settembre 2020 l’indice di contagio Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,01 (95% intervallo di confidenza 0,88-1,08). Sono 12 le Regioni e Province autonome con un Rt maggiore di 1 questa settimana, di cui 7 hanno un intervallo di credibilità che non comprende uno.

SCUOLA – “Questa settimana sono stati segnalati” in Italia “anche 14 focolai in cui la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito scolastico, anche se attualmente non è sempre confermata. Nelle prossime settimane si potrà meglio valutare l’impatto dei contagi nelle scuole”.”Sono stati riportati i primi focolai dove la trasmissione potrebbe essere avvenuta in ambito intra scolastico – spiegano gli esperti – Sebbene l’impatto di questi focolai sulla trasmissione locale del virus sia finora contenuto, rimane essenziale mantenere l’attenzione sulle misure introdotte per prevenire trasmissione intra scolastica come lo screening, la rilevazione della temperatura giornaliera da parte delle famiglie e il rispetto delle procedure per la gestione di casi sospetti sintomatici in ambito scolastico”.

LA DIFFUSIONE- Il virus Sars-CoV-2 “oggi circola in tutto il Paese. Si conferma un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la nona settimana consecutiva, con un’incidenza cumulativa di 34,2 casi per 100mila abitanti nel periodo 14-27 settembre, contro 31,4/100mila abitanti nel periodo 7-20 settembre. Questa settimana si osserva un lieve aumento dell’età mediana dei casi (42 anni vs 41 la settimana precedente)”. “Sono 8 le Regioni/Province autonome che hanno riportato un aumento nel numero di casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente – proseguono gli esperti – Questa settimana continua a scendere la percentuale dei nuovi casi importati dall’estero (5,7% vs 8% la scorsa settimana) e da altra Regione/Pa (1,7% vs 3,3%). Si mantiene invece stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (35,8% dei nuovi casi) e si osserva un lieve aumento della percentuale dei casi rilevati attraverso attività di screening (28,2% vs 27,6% la settimana precedente). Il 29,6% dei casi è stato identificato attraverso la comparsa di sintomi e nel 6,5% non è stato riportato l’accertamento diagnostico”.

IMMUNI – “Rimane essenziale che la popolazione mantenga comportamenti che riducano il rischio di trasmissione” del coronavirus Sars-CoV-2, quali “distanza, lavaggio delle mani, mascherina ed evitare assembramenti, in tutti i contesti”. Nel rapporto si invitano inoltre i cittadini a scaricare l’App Immuni. “Il tracciamento dei casi e dei loro contatti, e la conseguente riduzione nei tempi tra l’inizio della contagiosità e l’isolamento – avvertono gli esperti – restano elementi fondamentali per il controllo della diffusione dell’infezione. L’aumento di focolai e di casi non associati a catene di trasmissione evidenzia l’importante e crescente impegno dei servizi territoriali (Dipartimenti di Prevenzione) per far sì che i focolai presenti siano prontamente identificati e indagati”. In tal senso “è importante il rafforzamento, anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici come la App Immuni, di questi servizi nelle attività di diagnosi e ricerca dei contatti in modo da identificare precocemente tutte le catene di trasmissione e garantire un’efficiente gestione dei casi e contatti, inclusa la quarantena dei contatti stretti e l’isolamento immediato dei casi secondari”. Nel report si ribadisce “la necessità di rispettare i provvedimenti quarantenari e le altre misure raccomandate dalla autorità sanitarie, sia per le persone che rientrano da Paesi per i quali è prevista la quarantena, sia a seguito di richiesta dell’autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso”. “Sebbene i servizi territoriali siano riusciti finora a contenere la trasmissione locale del virus – rilevano ancora Iss e ministero della Salute – viene ripetutamente segnalato un carico di lavoro eccezionale nelle attività di tempestiva gestione dei contatti, che si riflette anche sulle attività non-collegate a questa emergenza”. Si raccomanda alla popolazione di “prestare particolare attenzione al rischio di contrarre l’infezione in tutti i casi di mancato rispetto delle misure raccomandate e durante periodi di permanenza in Paesi o aree con una più alta circolazione virale”. In questi casi, si suggerisce di “prestare responsabilmente particolare attenzione alle norme comportamentali di prevenzione della trasmissione di Sars-CoV-2, in particolare nei confronti di fasce di popolazione più vulnerabili”.

Data:

4 Ottobre 2020